A Mondaino, un piccolo borgo della Romagna, c’è un luogo che sfida l’idea tradizionale di mostra d’arte. RiBo 104 non è solo uno spazio espositivo: è un laboratorio culturale che pulsa di vita, incontri e scambi. Le sue mura antiche, recuperate con cura, custodiscono molto più di opere d’arte; raccontano storie di comunità, intrecciano passato contadino e sguardi sul mondo. Qui, arte e vita si mescolano, trasformando un paese che altrimenti si attraverserebbe distratti, in un punto di riferimento per chi cerca qualcosa di autentico e vivo.
Dietro RiBo 104 ci sono Daniela Rigotti e Ambrogio Borsani, lei trentina, lui varesotto, trasferitisi a Rimini nel 2011. Hanno scelto Mondaino come cornice ideale per una cultura che va oltre i modelli urbani più consolidati. La loro esperienza si è costruita nel tempo, tra la Galleria Armanti di Varese, galleristi locali e viaggi in Africa, Sud America e India. Questi spostamenti hanno formato una visione artistica lontana dall’Europa centrale, attenta alle diverse stratificazioni sociali e culturali. RiBo 104 è così il frutto di un lungo percorso, un dialogo tra territori diversi e sensibilità differenti, dove si incrociano storie personali e collettive. La scelta di Mondaino non è stata una moda o una tendenza, ma una scelta radicata nel valore autentico del borgo, che unisce paesaggio, patrimonio e comunità.
L’edificio di via Roma 104, abbandonato da tempo, si trova vicino all’ex convento delle Clarisse e racconta una storia particolare. Fino al 1969 ospitava “Maria delle suore”, una donna che faceva da tramite tra le monache in clausura e il mondo esterno, usando una campanella azionata da corde. Quando le suore se ne sono andate, la casa è stata donata a lei, cambiando il destino dell’immobile. L’architetto Stefano Zaghini ha seguito il restauro conservativo di questo edificio del Seicento, facendo attenzione a rispettare gli elementi originali, compresa una grotta sottostante, probabilmente medievale. Il lavoro ha valorizzato la natura domestica e stratificata dello spazio, con sette sale espositive distribuite su più livelli e ambienti dedicati all’accoglienza e alla residenza temporanea per gli artisti. Così l’edificio mescola storia, architettura privata e un tocco contemporaneo, offrendo un luogo unico per l’arte.
La collezione permanente di RiBo 104 conta più di settanta opere tra pittura e scultura, firmate da artisti lombardi e trentini. Le sale portano nomi legati al territorio e alla memoria locale, come la Sala Maria delle Suore e la Cella delle Clarisse, a sottolineare il legame tra passato e presente. Tra gli artisti presenti ci sono Giovanni Beluffi, Giancarlo Pozzi, Sandro Sardella, e gli scultori Rajaee Piruz e Marco Rei Cannito. Nel seminterrato, la grotta crea un’atmosfera particolare: qui opere di arte concettuale di Roberto Dal Maso si confrontano con un allestimento di tipo etnografico, mettendo in dialogo tempi e sguardi diversi. RiBo 104 non si limita però alla collezione fissa: fin dall’inizio ha promosso iniziative culturali e sociali senza scopo di lucro. Nel 2023, ad esempio, con la mostra “Armonie in Amore”, curata da Lorenzo Luini con contributi di Sandro Sardella, si è affrontato il tema delicato della violenza sulle donne, coinvolgendo pubblico e istituzioni e inserendosi in un circuito itinerante.
Tra i progetti più importanti c’è ESCAPE – Together di Giancarlo Lepore, parte del Simposio di Scultura di Mondaino. L’opera e il dibattito che ha suscitato hanno messo in luce i flussi migratori e le relazioni interculturali, opponendosi a chiusure e conflitti sociali. Nel 2025 RiBo 104 ha ospitato il convegno “Natura, Arte e Storia a Mondaino”, dedicato alla tutela dell’entroterra romagnolo. L’evento è stato accompagnato da una mostra di sculture lignee di Toni Venzo, seguita da un’installazione all’Orto Botanico dell’Università di Urbino, rafforzando il legame tra arte, ambiente e identità del territorio. Guardando avanti, la dimora d’arte prepara nuovi progetti e percorsi creativi, tra cui un intervento con l’artista Davide Conti, che promette di arricchire ancora di più il dialogo tra arte contemporanea e senso del luogo.
Mondaino e RiBo 104 mostrano così come un borgo storico possa diventare un centro culturale capace di unire accoglienza, produzione artistica e confronto sociale. Un luogo che, guardando al presente, costruisce una visione aperta e partecipata, pronta a dialogare con le sfide di oggi senza perdere il valore di un patrimonio vivo.
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