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Vincitori Compasso d’Oro XXIX: Premiati all’ADI Design Museum di Milano tra Innovazione e Sostenibilità

Settant’anni di storia in un solo premio. Il Compasso d’Oro, nato nel 1954 per iniziativa di Gio Ponti e Rinascente, continua a essere la bussola del design italiano. Ad aprile 2024, nella cornice dell’ADI Design Museum di Milano, la cerimonia della XXIX edizione ha mostrato qualcosa di chiaro: il design non è più solo forma o funzione. Oggi si intreccia profondamente con questioni sociali e ambientali, riflettendo i cambiamenti culturali e tecnologici del Paese. Un riconoscimento che, anno dopo anno, racconta l’evoluzione di un settore in perenne trasformazione.

Un premio che interpreta le sfide del presente

Questa edizione del Compasso d’Oro si è distinta per l’attenzione ai tempi complessi che stiamo vivendo, segnati da trasformazioni digitali, ecologiche e geopolitiche. Luciano Galimberti, presidente di ADI, ha ricordato come il premio abbia spesso anticipato i temi chiave della modernità, tenendo il progetto al centro del dibattito culturale e industriale. Il design emerge così come uno strumento per capire e affrontare le dinamiche di oggi, superando la semplice forma.

Nel 2024 il premio ha confermato un approccio a tutto tondo: il design non è più solo prodotto, ma un mix di ricerca, innovazione e impegno sociale. Questi aspetti si mescolano, dando vita a soluzioni che coniugano estetica, funzionalità e attenzione all’ambiente. Il design diventa così la voce di un’epoca in cui sostenibilità, tecnologia e coscienza sociale camminano insieme.

I progetti vincitori: dal mobile alle idee per la città

La giuria internazionale ha scelto progetti che raccontano la varietà e la ricchezza del panorama italiano ed europeo. Sono stati assegnati 20 Compassi d’Oro ADI, 3 premi Young per giovani talenti e 10 attestati a studenti universitari. A questo si aggiungono 38 menzioni d’onore, che offrono una panoramica ampia della ricerca in corso, spaziando da arredi a sistemi innovativi.

Tra i vincitori più interessanti c’è “Array”, il divano modulare dello studio Snøhetta per MDF Italia, che combina comfort e flessibilità. La lampada da tavolo “Bilboquet” di Philippe Malouin per Flos si distingue per la cura formale e l’uso di materiali sostenibili. Rientra in questo filone anche “D’Antan,” la poltrona di Raffaella Mangiarotti per De Padova, che rilegge la tradizione con materiali moderni.

Il report “Sistema Design Milano 2024,” frutto del Salone del Mobile.Milano e del Politecnico di Milano, offre un’analisi dettagliata del ruolo della città e delle sue industrie nel design sostenibile. “The Glitch Camp,” un campeggio urbano temporaneo ideato dall’Istituto Europeo di Design, è invece un esempio di intervento pensato per riflettere sulle pratiche di convivenza in città e sul rapporto tra cittadini e spazio pubblico.

Tra gli oggetti premiati spicca “Trespolo,” lo sgabello-tavolino disegnato da Giulio Iacchetti per Orografie, che con la sua semplicità e multifunzionalità crea un ponte tra artigianato e progetto contemporaneo.

Premi speciali per maestri e icone del design italiano

La XXIX edizione ha dato spazio anche ai premi alla carriera, riconoscendo il lavoro di nove protagonisti del design italiano. Tra loro, nomi come Giovanni Arvedi, Alberto Meda e Paola Lenti, che hanno segnato profondamente la cultura del progetto nel nostro Paese.

Tre prodotti storici hanno ricevuto il Compasso d’Oro alla carriera, diventati veri simboli riconosciuti: la Sedia ’64 di AG Fronzoni per Cappellini, esempio di design essenziale; il Tavolo Eros di Angelo Mangiarotti per Agape, noto per la sua leggerezza strutturale; e il Tavolo con ruote di Gae Aulenti per FontanaArte, che ha introdotto idee innovative nella funzionalità.

Non sono mancate le targhe commemorative per figure chiave come Claudio De Albertis, Rodolfo Dordoni e Francesco Trabucco, che hanno lasciato un segno importante nella storia del design italiano.

La giuria ha sottolineato una tendenza chiara: il design italiano si allontana sempre più dall’oggetto isolato per concentrarsi su sistemi complessi. Innovazione, sostenibilità, servizi e impegno collettivo si fondono in progetti che influenzano modi di abitare, lavorare e comunicare. Il progetto si conferma così non solo come prodotto, ma come vero motore culturale.

Al ADI Design Museum un viaggio nella storia e nel futuro del design

I progetti candidati alla XXIX edizione sono in mostra all’ADI Design Museum di Milano fino al 4 giugno 2026. Il museo custodisce una collezione storica di circa 2.500 oggetti e documenti legati al Compasso d’Oro, che raccontano oltre settant’anni di design italiano.

L’esposizione permette a chi visita di vedere da vicino prodotti, servizi e sistemi progettuali che dialogano con l’industria e la società. Un patrimonio unico per capire le trasformazioni culturali e industriali del Paese.

La mostra mette in luce la capacità del design di rinnovarsi, mantenendo il progetto al centro della vita quotidiana e della cultura italiana. Per appassionati e professionisti è un’occasione preziosa per scoprire la complessità e la vitalità di un settore che guarda al futuro con responsabilità e innovazione.

Redazione

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