Il conto alla rovescia è già iniziato. Torino, con le sue strade cariche di storia e le piazze che hanno visto passare secoli di cultura, si prepara a diventare il palcoscenico di ARWE 2026. Dal 25 al 30 maggio, artisti e ricercatori da più di 30 paesi si incontreranno qui per sondare i confini fra arte, scienza e società. Un evento che promette di scuotere la città, ma che inizierà a farsi sentire già da marzo, quando una serie di anteprime accenderà il dibattito e stimolerà nuove idee, portando Torino a vivere un fermento creativo senza precedenti.
Il 16 marzo si apre al PAV – Parco Arte Vivente di Torino la mostra In Between Places You Can Find Me, curata dall’artista Franko B. Un’esposizione che anticipa l’evento principale di ARWE e che coinvolge giovani talenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti. Il filo conduttore è il confronto tra il mondo umano e quello non umano, un tema che attraversa arte, ecologia e società.
Franko B, che vede l’arte come un rito e uno spazio di condivisione, punta a stimolare un vero dialogo con le nuove generazioni. Per lui, l’arte non è una semplice carriera, ma un terreno di ricerca sempre in movimento. La mostra resterà aperta fino al 26 aprile, segnando il primo passo verso la trasformazione di Torino in un punto di riferimento internazionale per la ricerca artistica.
ARWE nasce come momento conclusivo del progetto INAR, finanziato dal PNRR e coordinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca . A guidare il comitato organizzatore c’è Salvo Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina. L’obiettivo è valorizzare e internazionalizzare la ricerca artistica italiana, lavorando insieme alle istituzioni AFAM.
La manifestazione vuole essere un punto di incontro globale per cultura e innovazione, stimolando collaborazioni tra artisti, studiosi e istituzioni. Secondo Bitonti, l’arte ha un ruolo profetico, capace di anticipare i cambiamenti e suggerire nuovi scenari. L’intento è avvicinare il pubblico alle arti contemporanee, spingendolo a riflettere e immaginare soluzioni nuove per la società. Torino così diventerà un laboratorio di idee e proposte innovative.
Le Residenze Reali Sabaude – Villa della Regina e Palazzo Carignano – saranno il cuore pulsante dell’evento, affiancate da spazi di grande prestigio come la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Fondazione Accorsi-Ometto, le Gallerie d’Italia, la Fondazione Amendola, il Museo Egizio e la Camera – Centro Italiano per la Fotografia. Qui si terranno mostre, performance, proiezioni e spettacoli durante tutta la settimana.
L’Expo vedrà la partecipazione di 45 istituzioni internazionali, tra accademie d’arte e partner da Europa, Asia, Africa e America. Oltre alle esposizioni visive, sono previsti eventi multimediali, spettacoli di teatro e danza, sfilate di moda e conferenze. Non mancheranno momenti di networking per favorire lo scambio e la collaborazione tra artisti e studiosi da diverse culture.
Prima della grande kermesse di maggio, Torino ospiterà una serie di eventi di avvicinamento. Tra questi, workshop di Concept Art e Stop Motion per gli studenti di scenografia e cinema dell’Accademia Albertina, con l’obiettivo di realizzare un cortometraggio animato. La mostra al PAV sarà uno degli appuntamenti più importanti di questo periodo.
Verrà presentato anche il volume R-ESISTENZE, una raccolta di saggi di artisti e studiosi che affrontano temi come ambiente, comunità e diritti. L’installazione partecipativa Filo Rosso per Arte in Transito culminerà con performance site-specific il 22 marzo sotto i portici di Via Sacchi, accompagnate da una colonna sonora creata insieme agli studenti del Conservatorio Giuseppe Verdi.
Infine, il 28 marzo l’Unione Culturale Franco Antonicelli ospiterà VIRAL / VOCAL / VIRTUAL, una giornata dedicata alla sperimentazione multimediale con workshop, performance-lecture, video-essay e installazioni sonore. Questi appuntamenti anticipano il respiro internazionale che ARWE porterà in città.
Torino si appresta così a diventare un punto di riferimento mondiale per la ricerca artistica, unendo tradizione e innovazione. Un’occasione preziosa per la comunità culturale e il pubblico di riflettere sul ruolo fondamentale dell’arte nel costruire il futuro.
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