Il 22 marzo, a Tokyo, sboccerà la prima gemma di ciliegio, un segnale che la primavera è alle porte. Ma la vera esplosione di petali, quella che trasforma i parchi in un mare rosa, arriverà solo una settimana o dieci giorni dopo. Nel 2026, però, qualcosa cambia: al Nord, la fioritura è attesa prima del solito e con un’intensità mai vista. Il sakura resta la star indiscussa, ma non è l’unica protagonista. Tulipani, fiori di prugno, colza e glicini si spalmano sul paesaggio, regalando colori e profumi in ogni angolo del Giappone. La primavera, insomma, si prepara a stupire come sempre, ma con qualche sorpresa in più.
La penisola di Izu, in Shizuoka, è il posto giusto per chi non vuole aspettare la fine di marzo. Qui fioriscono i kawazu sakura, una varietà nata negli anni Cinquanta che sboccia già a febbraio e regala fiori per quasi un mese. A Minamiizu, nel tratto di Minami, ogni anno si tiene il Minami no Sakura to Nanohana Matsuri, un festival che trasforma due chilometri di fiume in un tripudio di colori. Oltre agli 800 kawazu, il fiume è circondato da nanohana, i vivaci fiori gialli della colza, che creano un contrasto spettacolare. L’immagine si riflette sull’acqua, moltiplicando la magia, e di sera le luci rendono tutto ancora più suggestivo. Poco lontano, a Izunokuni, il percorso di Shiroyama Sakura offre un’esperienza più raccolta: circa 400 metri immersi tra kawazu, perfetti per chi cerca tranquillità lontano dalla folla dei festival.
Meno noti ma altrettanto belli, i fiori di prugno sono una gemma della primavera giapponese. A Inabe, nella prefettura di Mie, l’Agricultural Park ospita circa duemila alberi di cinquanta varietà diverse. Qui i colori vanno dal bianco al rosa intenso fino al rosso scuro, con le montagne di Suzuka ancora innevate sullo sfondo. Il momento migliore per visitare è da fine febbraio a metà marzo, quando il parco si riempie di visitatori. Anche a Nara c’è un luogo speciale: lungo il fiume Satsukigawa, il Tsukigae Bairin conta diecimila alberi di prugno e richiama visitatori da oltre un secolo. Tra fine febbraio e metà marzo, il bosco si riempie di fiori delicati e di un’atmosfera carica di storia. Per chi cerca un’esperienza più raccolta, l’isola di Awaji, nella prefettura di Hyogo, offre l’Hirota Bairin Fureai Park con 450 alberi di prugno. Qui i fiori si intrecciano con una miniatura dei templi del pellegrinaggio di Shikoku, unendo natura e cultura in modo unico.
Quando a sud la primavera si scalda, a nord è solo agli inizi. In Hokkaido, il Kamiyubetsu Tulip Park è una tappa da non perdere durante la Golden Week. Oltre 200 varietà di tulipani colorano il parco, dal bianco latte al bordeaux, disposti in file precise che ricordano i campi olandesi. Il clima fresco permette ai fiori di restare belli più a lungo rispetto al sud. Più a sud, in Aichi, il Sante Park di Tahara sorprende con tulipani disposti in cerchi concentrici, creando dal cielo un vero e proprio bersaglio cromatico, perfetto per chi ama le foto suggestive senza allontanarsi troppo. A Nagano, il Nanohana Park si tinge di un giallo intenso grazie ai fiori di colza lungo il fiume Chikuma, con le Alpi giapponesi ancora innevate sullo sfondo. Questo spettacolo arriva a maggio, proprio quando altrove il Paese si prepara alle piogge. Infine, per gli amanti dei glicini, l’Ashikaga Flower Park a Tochigi è un must. Qui si trovano alberi di glicine vecchi più di 160 anni e pergolati lunghi quasi mille metri. Tra metà aprile e metà maggio, i grappoli viola creano veri e propri tunnel che avvolgono i visitatori in un’atmosfera da sogno.
La primavera 2026 in Giappone si conferma una delle stagioni più belle da vivere. Ogni regione offre la sua versione di questo spettacolo, tra fiori diversi, festival e paesaggi naturali variegati. Conoscere bene i tempi e i luoghi giusti permette di godersi la bellezza senza la calca dei turisti. Basta scegliere il momento giusto e lasciarsi sorprendere dai mille volti del Giappone in fiore.
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