A Firenze, tra metà giugno e i primi di luglio, la boutique BVLGARI si trasforma in una galleria d’arte a cielo aperto. Gianfranco Meggiato, artista veneto noto per esplorare il confine sottile tra materia e spiritualità, porta le sue sculture dentro uno spazio inaspettato: quello commerciale. In occasione di Pitti Uomo 2026, la sua opera “Aurum in Aere” dialoga con l’ambiente della boutique, dove l’oro e il bronzo si fondono in un gioco di riflessi che cattura lo sguardo e invita a riflettere. Qui, l’arte non si nasconde, ma si fa luce.
Nato a Venezia nel 1963, Meggiato ha dato vita a un linguaggio che lui stesso chiama “introscultura”. Le sue opere sono più di semplici oggetti: sono porte che si aprono verso dimensioni interiori profonde, dove la forma diventa ponte tra ciò che si vede e l’energia invisibile che si percepisce. Le sue sculture, spesso monumentali, trovano un equilibrio raro tra la solidità del materiale e la leggerezza delle forme, quasi fossero in movimento, vibranti.
Nel 2017 il Premio ICOMOS-UNESCO ha riconosciuto la sua capacità di coniugare il contemporaneo con la memoria storica e culturale. Le sue installazioni non si limitano a mostrare forme, ma raccontano storie, evocano significati che si radicano nel passato senza perdere il passo con la sperimentazione attuale.
La mostra nella boutique BVLGARI di Firenze mette in scena un confronto inedito tra l’arte orafa e la scultura contemporanea. Il negozio, simbolo di lusso e preziosità, diventa una cassa di risonanza che amplifica il valore estetico e concettuale delle opere. Il titolo Evermore richiama l’idea di qualcosa che va oltre il tempo, che resiste e si trasforma pur cambiando forma.
Il sottotitolo Aurum in Aere, “oro nell’aria” in latino, evoca l’immagine di un tesoro nascosto sotto una superficie più comune. È un invito a guardare oltre l’apparenza, a riconoscere la preziosità che si cela dentro la materia. Così, la maestria orafa della maison si intreccia con la forza plastica delle sculture, offrendo una riflessione profonda sul senso della preziosità nell’arte.
Le opere in bronzo esposte sono caratterizzate da superfici levigate e tocchi d’oro che catturano lo sguardo come specchi. Le forme si snodano in spirali e orbite, suggerendo un flusso continuo, un movimento che richiama la vita stessa e il suo ritmo incessante.
Al centro di questo gioco di forme c’è la sfera, simbolo ricorrente nelle opere di Meggiato. Questa figura perfetta rappresenta l’equilibrio, il punto d’incontro tra materia ed energia, superficie e profondità. L’artista la descrive come “il vero tesoro che ognuno porta dentro di sé”: un’essenza fatta di identità e bellezza interiore.
Le linee che si intrecciano attorno alla sfera raccontano i percorsi della vita, fatti di sfide e crescita. Il messaggio è chiaro: la bellezza non nasce dall’assenza di ostacoli, ma dalla capacità di trasformarli in momenti di consapevolezza e cambiamento.
La boutique BVLGARI in via de’ Tornabuoni 56/r ospita Evermore | Aurum in Aere dal 17 giugno al 4 luglio 2026, in occasione di Pitti Uomo. Un evento che porta l’arte contemporanea in un contesto di lusso e tradizione, creando un dialogo che arricchisce entrambi i mondi.
Le sculture di Meggiato lasciano il segno, non solo per la loro presenza fisica, ma per il carico simbolico che portano con sé. Chi visita la mostra non si limita a guardare: viene coinvolto in una riflessione sull’essenza, sul tempo e sul valore profondo delle cose. Firenze conferma così il suo ruolo di capitale culturale capace di raccontare il presente attraverso linguaggi diversi e internazionali.
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