Le spiagge da cartolina della Thailandia spesso oscurano un’altra faccia del Paese: il Nord. Qui le montagne si ergono verdi e maestose, i fiumi serpeggiano lentamente tra risaie che sembrano infinite. È una terra intrisa di storia, quella dell’antico Regno di Lanna, ancora viva nei templi antichi e nei mercati animati. Nei piccoli villaggi, la tradizione pulsa forte, intrecciandosi con la natura in un modo che sorprende e incanta chiunque si avventuri oltre la costa.
Chiang Mai, fondata nel XIII secolo dal re Mangrai, è il cuore culturale del Nord. Il centro storico, ancora intatto nella sua pianta originaria, ospita oltre trecento templi buddhisti, segno di una tradizione religiosa profondamente radicata.
Tra i luoghi più importanti c’è Wat Chedi Luang, con la sua imponente base di mattoni che resiste a più di seicento anni di storia, nonostante il terremoto del 1545 abbia danneggiato la parte superiore. A pochi passi, Wat Phra Singh si distingue per la sua architettura Lanna e custodisce il Phra Singh Buddha, una statua sacra probabilmente arrivata dallo Sri Lanka attraverso antiche rotte commerciali.
La Porta Tha Phae, un tempo parte delle mura cittadine, è oggi il simbolo di Chiang Mai e il punto di ritrovo preferito dai locali. Per immergersi nella vita quotidiana, il Warorot Market è una tappa obbligata: aperto da oltre un secolo, offre prodotti di tutta la Thailandia settentrionale lungo il fiume Ping. Se invece si cerca un’atmosfera più moderna, il quartiere Nimmanhaemin – o Nimman – è il luogo giusto, con le sue gallerie d’arte, caffè alla moda e ristoranti innovativi.
A pochi chilometri da Chiang Mai si trova il Parco Nazionale Doi Suthep-Pui, un’area protetta di oltre 260 chilometri quadrati, ricca di foreste, cascate e montagne che superano i 1600 metri. Il tempio Wat Phra That Doi Suthep, fondato nel 1383, è uno dei simboli religiosi più importanti della Thailandia. Si raggiunge salendo una lunga scalinata di oltre 300 gradini, decorata con naga scolpiti, i serpenti sacri che nel buddismo rappresentano protezione e saggezza. Al centro svetta un grande chedi dorato, visibile da lontano.
Dal belvedere del tempio si domina la pianura sottostante e il centro storico di Chiang Mai, con le sue mura antiche. A breve distanza si trova il villaggio di Doi Pui, abitato dagli Hmong, un gruppo etnico delle montagne asiatiche. Qui si conservano tradizioni artigianali, abiti ricamati a mano e coltivazioni di caffè e orti terrazzati, che raccontano usi tramandati da generazioni.
Sulla strada del ritorno vale la pena fermarsi alla cascata Huay Kaew, che durante la stagione delle piogge si fa più imponente. Il paesaggio, tra rocce levigate e vegetazione tropicale, è perfetto per una pausa all’aria aperta.
A circa 130 chilometri da Chiang Mai, lungo strade di montagna tortuose, si arriva a Pai, un luogo che conquista per la natura incontaminata. Il Pai Canyon è un esempio di come vento e pioggia abbiano modellato rocce arenarie in creste sottili e pareti rosse dal profilo sorprendente. Nel Parco Nazionale Huai Nam Dang, le sorgenti termali Tha Pai Hot Springs offrono vasche d’acqua calda e tiepida immerse nel verde.
Il Memorial Bridge, costruito dai giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale per il trasporto di rifornimenti verso il Myanmar, mantiene ancora il suo aspetto originale nonostante le ricostruzioni. Prima di sera, il centro di Pai si anima con la Walking Street, un mercato serale dove si trovano street food e artigianato locale.
Chiang Rai, più antica di Chiang Mai, è una tappa imperdibile per chi cerca un’arte innovativa legata alla tradizione. Il Wat Rong Khun, il Tempio Bianco, è un capolavoro dell’artista locale Chalermchai Kositpipat, che ha rotto gli schemi del buddhismo tradizionale con un edificio scintillante di bianco e vetri che riflettono la luce. All’interno si trovano murales con riferimenti alla cultura pop, supereroi e fatti di cronaca mondiale.
Non lontano, il Wat Rong Suea Ten, il Tempio Blu, costruito nel 2016, colpisce per le sue pareti blu intenso punteggiate di dettagli dorati. Il Baan Dam Museum, o Casa Nera, raccoglie opere di Thawan Duchanee, molto diverse dallo stile tradizionale thailandese.
Wat Phra Kaew, uno dei capolavori religiosi della zona, custodisce una replica del Buddha di Smeraldo scoperto nel 1434. La torre dell’Orologio di Chiang Rai, anch’essa opera di Kositpipat, si illumina ogni sera con uno spettacolo di luci che arricchisce il volto della città.
A poco più di un’ora da Chiang Rai si trova il Triangolo d’Oro, dove si incontrano i confini di Thailandia, Laos e Myanmar, divisi dai fiumi Mekong e Ruak. Dal punto panoramico si vede bene questo crocevia internazionale.
Qui sorge la House of Opium, museo che racconta la storia della coltivazione del papavero da oppio, l’impatto sociale ed economico e i progetti della monarchia thailandese per coltivazioni alternative sostenibili.
Il villaggio di Mae Salong, a oltre 1200 metri di altitudine, conserva l’eredità culturale dei soldati del Kuomintang che qui si stabilirono. L’architettura, la cucina e la lingua riflettono questa storia, creando un mosaico unico. Nei dintorni si estendono piantagioni di tè che disegnano filari ordinati sulle colline, ricordando le campagne del sud della Cina e sottolineando il legame tra agricoltura e turismo locale.
Lampang, affacciata sul fiume Wang, è una città che racconta la storia commerciale e artistica del Nord Thailandia. Il Wat Phra That Lampang Luang è uno degli esempi più belli di architettura Lanna, con i suoi padiglioni in legno, tetti a più livelli e dettagli artistici. Kad Kong Ta, l’antica via commerciale lungo il fiume, ospita un mercato caratteristico tra edifici coloniali, case cinesi e strutture birmane.
Il Museo Baan Sao Nak, una villa del 1895 costruita su colonne di teak, racconta la storia di una famiglia di commercianti del legname, con arredi originali e ambienti curati.
Ultima tappa è Sukhothai, una delle capitali storiche più importanti. Il Parco Storico di Sukhothai, patrimonio UNESCO dal 1991, si estende per circa 70 chilometri quadrati. Qui si trovano decine di templi, stagni artificiali, mura antiche e resti del palazzo reale, collegati da sentieri perfetti per essere esplorati in bicicletta.
Il Wat Mahathat è il tempio principale, circondato da oltre 200 chedi di varie dimensioni. Wat Si Chum custodisce uno dei Buddha più famosi della Thailandia: un’enorme statua in meditazione, coperta di stucco bianco, incorniciata dall’apertura del tempio. Wat Sa Si, infine, sorge su un’isola artificiale, collegata alla terraferma da un ponte elegante che si riflette nell’acqua.
Il Museo Nazionale Ramkhamhaeng offre una panoramica archeologica sulle scoperte di Sukhothai, con sculture, iscrizioni, ceramiche e monete che raccontano la storia del regno.
La maggior parte dei viaggi nel Nord della Thailandia parte da Bangkok, raggiungibile dall’Italia con voli diretti da Milano e Roma offerti da diverse compagnie internazionali. Da Bangkok si vola verso Chiang Mai in poco più di un’ora.
Per spostarsi tra Pai, Chiang Rai, Lampang e Sukhothai, noleggiare un’auto con patente internazionale è la scelta più comoda, soprattutto nelle zone meno servite dai mezzi pubblici. In alternativa, autobus e minivan privati sono opzioni comuni e affidabili.
Il periodo migliore per visitare questa regione va da novembre a febbraio, quando le temperature sono piacevoli, il cielo generalmente sereno e l’umidità bassa.
Il Nord della Thailandia è un territorio che offre natura incontaminata, storia antica e cultura autentica, perfetto per chi vuole andare oltre le mete più battute. Dalle antiche capitali ai villaggi di montagna, ogni tappa racconta una parte di un Paese ricco di tradizioni e bellezze naturali.
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