Per anni, le imponenti colonne basaltiche di Studlagil sono rimaste nascoste sotto le acque del fiume Jökla, in Islanda orientale. Solo recentemente, con la costruzione di una diga idroelettrica, il livello dell’acqua è calato abbastanza da rivelare questo spettacolo nascosto. Oggi, chi si avventura in questo canyon si trova di fronte a un vero colosso di pietra: pareti alte e regolari, scolpite dalla lava e dall’erosione, che sembrano una cattedrale naturale. Un luogo che sfida il tempo e la geografia, custodito a lungo come un segreto prezioso.
Il canyon si apre con pareti basaltiche che sfiorano i 30 metri d’altezza, strette e sinuose. Il basalto nasce quando la lava incandescente si raffredda in fretta, fratturandosi in colonne poligonali, spesso esagonali. Questi pilastri, allineati come canne d’organo, si incastrano uno accanto all’altro in un ordine naturale perfetto. In Islanda, strutture simili si trovano vicino alla cascata di Svartifoss, ma a Studlagil la continuità delle colonne e la lunghezza delle pareti creano uno spettacolo visivo che lascia senza fiato.
Per secoli il fiume Jökla ha nascosto queste formazioni sotto le sue acque torbide, trasportando sedimenti glaciali e rendendo difficile l’accesso. Poi è arrivata la costruzione della centrale idroelettrica Kárahnjúkar e del bacino di Hálslón, che ha abbassato il livello del fiume di circa 7-8 metri, scoprendo gran parte del canyon rimasta invisibile fino ad allora. Questa trasformazione ha acceso un acceso dibattito nel Paese: da un lato la necessità di energia e sviluppo, dall’altro il rischio di perdere paesaggi e habitat naturali. Oggi Studlagil è il simbolo di questo cambiamento, una ferita nel territorio che però ha rivelato un tesoro inatteso.
Nei mesi estivi, quando l’acqua scende, il fiume si tinge spesso di toni turchesi o verde smeraldo. A fine agosto, con lo scarico del bacino, l’acqua diventa più scura e carica di sedimenti, cambiando volto al paesaggio. Questi colori raccontano la storia geologica e ambientale della valle, dove ogni sfumatura è una pagina di natura in movimento.
Il versante orientale del canyon è il punto d’ingresso più suggestivo per chi ama camminare e scoprire la natura. Dal parcheggio di Klaustursel parte un sentiero ben segnalato, con un dislivello moderato, che regala una vista mozzafiato sulla valle. Man mano che si avanza, le prime colonne basaltiche si mostrano all’orizzonte, come antiche mura di pietra. Il momento più emozionante è quando si entra nella gola: il contrasto tra la pietra scura, il verde dei muschi e l’acqua turchese crea un’immagine quasi irreale. La luce cambia l’aspetto delle colonne: al mattino sono fredde e austere, al tramonto si vestono di riflessi dorati.
Un tratto del sentiero permette di scendere fino al fiume, lungo rocce irregolari e corde fissate alla parete. Qui serve attenzione: il terreno è spesso umido e scivoloso. Arrivati in fondo, si ha la sensazione di entrare in una grande navata di pietra, con l’acqua che rimbomba tra le pareti e lo spazio che si restringe attorno. Poco distante si trova la cascata di Stuðlafoss, meno nota ma altrettanto affascinante, incorniciata dalle colonne basaltiche e perfetta per una pausa o qualche scatto.
Per chi preferisce qualcosa di meno impegnativo, sul lato occidentale c’è una piattaforma panoramica raggiungibile con una lunga scalinata. È l’ideale per una visita veloce o per chi ha poco tempo, anche se la vista non regala lo stesso coinvolgimento del versante opposto, dove si sta a pochi passi dalle colonne. I fotografi trovano le ore migliori all’alba o al tramonto, quando la luce bassa esalta le geometrie e il percorso è meno affollato.
Studlagil si trova nella valle di Jökuldalur, nell’Islanda orientale, in un’area piuttosto isolata ma raggiungibile in estate. La città più vicina è Egilsstaðir, a circa un’ora di macchina. Da lì si prende la Ring Road e poi la strada n. 923 vicino a Skjödólfsstaðir. Il percorso attraversa una valle interna con prati aperti, dolci colline e qualche fattoria sparsa, offrendo un assaggio della natura islandese: pecore al pascolo e un silenzio quasi totale, con pochissimo traffico.
Per visitare il lato orientale, conviene seguire le indicazioni per Klaustursel, dove si trovano parcheggi, alcuni a pagamento, e servizi stagionali di base. Dal ponte di legno o da un’area di sosta poco più avanti si prosegue a piedi lungo il sentiero principale. Il periodo migliore per la visita va da giugno a metà agosto, quando la vegetazione è al massimo e i sentieri sono più comodi. D’inverno la neve e il ghiaccio rendono l’accesso molto più difficile.
Studlagil è il punto d’incontro tra la precisione geometrica della lava solidificata e la natura selvaggia islandese. Sembrerebbe un’opera d’arte scolpita dall’uomo, ma in realtà è il frutto di un lavoro naturale durato millenni, con il fuoco della lava e il lento scorrere dell’acqua che hanno scritto una pagina di geologia ancora visibile oggi. Un luogo da vedere almeno una volta, capace di lasciare un ricordo indelebile.
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