L’Italia nascosta, quella dei borghi dimenticati e delle tradizioni profonde, avrà presto una nuova voce in televisione. Lo scorso 3 luglio, ad Ancona, la Rai ha svelato senza clamore il suo nuovo progetto: un canale interamente dedicato alle radici del Paese, battezzato “Italiana”. Nessun volto famoso in prima fila, nessun grande show: questa volta si punta su un racconto autentico, che prende il posto di Rai Scuola sul canale 57 del digitale terrestre, a partire da ottobre 2026. Alla guida c’è Angelo Mellone, deciso a mettere sotto i riflettori quei piccoli centri e quelle comunità che spesso restano fuori dai circuiti mainstream. Non è solo un omaggio alla tradizione, ma anche un invito a riflettere sull’identità nazionale — un tema che, inevitabilmente, ha già acceso qualche discussione.
La decisione iniziale di eliminare “Via dei Matti n.0” aveva acceso proteste tra gli appassionati e gli ambienti culturali. Il programma, con la sua miscela di musica e approfondimenti, rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un intrattenimento che non rinuncia a riflettere. La scelta di confermarne il ritorno in autunno sembra un segnale chiaro: la Rai vuole mantenere un’offerta culturale di qualità, capace di parlare a un pubblico attento e curioso. Anche il ruolo di RaiTre, da sempre impegnata su questi temi, conferma questa volontà di non rinunciare a una proposta diversificata e articolata.
“Italiana” debutterà nell’autunno 2026, occupando il posto di Rai Scuola, che diventerà una piattaforma di e-learning su RaiPlay. A guidare la nuova rete sarà Angelo Mellone, già vicedirettore di RaiUno. Il canale sarà una vetrina per l’Italia dei piccoli centri, delle tradizioni, dei paesaggi e delle comunità, seguendo la scia di programmi come Linea Verde. All’inizio gran parte della programmazione sarà fatta di repliche, ma dal 2027 si punterà su produzioni originali, rimontaggi e dirette dagli eventi nazionali che valorizzano il territorio.
Il palinsesto annuale si aggirerà intorno alle 720 ore, organizzate in blocchi tematici pensati per raccontare storie di cambiamento sociale, identità e cultura locale. Tra i titoli spiccano “Il Paese che cambia”, “Vite in soggettiva”, “Ritorni” e “Borghi, nuovi abitanti”, progetti pensati per narrazioni fresche e vicine alla realtà quotidiana. La sera spazio a documentari e approfondimenti, tra patrimonio paesaggistico, racconti storici e mestieri tradizionali. L’idea è di creare un canale che emozioni, capace di coinvolgere tutte le età con storie di natura, enogastronomia, folklore, innovazione e musica popolare.
Da una parte la Rai presenta “Italiana” come un progetto per rafforzare il racconto dell’identità e del territorio italiano. Dall’altra, non sono mancati i commenti critici. Alcuni osservatori, come quelli del Manifesto, hanno sollevato dubbi su un possibile orientamento sovranista, legato all’enfasi su tradizioni, Made in Italy e valori storici. Una lettura che trova terreno in un clima politico e culturale sempre più sensibile a questi temi.
La Rai, però, ha chiarito con un comunicato che il progetto si basa su un patrimonio consolidato di contenuti culturali e documentari, offrendo un racconto che vuole essere inclusivo e approfondito. Gianpaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, ha sottolineato come il servizio pubblico europeo sia un punto di riferimento nel raccontare il territorio, e che “Italiana” vuole valorizzare la diversità italiana con una proposta riconoscibile e originale. L’obiettivo è un intrattenimento che sappia anche informare, mantenendo un equilibrio tra identità e pluralità.
La programmazione di “Italiana” punta a raccontare l’Italia nella sua complessità, mettendo al centro le comunità locali e le loro trasformazioni. Tra i temi ci sono il rapporto con il territorio, i mestieri che si perdono, le persone che scelgono di vivere nei borghi. Non mancheranno spunti su innovazione, enogastronomia, sostenibilità, eventi folkloristici e cultura popolare.
Il racconto vuole essere emotivo e trasversale, capace di unire generazioni diverse attraverso storie di paesaggi, tradizioni, imprese e iniziative legate al Made in Italy. La programmazione notturna offrirà documentari e approfondimenti per chi cerca un quadro più meditato del Paese. In sostanza, “Italiana” vuole diventare un punto di riferimento per l’identità collettiva, dando voce a quelle realtà minori che spesso restano nell’ombra. La sfida sarà riuscire a essere autentici senza perdere la capacità di coinvolgere un pubblico ampio e variegato.
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