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Parma 360 Festival celebra 10 anni con “Lux”: le mostre imperdibili sulla luce a Parma

A Parma, la luce ha preso il centro della scena. Per celebrare i suoi dieci anni, il Parma 360 Festival trasforma la città in un grande palcoscenico luminoso. “Lux. Visioni sulla Luce” non è solo un titolo: è un invito a scoprire come la luce possa cambiare il volto di spazi antichi, rivelando nuove prospettive. Tra installazioni, fotografie e opere d’arte contemporanea, artisti di fama internazionale si confrontano con la storia e la vitalità urbana di Parma, dando vita a un dialogo sorprendente tra passato e futuro.

Antonio Barrese: la luce prende forma nella Galleria San Ludovico

Il primo appuntamento è alla Galleria San Ludovico, in Borgo del Parmigianino, con l’installazione di Antonio Barrese, milanese e pioniere nell’incontro tra design, arte e scienza visiva. La sua mostra “Morphology Light. Viaggio nella forma della luce” porta al centro del festival un’idea originale: la luce non come fenomeno effimero, ma come materia tangibile, capace di trasformarsi in volume nello spazio.

L’allestimento si fonde con l’architettura della galleria, giocando con riflessi, dispersioni e interferenze. Lo spettatore si ritrova coinvolto in un ambiente vivo, dove la percezione si sposta e si confonde. Barrese plasma la luce come fosse un materiale plastico, creando forme che dialogano con la storia del luogo e offrono nuove letture artistiche. Fondatore del gruppo MID , conferma la sua capacità di combinare materiali e percezione in un’unica energia.

La mostra resta visitabile fino al 2 giugno, un invito a scoprire come la luce possa diventare qualcosa di concreto, capace di aprire nuovi orizzonti sensoriali.

Michael Kenna e il fiume Po: poesia in bianco e nero a Palazzo Pigorini

A pochi passi, nel suggestivo Palazzo Pigorini, si può ammirare “Il fiume Po. Scritture di luce”, la mostra fotografica di Michael Kenna, uno dei grandi nomi della fotografia contemporanea. L’artista inglese ha coltivato un rapporto profondo con il territorio attraversato dal Po, restituendo in bianco e nero un fiume potente e carico di fascino.

Kenna osserva il paesaggio con lentezza e attenzione, raccontando la luce e l’ombra che si alternano tra nebbie e contrasti netti. Le sue 70 immagini, raccolte tra il 2007 e il 2019, offrono uno sguardo intimo e monumentale su un corso d’acqua simbolo di memoria e trasformazione. La mostra include anche una video intervista che aiuta a comprendere il legame dell’artista con il Po, definito “potente, carismatico e magnetico.”

Questo lavoro, tra i più importanti di Kenna dedicati all’Italia, trasforma Parma in uno spazio di riflessione sulla luce come forma, silenzio e racconto, rafforzando il legame tra arte e territorio.

Quadrifluox: l’inchiostro fluorescente prende vita a Palazzo Pigorini

Sempre a Palazzo Pigorini, al primo piano, va in scena “Quadrifluox”, un’esposizione dedicata all’inchiostro fluorescente nella stampa. Curata da Piergiuseppe Molinar, la mostra esplora come questo materiale non si limiti a riflettere la luce, ma la generi, aprendo una nuova dimensione visiva.

Con una serie di tavole cromatiche, il pubblico può vedere come la fluorescenza diventi parte integrante dell’opera, non un semplice effetto speciale. Sotto la luce di Wood, colori e sfumature si accendono in modo sorprendente. Tra gli artisti ci sono illustratori e grafici come Elisa Talentino e Matteo Berton, che uniscono arte, design e tecnologia.

“Quadrifluox” è una riflessione fresca sul rapporto tra luce e colore, dimostrando che anche la stampa offset può diventare un mezzo espressivo capace di catturare lo sguardo.

Una nuova luce: l’illustrazione francese arriva a Parma

Nelle stesse sale, si può visitare “Una nuova luce”, mostra dedicata all’illustrazione francese contemporanea, ancora poco nota in Italia ma piena di talenti. Promossa dalla Galleria Caracol, porta in città il lavoro di tre giovani artisti: Jean Mallard, Clément Thoby e Florian Pigé, uniti da un uso intenso e narrativo della luce.

Jean Mallard, con acquerelli, crea paesaggi ricchi di dettagli e microstorie. Clément Thoby riprende i colori vivi e le atmosfere morbide dei Fauves, dando vita a immagini sospese e quasi cinematografiche. Florian Pigé, il più giovane, lavora con pastelli per realizzare volumi luminosi e scene intime.

Tutti e tre lavorano a mano, senza digitale, dimostrando grande cura per il dettaglio dentro composizioni ampie. Nelle stesse stanze si trovano anche opere dalla mostra “Draw the Light”, presentata al Lumen Museum di Brunico nel 2022, che indaga il disegno della luce come segno e atmosfera.

Duo ES: tra ordine e caos nel Torrione Visconteo

Nel Torrione Visconteo, una robusta torre difensiva nel cuore di Parma, si concentra il progetto multimediale del Duo ES, Nicola Evangelisti e Silvia Serenari. “Del Sublime” riprende il concetto classico di sublime, fatto di tensione e spiritualità, rivisitandolo in chiave contemporanea.

Le opere in black light art usano vernici fosforescenti per disegnare rosoni di luce sulle volte del seminterrato, creando un effetto vertiginoso che accompagna i visitatori lungo i diversi livelli della torre. Un trittico di spirali auree in cristallo e specchi retroilluminati chiude il percorso, simbolo del dialogo tra ordine e caos.

Al quarto piano, la mostra presenta sculture tridimensionali di Serenari e una fotoceramica, accompagnate da musiche di Evangelisti. Un incontro tra arte, scienza e spiritualità che porta il pubblico in un’esperienza sensoriale intensa, giocata tutta sulla luce.

Synthetic Horizons: l’intelligenza artificiale tra arte e percezione alla Casa del Suono

Alla Casa del Suono, “Synthetic Horizons”, curata da Chiara Canali, presenta sei giovani artisti under 35 che usano l’intelligenza artificiale non solo come strumento, ma come linguaggio poetico e critico. Il tema esplora autorialità, memoria, corpo e futuro.

Le opere, che spaziano da sculture di dati a installazioni immersive, includono macchine sonore e video, aprendo nuovi scenari creativi in cui il linguaggio digitale diventa materia estetica e spunto per riflettere e emozionarsi. Un racconto sulle trasformazioni dell’immaginazione contemporanea e il rapporto tra uomo e tecnologia.

Caterina Orzi e la natura scolpita dalla luce allo Starhotels Du Parc

L’ultima tappa è allo Starhotels Du Parc con “Fiori di Luce” di Caterina Orzi, fotografa parmigiana che da anni indaga la natura attraverso la luce. La sua serie trasforma frammenti vegetali in figure quasi scultoree, con la luce che diventa forza generatrice e trasformatrice.

Le immagini mettono in risalto intensità e delicatezza dei colori naturali, restituendo una vegetazione nuova, carica di presenza. Un lavoro poetico che riflette sul rapporto tra natura e percezione, fatto di dettagli, sfumature e giochi di luce.

Il Parma 360 Festival conferma il suo ruolo di spicco nella cultura contemporanea italiana. Alla decima edizione, il festival non si limita a riflettere sulla luce, ma rilancia la sua missione di rigenerare la città, animando spazi antichi e nuovi. Parma diventa così un museo a cielo aperto, dove ogni angolo si illumina di storia, arte e nuove emozioni.

Redazione

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