Nei boschi antichi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tra abeti bianchi e faggete che sfidano i secoli, si accende un nuovo spettacolo. La serie Netflix ispirata ad Assassin’s Creed ha scelto questo angolo d’Italia come suo set, trasformando sentieri e radure intorno al monastero di Camaldoli in un palcoscenico naturale. Qui, la storia si intreccia con la natura, mentre le telecamere catturano un’atmosfera carica di mistero. Non è solo un richiamo per i fan della saga, ma una chiamata a chi vuole immergersi in un paesaggio che racconta storie antiche, ora pronte a vivere un nuovo capitolo.
Le telecamere hanno scelto il Monastero di Camaldoli e i dintorni come sfondo principale per le riprese di Assassin’s Creed. La produzione, nata da Ubisoft e affidata a Netflix, sfrutta la maestosità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi per ricreare un’atmosfera senza tempo. Il parco si estende tra Toscana ed Emilia-Romagna, proteggendo foreste millenarie e paesaggi intatti, perfetti per una trama che mescola mistero, conflitti e avventura.
La scelta di queste location non è casuale. Le vicine città storiche come Firenze offrono l’ambientazione urbana, mentre le foreste si prestano a fare da sfondo con i loro silenzi, sentieri nascosti e boschi imponenti. I set sono allestiti tra fodgete secolari e radure che sembrano raccontare storie antiche, dove il gioco di luci e ombre prende vita. La troupe si muove con rispetto per l’ambiente, coinvolgendo anche maestranze e comparse locali, un segno chiaro di attenzione verso il territorio toscano.
Le riprese dureranno diverse settimane, con un ritmo serrato che coinvolge tecnici di ogni settore, dall’artistico al logistico. Sul fronte del cast, si attendono conferme, ma circolano voci sull’ingaggio dell’attore australiano Toby Wallace. La serie dovrebbe debuttare tra la seconda metà del 2026 e il 2027, diventando uno dei progetti più attesi nel mondo delle produzioni legate ai videogiochi.
Il monastero e l’eremo di Camaldoli sono da sempre luoghi di spiritualità e riflessione. Fondati all’inizio dell’XI secolo da San Romualdo di Ravenna, conservano una tradizione millenaria che unisce natura e cultura. Situati a circa 815 metri di altitudine nel cuore del parco, offrono un’atmosfera sospesa tra passato e presente, dove il silenzio e la calma della montagna invitano a un viaggio interiore profondo.
La scelta delle Foreste Casentinesi come scenario per Assassin’s Creed è un riconoscimento al valore ambientale di questo angolo d’Italia. Qui boschi antichi, estesi e ben conservati, si affiancano a costruzioni monastiche, creando un luogo unico, ricco di simboli e fascino. Le foreste regalano ampi panorami, ma anche angoli nascosti e ombrosi, dove la natura si mostra nella sua forma più autentica.
L’eremo, in particolare, è tappa fondamentale di molti cammini spirituali, incluso quello di San Romualdo, che parte da Sant’Apollinare in Classe, a Ravenna. Il sentiero CAI che collega il monastero all’eremo si percorre in meno di due ore, attraversando boschi rigogliosi e regalando scorci di grande impatto emotivo. Anche le strade permettono un accesso agevole, valorizzando sia l’aspetto culturale che quello escursionistico.
Il monastero di Camaldoli si trova nel comune di Poppi, in provincia di Arezzo, immerso nel verde delle Foreste Casentinesi. Da Arezzo, a circa cinquanta chilometri di distanza, si procede verso Bibbiena e Casentino, seguendo indicazioni ben segnalate fino alla deviazione per Camaldoli, lungo strade secondarie che attraversano i tipici paesaggi dell’Appennino tosco-romagnolo.
Chi vuole visitare l’eremo può arrivarci sia in auto sia a piedi lungo il sentiero CAI. Quest’ultimo offre un’esperienza immersiva: si attraversano boschi fitti e si scoprono dettagli naturalistici che altrimenti passerebbero inosservati, fino a raggiungere un luogo raccolto e carico di storia.
La presenza di una produzione Netflix sul territorio aumenta l’attrattiva del sito, mettendo in luce non solo il valore paesaggistico, ma anche la capacità di questi luoghi di dialogare con linguaggi culturali contemporanei. Camaldoli resta così un punto di incontro tra arte, natura e fede, sottolineando l’importanza di preservare e far conoscere la propria identità attraverso iniziative di grande respiro.
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