# Penglipuran, il villaggio di Bali dove il tempo si è fermato
A Penglipuran, un villaggio incastonato tra le colline di Bali a 600 metri di altitudine, il tempo sembra davvero essersi fermato. L’aria fresca porta il profumo intenso delle foreste di bambù, mentre il silenzio viene spezzato solo dal passo lento degli abitanti. Una strada di pietra, ordinata e senza fronzoli, guida fino al cuore del borgo, dove si erge maestoso il tempio principale. Le case, tutte costruite con estrema cura, mostrano porte identiche, finemente intagliate, e cortili chiusi da muri di terra e pietra. Entrarci significa varcare la soglia di un mondo che ha saputo resistere, imperterrito, al passare dei secoli e alle mode fugaci.
Penglipuran nasce nel XIV secolo, nel regno di Bangli, e ancora oggi il suo impianto urbano è rimasto quasi intatto, come se il tempo qui si fosse fermato. Le case si affacciano lungo la via principale seguendo un ordine preciso, che rispecchia antiche tradizioni balinesi. Ogni dettaglio parla di rispetto: per la natura, per gli antenati, per se stessi. Il sistema Tri Mandala, alla base della cultura locale, divide gli spazi secondo una gerarchia ben definita: la zona sacra con i templi, l’area abitativa ordinata e accessibile, e infine la parte riservata alle attività quotidiane.
Le regole sociali, chiamate awig-awig, disciplinano con rigore i comportamenti: “niente poligamia, uso attento delle risorse naturali e una cura quasi ossessiva dell’armonia architettonica.” Non a caso Penglipuran è considerato uno dei villaggi più puliti e sostenibili al mondo. Dietro le case si estende una vasta foresta di bambù, protetta con profondo rispetto: copre il 40% del territorio e ogni albero può essere tagliato solo per scopi rituali o per costruzioni tradizionali. Un chiaro segno di come natura e cultura qui siano indissolubilmente legate.
Percorrendo la strada principale, lo sguardo si perde tra portali angkul-angkul, scolpiti in pietra e legno, che segnano l’ingresso ai cortili privati. In questi spazi convivono cucine a legna, padiglioni per la preghiera e aree familiari. L’allineamento delle case crea un effetto quasi ipnotico, una simmetria che riflette l’anima di questa comunità.
Al centro del villaggio, in posizione dominante, si trova il tempio Pura Desa, crocevia di fede e tradizione. Qui si tengono le cerimonie più importanti, accompagnate dal suono del gamelan e dalle danze rituali che animano l’aria con intensità e delicatezza. Durante le feste di Galungan e Kuningan, il tempio si veste di decorazioni di bambù e offerte colorate, trasformandosi in un’esplosione di spiritualità e vivacità. Accanto, si estende la foresta sacra di bambù, un labirinto di canne alte che filtrano la luce e creano giochi di ombre: un rifugio di pace e memoria per gli abitanti.
Nella parte più bassa del villaggio si trova il cimitero, custodito con la stessa cura e devozione. La disposizione verticale di Penglipuran – dal sacro in alto alla terra dei morti in basso – traccia una mappa visiva della cosmologia balinese, un racconto di continuità tra umano e divino.
Visitare Penglipuran significa entrare in un ritmo lento e genuino, dove ogni gesto racconta una storia. Gli abitanti spesso aprono le porte di casa senza esitazione: entrare è un privilegio che permette di scoprire altari domestici, utensili tradizionali e oggetti carichi di significato. Il loloh cemcem, una bevanda a base di erbe, è un assaggio concreto della cultura locale, con un sapore unico e poco conosciuto.
Le chiacchierate con la gente del posto sono sincere e profonde. Molti raccontano usi e riti tramandati di generazione in generazione, svelando un mondo ricco di dettagli rituali. Chi ama la fotografia trova a Penglipuran uno scenario naturale perfetto, soprattutto all’alba, quando la luce soffusa mette in risalto la pulizia delle forme e la quiete quasi irreale. La foresta di bambù, nelle ore più tranquille, si trasforma in un’oasi di fascino, con suoni e movimenti che sfuggono a chi guarda distratto.
Il commercio di oggetti artigianali, realizzati con materiali naturali, sostiene direttamente le famiglie del villaggio, un esempio di economia locale che rispetta natura e tradizione.
Penglipuran si trova nella regione di Bangli, a est di Bali, a circa 60 chilometri dall’aeroporto internazionale Ngurah Rai. Il viaggio dura tra un’ora e mezza e due ore, a seconda del traffico. La strada attraversa paesaggi diversi, dalle risaie ai piccoli villaggi, dalle colline a scorci panoramici poco frequentati dai turisti più comuni. Un percorso che già racconta la Bali più autentica e meno affollata.
Il modo più comodo per arrivare è con un’auto privata e un autista locale, così da potersi fermare lungo la strada e scoprire angoli poco conosciuti. Lo scooter è un’opzione, ma serve esperienza e attenzione per via del traffico e della distanza.
All’ingresso del villaggio si paga un biglietto: i fondi raccolti servono solo a sostenere la comunità nella conservazione delle tradizioni e dell’ambiente. Chi arriva prima dell’alba viene premiato da una luce fragile e da un’atmosfera lontana dall’idea di semplice attrazione turistica, vivendo così la vera anima di Penglipuran.
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