Altamura ha riscoperto il suo cuore culturale: il MEAM, Museo Etnografico dell’Alta Murgia, ha cambiato volto per sei mesi. “Future MEAMories” ha acceso un laboratorio di idee, dove la comunità non è stata spettatrice, ma protagonista. Non solo vetrine e reperti, ma storie vissute, radici profonde che si intrecciano con il presente. Un ex convento, un tempo carcere, ha smesso di essere un luogo chiuso per diventare uno spazio pulsante, capace di parlare alle nuove generazioni e di accogliere chiunque voglia partecipare. Il futuro della cultura si costruisce qui, tra memoria e innovazione.
Il MEAM custodisce un patrimonio prezioso di oggetti che parlano dei mestieri e delle tradizioni della Murgia. Eppure, lavorando insieme ai cittadini, è emerso un problema chiaro: questa ricchezza fatica a trasformarsi in una narrazione che coinvolga davvero, soprattutto oggi, in un mondo che cambia veloce. Il museo appare ancora un po’ distante, con un’identità poco chiara nel rapporto con il pubblico. Il progetto ha cercato quindi di ripensare insieme ai cittadini come valorizzare la collezione, aggiornare il modo di raccontarla e rendere più fluida la relazione tra lo spazio museale e chi lo vive. L’idea è far dialogare il passato con il presente, facendo del MEAM non solo un luogo dove si conservano oggetti, ma uno spazio di cultura che nasce dalla partecipazione di tutti.
“Future MEAMories” ha puntato sul Design Thinking, un metodo che mette al centro l’ascolto e la progettazione condivisa. Per più di sei mesi, cittadini, esperti, operatori culturali e giovani si sono messi attorno a tavoli di lavoro, workshop, seminari e incontri pubblici. Hanno messo a fuoco problemi, opportunità e sogni per disegnare insieme idee concrete per il futuro. Tra le proposte, è spiccata la voglia di sperimentare nuovi modi di raccontare, capaci di includere professioni moderne, usare le tecnologie digitali per migliorare l’accessibilità e abbattere le barriere d’ingresso. Altro tema importante è stato il ruolo sociale del museo, inteso come spazio di relazione e benessere, parte di un nuovo modello di welfare culturale, un bene comune che sostiene la comunità.
Uno dei momenti più significativi di “Future MEAMories” è stata la “Chiamata alle Arti”, un invito aperto rivolto ad artisti e creativi della Murgia. L’obiettivo? Creare interventi site-specific capaci di risvegliare una nuova sensibilità all’interno del MEAM, coinvolgendo direttamente chi vive il territorio. Sono nate due esperienze immersive di grande impatto: “Sismografo emotivo” di Stefania Piccolo, un teatro sociale nato in collaborazione con i pazienti della Cooperativa Auxilium di Altamura, che ha dato voce alle emozioni personali con performance intense; e “Voci di Pietra” di Michele Ciccimarra e Paolo Clemente, un’opera sonora che mescola suoni del museo e della Murgia, creando un’atmosfera suggestiva che avvolge le sale espositive. Questi interventi hanno trasformato il museo, rendendolo un luogo attraversato da suoni, corpi e storie vive.
Il cammino avviato da “Future MEAMories” conferma una tendenza ormai chiara: il passaggio da un museo statico a uno spazio aperto alle esigenze sociali di oggi. Il MEAM non è più solo un contenitore di testimonianze, ma diventa protagonista di relazioni, comunità e benessere. Grazie all’impegno di amministratori, operatori culturali, professionisti e cittadini, si apre la strada a un museo capace di rispondere ai bisogni del territorio, promuovere inclusione e sostenibilità, rinnovare linguaggi e pratiche culturali. Un cambio di passo che dimostra come la cultura possa essere anche uno strumento di welfare, portando nuova vita e significato allo spazio pubblico. Così, Altamura si ritrova un museo che guarda avanti, carico di energia collettiva e pronto a una nuova stagione.
Il mare di Teulada, nel sud della Sardegna, ha quel colore intenso che sembra dipinto…
Cleto Munari guardava il mondo attraverso il prisma dell’arte senza clamore, ma con una forza…
Ogni estate, lungo le coste italiane, si riversano frotte di turisti in cerca di sole…
Nelle vie di Bienno, il tempo sembra farsi più denso, carico di colori, suoni e…
Il Tevere ha poco più di qualche milione di anni, un’età sorprendentemente giovane se si…
Nel verde abbraccio del Conero, a pochi passi da Sirolo, affiora un segreto sepolto da…