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Le città più vivibili al mondo 2024: la classifica aggiornata della qualità della vita

Copenhagen non è solo una città da cartolina. È la migliore al mondo in cui vivere, almeno secondo l’EIU Global Liveability Index 2026, che l’ha incoronata per il secondo anno consecutivo. Non si tratta di bellezza o attrazioni turistiche, ma di quello che succede ogni giorno: la sicurezza nelle strade, la qualità degli ospedali, l’efficienza dei trasporti, gli spazi verdi dove respirare. L’indagine ha passato al setaccio 173 città, valutandole su 30 parametri distribuiti in cinque categorie. Dietro questo primato c’è molto più di una semplice classifica: emerge un quadro chiaro delle trasformazioni in atto nelle metropoli europee e nel resto del mondo.

Come l’EIU misura la qualità della vita nelle città

La classifica dell’Economist Intelligence Unit segue un metodo preciso, che tiene conto delle sfide reali che si incontrano vivendo in città. I 30 indicatori sono divisi in cinque categorie, ciascuna con un peso specifico nel punteggio finale. La stabilità pesa per il 25% e riguarda la sicurezza sotto vari aspetti: dalla criminalità al rischio terrorismo, fino ai conflitti locali che possono influenzare la vita di tutti i giorni. La sanità vale il 20%, valutata sulla qualità degli ospedali, la disponibilità di farmaci e l’accesso alle cure.

Un altro 25% riguarda cultura e ambiente, che comprende clima, spazi verdi, censura e offerta culturale. L’istruzione, che guarda alla qualità e disponibilità dei servizi educativi, contribuisce per il 10%. Infine, le infrastrutture pesano il 20%, includendo strade, mezzi pubblici, collegamenti internazionali e servizi essenziali come acqua, energia e telecomunicazioni. Questo sistema di valutazione va oltre le apparenze e racconta davvero come si vive nelle città.

Copenhagen domina la classifica: numeri e punti di forza

Con 98 punti su 100, Copenhagen mantiene la vetta nel 2026. La capitale danese ha raggiunto il massimo nelle categorie stabilità, istruzione e infrastrutture, dimostrando un ambiente sicuro, ben organizzato e con scuole di alto livello. Anche la sanità è tra le migliori, con 96 punti, grazie a strutture moderne e un sistema accessibile a tutti. L’offerta culturale e la qualità dell’ambiente si fermano a 95 punti, segno di un clima favorevole, basso inquinamento e una vita culturale vivace.

Questa combinazione fa di Copenhagen un modello di città europea capace di offrire una vita serena, nonostante le sfide globali. Non a caso, è stata anche eletta come la città più felice al mondo secondo l’Happy City Index 2026, confermando il benessere percepito dai suoi abitanti.

Europa e Australia al top: la classifica delle migliori dieci città

Dietro Copenhagen si piazzano Vienna e Melbourne, rispettivamente seconda e terza, entrambe con 97 punti. Vienna si distingue per la qualità di sanità e istruzione, oltre a infrastrutture efficienti che facilitano la vita quotidiana. Melbourne ottiene il punteggio pieno, 100 su 100, in sanità e istruzione, e 96 in cultura e ambiente. Nella top ten figurano anche altre città australiane come Sydney e Adelaide, e grandi metropoli europee come Zurigo e Ginevra.

Le città giapponesi Osaka e Tokyo chiudono la top ten con 96 punti, confermando l’Asia come un’area in crescita per la vivibilità. Vancouver, unica canadese nella lista, completa il quadro di una competizione serrata tra capitali e metropoli che garantiscono servizi completi e alta qualità della vita. Un dato interessante: tutte queste città hanno raggiunto il massimo in istruzione e quasi tutte in sanità, a dimostrazione di quanto questi servizi siano fondamentali per scalare la classifica.

Dove si muove la vivibilità nel mondo: tendenze e cambiamenti

Le città occidentali restano in testa, soprattutto quelle dell’Europa occidentale che mantengono punteggi stabili. Ma si fa strada anche l’Asia, che piazza nove città nelle prime venti, contro sette europee. Questo grazie soprattutto ai miglioramenti nella sanità. Le città cinesi, in particolare, hanno guadagnato posizioni grazie a investimenti importanti in questo settore.

New York ha fatto passi avanti migliorando la sicurezza, con meno criminalità e un rischio attentati ridotto, cosa che ha alzato il punteggio nella stabilità. Al contrario, la situazione peggiora nel Medio Oriente e Nord Africa, dove tensioni politiche e conflitti pesano sulla vivibilità. Teheran è tra le città che hanno perso più posizioni, finendo nelle dieci meno vivibili a causa della sicurezza peggiorata e delle conseguenze delle sanzioni economiche.

Le città più difficili: dove la vita è una sfida nel 2026

In fondo alla classifica, le città meno vivibili sono quasi tutte segnate da conflitti, instabilità, crisi economiche e mancanze gravi nelle infrastrutture. Damasco, in Siria, è ultima con 32 punti, un segno della devastazione causata da anni di guerra e della scarsità di servizi essenziali. Tripoli, in Libia, segue con 41 punti, anche lei segnata da instabilità e conflitti.

Tra le città in difficoltà ci sono Dhaka , Karachi e Algeri , tutte sotto i 45 punti, con problemi cronici di sicurezza e infrastrutture. Lagos e Port Moresby sono nella stessa fascia, segnate da difficoltà economiche e sociali. Chiudono la lista Kyiv, Harare e Teheran, tutte con punteggi bassi per colpa delle condizioni di stabilità e sicurezza. La stabilità emerge quindi come il fattore che più pesa sulla qualità della vita, soprattutto nelle aree colpite da crisi e guerre.

La classifica EIU 2026 offre così uno sguardo chiaro sui cambiamenti della qualità della vita nelle città di tutto il mondo, mettendo in evidenza i progressi di alcune aree e le difficoltà di altre ancora alle prese con problemi irrisolti.

Redazione

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