Tra la fine di aprile e maggio, dieci città italiane si animano con spettacoli di teatro e danza contemporanea. Non solo teatri tradizionali, ma anche spazi insoliti diventano palcoscenici per performance, installazioni e spettacoli itineranti. Emergono nuove voci, giovani artisti che mettono in discussione le forme classiche, affiancati da nomi già affermati. Il risultato è un mosaico di proposte, italiane e internazionali, che riflettono le trasformazioni della scena attuale e catturano l’attenzione di un pubblico sempre più curioso e variegato. La primavera, insomma, si colora di creatività e sperimentazione, da nord a sud del Paese.
Allo Spazio Diamante di Roma, fino al 12 maggio, si svolge la settima edizione di InDivenire, festival dedicato alla nuova drammaturgia italiana, ideato da Alessandro Longobardi e diretto da Giampiero Cicciò. Qui diciotto autori emergenti portano in scena i loro progetti, trasformando il festival in una vera e propria fucina di idee contemporanee. Non è solo un appuntamento per addetti ai lavori, ma un’occasione per un pubblico più ampio di scoprire linguaggi innovativi e sperimentazioni narrative.
La chiusura è affidata a Fabrizio Gifuni, attore e autore di spicco nel teatro e nel cinema italiani, che guiderà l’incontro “Vita e teatro, teatro e vita”. Al centro, la discussione sulla misteriosa scomparsa di Pier Paolo Pasolini, un tema ancora oggi molto sentito che intreccia teatro e storia nazionale.
Dal 29 aprile al 10 maggio Catania ospita il FIC Festival, noto anche come Catania Contemporanea, nato nel 2018 dal Centro Scenario Pubblico. Il festival mira a far conoscere le arti contemporanee coinvolgendo varie realtà locali e occupando diversi spazi della città. Il dialogo tra danza, teatro, musica, cinema e installazioni anima luoghi tradizionali e non.
Tra gli spettacoli più attesi ci sono “Raiz” del coreografo brasiliano Samir Calixto e “WE, the BREATH”, creazione di Emio Greco e Pieter C. Scholten per ICK Dans Amsterdam. Il festival presenta anche l’anteprima di “Corpi Liturgici” di Roberto Zappalà e “Where we Stand / Un-Zeit” della compagnia tedesca Of Curious Nature. Catania Contemporanea punta sulla qualità artistica e su un pubblico curioso delle nuove frontiere performative, più che su grandi spettacoli commerciali.
A Milano, dal 30 aprile al 21 maggio, va in scena LIFE – Theatre Arts Media Festival, organizzato da Zona K con Fabbrica del Vapore e Institut Français. Questa settima edizione si concentra su temi politici e sociali, mettendo sotto la lente la convivenza tra persone con idee opposte. Attraverso performance e dibattiti, il festival invita a confrontarsi senza pregiudizi.
Nel programma spiccano “Three Times Left is Right” del tedesco Julian Hetzel e “Swiping Right” dell’olandese Sophie Anna Veelenturf. “Rituel 4: Le Grand Débat” di Émilie Rousset e Louise Hémon riprende il dibattito televisivo del ballottaggio presidenziale francese, mentre il collettivo belga Ontroerend Goed porta “Summit Milano”. Tra gli artisti anche Francesca Mannocchi con Rodrigo D’Erasmo, gli artisti russi Elina Kulikova e Dima Efremov, e Mehdi Dahkan. Il festival mette al centro la ricerca artistica che intreccia riflessione politica e partecipazione.
Dal 4 maggio al 21 giugno Ferrara celebra il decimo anno del BONSAI Festival, promosso da Ferrara Off e guidato da Giulio Costa. Qui storie autobiografiche e racconti intimi trovano spazio attraverso il teatro contemporaneo, spesso in luoghi insoliti come un battello sul Po o gli impianti idrovori del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara. Così l’arte dialoga con l’ambiente in modo originale.
L’apertura è affidata a “Trittico Civico”, produzione di Ferrara Off diretta da Costa. Nel programma anche “Per sempre” con Alessandro Bandini, l’anteprima “Cuore di porco” di Carrozzeria Orfeo e “Metaforicamente Schiros” di Beatrice Schiros. Spiccano pure “Don’t be frightened of turning the page” di Alessandro Sciarroni e “Appunti per una Perestrojka” di Matilde Vigna. La lunga durata del festival e la scelta degli spazi testimoniano il desiderio di esplorare il teatro oltre la sala tradizionale.
Dal 5 al 10 maggio Bergamo ospita la tredicesima edizione del Festival ORLANDO, sotto la direzione di Elisabetta Consonni. Il tema “Geografie sessuoaffettive” guarda ai bisogni e alle domande delle nuove generazioni su sessualità e affettività. Il festival propone più di venti appuntamenti tra spettacoli, laboratori e installazioni.
Sul palco ci sono il coreografo viennese Michael Turinsky con “Precarious Moves”, la compagnia spagnola Pere Jou con Aurora Bauzà in “A Beginning” e “Pas Moi” di Diana Anselmo. Il programma include anche “La forma del maschio” di Gioele Peressini, che indaga la mascolinità sotto il fascismo, e “Un insieme di risvegli” di Giulia Scotti, che riprende la storia di Gisèle Pelicot. Le performance si tengono in vari luoghi della città, da Piazza della Libertà alla GAMeC, mescolando riflessione e spettacolo.
Dal 5 al 10 maggio a Ravenna si tiene la nona edizione del POLIS Teatro Festival, con eventi sparsi tra Teatro Rasi e Museo d’Arte MAR. Curato da Davide Sacco e Agata Tomsic, il festival mette quest’anno sotto i riflettori la scena contemporanea dei paesi baltici e scandinavi, con un Nordic Focus dedicato a teatro e arti performative del nord-est europeo.
Tra gli spettacoli in cartellone “tremolo” di Laura Kutkaitė, una conferenza performativa sul piacere femminile, e “Radvila Darius, figlio di Vytautas” di Karolis Kaupinis dalla Lituania. Non mancano artisti da Slovenia, Svezia ed Estonia come Matevz Kolenc, Stina Fors e Siim Toniste. Sul palco anche nomi italiani come Demetrio Castellucci e Agata Tomsic. Il festival conferma così un profilo internazionale e multidisciplinare, attento alle novità teatrali d’oltralpe.
Dal 7 al 10 maggio Rimini ospita la quarta edizione di Supernova, rassegna dedicata alla ricerca e alla sperimentazione nelle arti performative. Ideata dalla compagnia Motus, si svolge in spazi come il Teatro Galli, la Primo Piano Art Gallery e il Museo della Città, mescolando luoghi storici e contemporanei. L’obiettivo è valorizzare un teatro lontano dalle forme più commerciali, puntando su contenuti e linguaggi originali.
Nel programma figurano l’artista multidisciplinare Muna Mussie, il fashion designer palestinese Mohammed Hadia e il collettivo Royal Divorce. Tra gli ospiti internazionali, il narratore ruandese Cedric Mizero, l’argentina Marina Otero e l’egiziano Abdullah Miniawy. Presenti anche le performatrici Federica Rosellini e Fabritia D’Intino. La selezione privilegia contaminazioni culturali e temi attuali raccontati con linguaggi innovativi.
Nell’area metropolitana torinese, dal 8 al 10 maggio, la Lavanderia a Vapore di Collegno organizza la terza edizione di Spring Rolls, festival che celebra la primavera con incontri e performance incentrate su ritualità e relazioni affettive. Il tema “Il sistema degli affetti” raccoglie esperienze multidisciplinari di artisti provenienti da diversi paesi.
Tra le prime nazionali, “Shout Twice” delle performer Katerina Andreou e Mélissa Guex e “Again Forever” di Lisa Vereertbrugghen, che riflettono sul ballo lento come gesto sovversivo. Partecipano anche la canadese Clara Furey, Alexandrina Hemsley e il duo belga Florencia Demestri e Samuel Lefeuvre. Il festival si distingue per performance site-specific, come “Wilson” di Sophie Guisset, realizzata in un campo da tennis, segno della voglia di sperimentare e ridefinire lo spazio scenico.
Dal 14 al 17 maggio, al Teatro Europa di Parma, torna la terza edizione di Canile Drammatico, progetto della Fondazione Federico Cornoni con il sostegno del Comune di Parma. Il percorso triennale “Cadere a pezzi” indaga il tema del fallimento come occasione di rinascita e innovazione artistica. Questa edizione è il primo “movimento” di un progetto più ampio.
In scena giovani autori e interpreti che esplorano il tema con linguaggi diversi. Tra loro Jurij Ferrini, Giorgia Lolli, Rita Castaldo, Matteo Sintucci, Gaetano Palermo, Michele Petrosino, Elvira Scorza, Mariasilvia Greco e altri nomi emergenti. Canile Drammatico si conferma una fucina di sperimentazione per una generazione di teatranti ancora poco nota al grande pubblico, ma destinata a segnare il futuro delle arti performative.
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