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Chieri Rivoluziona la Storica Manifattura Tabasso: Spazi Accessibili, Inclusivi e Innovativi nell’Area Metropolitana di Torino

Per anni, l’ex Manifattura Tabasso di Chieri è rimasta silenziosa, un gigante addormentato nel cuore della città. Quel complesso industriale, un tempo pulsante grazie a 1.500 operai, ha custodito per decenni la memoria di un’epoca tessile ormai passata. Oggi, però, quei 30mila metri quadrati stanno per rinascere, trasformandosi in un hub culturale che promette di ridare slancio al territorio. Non si tratta solo di recuperare un edificio, ma di ricostruire un legame con la comunità, mescolando storia, arte e innovazione in un progetto ambizioso e concreto. Dopo trent’anni di abbandono, il passato torna a dialogare con il presente, aprendo nuove strade.

L’ex Manifattura Tabasso: cuore tessile di Chieri e testimone di un’epoca

Situata in via Vittorio Emanuele, ai margini del centro storico, la Manifattura Tabasso è un confine tra il vecchio volto industriale e la Chieri di oggi. Le sue radici affondano tra Cinquecento e Ottocento, ma la sua vera identità prende forma tra il 1884 e il 1910 con la costruzione delle prime fabbriche. La ciminiera ottocentesca, ormai un monumento, si alza fiera lungo la strada principale, testimone silenziosa di un tempo di crescita e lavoro.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’area si è trasformata con nuovi blocchi in cemento e coperture a shed, pensate per portare luce naturale negli spazi di lavoro. L’architettura di quel periodo, segnata da uno stile post-razionalista, rifletteva le esigenze di un’industria in piena evoluzione.

Negli anni ’90, la crisi del tessile ha chiuso i battenti. La fabbrica si è spenta e nel 1999 è passata nelle mani del Comune. L’architetto Gianfranco Franchini ha dato il via alla riconversione della palazzina uffici in biblioteca e archivio storico, cercando di tenere viva la memoria industriale. Le associazioni degli ex lavoratori, con visite guidate e attività didattiche, hanno fatto da custodi di questa storia, impedendo che andasse perduta.

Zanotti e il progetto che riaccende la Manifattura

Dopo anni di abbandono, con l’arrivo dei fondi del PNRR è partita una sfida ambiziosa. Il progetto dell’architetto Carlo Italo Zanotti non vuole stravolgere, ma riportare a nuova vita quegli spazi sospesi nel tempo, conservando le tracce di una storia profonda.

L’intervento punta a salvaguardare i pezzi più importanti, come la ciminiera e il corpo originale della fabbrica, sotto la protezione della Soprintendenza. Fondamentale è la bonifica ambientale, per togliere amianto e altre sostanze pericolose e rendere l’area sicura e sostenibile.

Il tessuto industriale verrà mantenuto e valorizzato, creando nuove piazze e una rete di percorsi pedonali e ciclabili. L’idea è abbattere quel muro che per troppo tempo ha diviso la fabbrica dalla città, trasformando l’area in uno spazio verde, accessibile e aperto all’inclusione sociale.

L’appalto è stato affidato a ARCAS, che insieme allo Studio Battista sta definendo il progetto definitivo. Si tratta di un intervento complessivo che vuole ridisegnare l’area senza perdere le sue radici.

Museo, coworking e spazi per il terzo settore: la nuova vita della Manifattura

Il recupero si sviluppa in due fasi. La prima, già finanziata con 11,8 milioni di euro , dovrà essere pronta entro il 2028. Qui si darà nuova vita agli edifici storici e si creeranno nuove aree pubbliche.

L’ex fabbrica diventerà un hub multifunzionale con spazi dedicati a famiglie e giovani, attività del terzo settore, aree di coworking pensate per favorire l’incontro e l’innovazione, luoghi di aggregazione e ambienti espositivi. Un pezzo forte sarà il Museo del Territorio, che racconterà la storia locale dai reperti romani fino alle opere contemporanee, come quelle della collezione “Trame d’Autore”.

Il museo sarà il filo che lega la tradizione tessile che ha segnato Chieri con la creatività dei giorni nostri, valorizzando l’identità culturale in modo moderno e dinamico.

La seconda fase interesserà gli spazi più grandi, con le coperture a shed. Qui sono previste attività sportive, eventi polivalenti e persino esperienze innovative come la coltivazione aeroponica. È previsto anche un parcheggio multipiano, con una copertura verde che limiterà l’impatto visivo sull’area.

Un polo culturale e sociale per tutta l’area metropolitana torinese

L’obiettivo è chiaro: trasformare la Manifattura in un punto di riferimento non solo per Chieri, con i suoi quasi 45mila abitanti, ma per tutta la cintura metropolitana di Torino. La vicinanza al capoluogo, a soli 20 minuti di treno, rende questo sito strategico per attrarre visitatori e residenti da un bacino molto più ampio.

Carlo Italo Zanotti sottolinea come questa riqualificazione sia soprattutto “un modo per restituire alla città spazi aperti e accessibili, pronti a dialogare con i cittadini.” Il progetto vuole riscrivere la storia tessile in chiave moderna e polifunzionale, trasformando un luogo un tempo chiuso e isolato in un crocevia culturale, formativo ed economico.

Con questo intervento, la Manifattura Tabasso si candida a modello di rigenerazione urbana capace di unire memoria storica, inclusione sociale e sviluppo sostenibile, riportando in vita un complesso industriale che per troppo tempo era rimasto solo un ricordo.

Redazione

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