A Bolzano, i castelli sono quasi ottocento. Alcuni si stagliano ancora imponenti contro il cielo, altri si fanno notare solo come silenziosi resti di un passato lontano. Non servono lunghi viaggi per scoprirli: molti si trovano a due passi dalla città e dai paesi vicini. Basta scegliere. Ci sono fortezze aperte al pubblico, dimore trasformate in hotel o ristoranti, luoghi che accolgono feste medievali e rievocazioni storiche. Camminando tra mura antiche, si può dormire in letti a baldacchino e gustare piatti d’altri tempi, come l’arrosto di maiale secondo ricette medievali, lasciandosi trasportare in un’epoca di intrighi e tradizioni.
La zona intorno a Bolzano, soprattutto lungo la Strada del Vino, è punteggiata da castelli immersi in paesaggi suggestivi, spesso arroccati su dirupi o nascosti tra i filari delle vigne.
A Appiano, Castel Korb è un esempio di recupero riuscito. Oggi hotel di lusso, conserva la torre del XIII secolo, con i suoi merli nascosti sotto un tetto a punta. La prima citazione risale al 1236, legata ai signori di Korb, ministri dei conti di Appiano. È molto gettonato per matrimoni e ricevimenti, soprattutto da visitatori stranieri attratti dall’atmosfera d’altri tempi.
Non lontano, sullo stesso colle, si trova il rudere romantico di castello Boymont, risalente al 1230. Nonostante le condizioni precarie, conserva la torre e le trifore, segni dell’antico splendore e della posizione strategica della collina, usata fin dai tempi preistorici.
Da non perdere anche Castel d’Appiano, ben conservato e arroccato su una parete rocciosa a circa 600 metri di quota. Costruito intorno al 1130 dal conte Ulrico II, domina la Val d’Adige, l’Oltradige e offre viste spettacolari sulle Alpi dell’Ötztal e le Dolomiti. Qui si trova la Cappella Sistina delle Alpi, con affreschi romanici del XIII secolo appena restaurati, che per secoli erano stati nascosti sotto strati di pittura successiva. Si può raggiungere a piedi tramite un sentiero panoramico o con una navetta autorizzata.
Sempre lungo la Strada del Vino, il Castello Moos-Schulthaus è un altro gioiello del XIV secolo. Privato e visitabile solo su prenotazione, conserva affreschi tardo-gotici dal carattere insolito e satirico: allegorie che raccontano vita, passioni e costumi medievali. Tra le immagini più curiose “La Guerra tra Gatti e Topi” e “L’Albero dei Falli”, opere audaci e provocatorie. Il castello è famoso anche per i suoi spioncini segreti ancora funzionanti.
Caldaro, noto per il suo vino e sede del Museo Provinciale del Vino, ospita Castel Sallegg, una residenza signorile in stile château francese. Ancora abitato dai Conti von Kuenburg, ha ospitato l’arciduca Ranieri d’Austria. Dal cancello d’ingresso si gode un bel colpo d’occhio sui vigneti e sul lago di Caldaro, patria del vino Schiava Kalterersee. La tenuta comprende anche enoteca, bistrot e un hotel di charme, dove elementi storici e ritratti di famiglia si mescolano con l’ospitalità moderna.
A Salorno, ultimo centro dell’Alto Adige a sud, si erge il castello Haderbur, quasi un rudere ma messo in sicurezza. Arroccato sulla roccia sopra il borgo, controllava la valle dell’Adige con un panorama strategico fin dal Medioevo. Costruito tra XII e XIII secolo, è stato anche dogana lungo la via tra Bolzano e Trento. Nei dintorni sono stati trovati resti di una necropoli romana, legata all’antica via Claudia Augusta. Tra le leggende locali si raccontano tesori nascosti e spettri. Oggi il castello è aperto per visite guidate e ospita eventi culturali, grazie all’impegno di una famiglia del posto.
Anche nel centro di Bolzano ci sono castelli che raccontano la storia della città. Castel Roncolo, su una rocca nel cuore urbano, è tra i più noti dell’Alto Adige. Risale al XIII secolo e conserva affreschi profani tra i più antichi e ben tenuti d’Europa: tornei, feste di corte, leggende e scene di caccia offrono uno spaccato unico della vita aristocratica medievale. Costruito come fortezza militare nel 1237 dalla famiglia Vanga, fu poi trasformato in residenza estiva dai mercanti Vintler, che lo arricchirono con sontuosi affreschi nel tardo Trecento. Passò di mano più volte, finché l’imperatore Francesco Giuseppe lo donò alla città nel XIX secolo. Oggi è aperto quasi tutto l’anno.
Nel quartiere Dodiciville c’è Castel Hörtenberg, oggi un elegante hotel a cinque stelle. Di origine tardo medievale, ospitò Andreas Hofer, il comandante austriaco delle insurrezioni tirolesi contro Napoleone. Conserva elementi architettonici originali, cortili interni e dettagli rinascimentali, unendo storia e modernità. Nel ristorante Le Segrete, ricavato dalle antiche cantine con volte in pietra, si organizzano eventi e cene di charme.
Castel Mareccio, tra vigneti, sembra uscito da una fiaba con le sue torri rotonde e i tetti a punta. Citato per la prima volta nel 1273, passò da fortezza medievale a residenza rinascimentale decorata con affreschi raffinati. Tra le varie famiglie nobiliari che l’hanno posseduto, fu anche armeria e poi Archivio di Stato. Dal 1974 è di proprietà comunale ed è oggi centro culturale e congressi. Gli affreschi al primo piano raccontano ancora un passato nobile.
Appena fuori città, Castel Rafenstein è una rovina che domina Bolzano dall’alto. Costruito nel XIII secolo su iniziativa del vescovo di Trento, fu danneggiato durante le guerre e poi abbandonato all’uso agricolo. Oggi è in fase di messa in sicurezza e ospita concerti ed eventi sotto le stelle, offrendo una vista unica sulla conca bolzanina.
Castel Flavon, o Haselburg, si trova sopra il quartiere Aslago. Questo castello medievale ospita un ristorante di qualità ricavato tra le rocce, con affreschi del XV secolo ancora ben visibili. Tra questi spiccano le scene del mito di Apollo e Dafne, affiancate da raffigurazioni di frutta e ortaggi, simboli di fertilità. Le robuste mura nascondono anche antiche strutture come una cisterna profonda più di sei metri e un doppio muro spesso quasi quattro metri, segno di tecniche costruttive misteriose.
Sulle colline di Frangarto svetta Castel Firmian, o Schloss Sigmundskron, nome che richiama la sua forma a corona e il conte Sigismondo il Danaroso. Citato per la prima volta nel 945 d.C., fu sede del vescovo di Trento e passò di mano tra nobili famiglie. Dal 1996 è della Provincia di Bolzano e ospita il Messner Mountain Museum Firmian, dedicato alla montagna e al rapporto tra uomo e natura. Il museo mette in luce cultura, tradizioni e ambiente alpino, diventando un punto di riferimento culturale per la regione.
Il castello è facile da raggiungere in auto o con escursioni a piedi e in bici lungo la Ciclabile Oltradige, che collega anche Appiano e il Lago di Caldaro, unendo natura, storia e sport.
Questi castelli non sono solo pietre o ruderi, ma custodi di storie di potere, arte e vita quotidiana. Incorniciati da paesaggi che invitano a scoprirli, sono un patrimonio vivo che si rinnova ogni giorno tra le antiche mura e le città moderne dell’Alto Adige.
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