Nel centro di Radda in Chianti, le mura antiche si tingono di un blu oltremare intenso, quasi ipnotico. Sergio Fiorentino, artista siciliano, ha impresso nelle vie del borgo toscano un respiro mediterraneo che sorprende. Non si tratta solo di un colore, ma di un ponte tra mondi lontani: il passato di pietra e storia, e il presente vibrante dell’arte contemporanea. Qui, tra piazze e vicoli, l’arte esce dai musei per incontrare chi passa, per parlare senza filtri a chiunque voglia ascoltare.
Nel Chianti, grazie alla Fondazione Caris e al Comune di Radda in Chianti, prende vita Radda Arte 2026. Non è la solita mostra: qui si coinvolge tutta la comunità, mettendo in contatto artisti affermati e giovani talenti. Quest’anno il progetto si ispira alle opere di Sergio Fiorentino, conosciuto per il suo uso intenso del blu oltremare, che diventa filo conduttore di un’esperienza artistica e culturale.
Organizzata da Radda Estate d’Arte APS e curata da Mila Sturm, l’iniziativa ha visto protagonisti anche 23 studenti del Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena. Attraverso workshop e laboratori, i ragazzi hanno dialogato con l’arte di Fiorentino, dando vita a una serie di lavori intitolata Blue: Fiorentino and me. I loro lavori, esposti sulle mura esterne della città, hanno trasformato i tradizionali spazi per i cartelloni elettorali in un’alternativa ricca di emozioni.
Il percorso parte dal sagrato della chiesa di San Niccolò, si snoda lungo la via principale del borgo e si conclude nella vicina Chiesa di Santa Maria Novella. Qui si trovano installazioni di vario genere: dalla pittura alle gigantografie, fino a sculture di santi che animano la piazza, creando un legame intenso tra arte sacra e contemporanea.
Sergio Fiorentino è nato a Catania nel 1973 e ha studiato restauro all’Accademia di Belle Arti della sua città. Da più di quindici anni vive a Noto, in un ex convento dove si dedica alla pittura e alla ricerca artistica. La Sicilia è per lui una fonte inesauribile di ispirazione, non solo per la cultura e la tradizione, ma anche per i paesaggi e le atmosfere che emergono nelle sue opere.
Il barocco siciliano, con tutta la sua teatralità e sacralità, affiora nei suoi lavori in chiave moderna. Nella serie Segreti si trovano richiami ai reliquiari medievali, mentre il mare Mediterraneo fa da sfondo fisico e spirituale. Il rapporto con la sua terra si traduce in una fusione tra sacro e natura, con il blu che diventa protagonista indiscusso.
A Radda, la Sicilia di Fiorentino si mescola con gli scorci della Toscana, creando un ponte culturale. La trasformazione di simboli tradizionali in opere moderne dimostra come il patrimonio artistico isolano possa dialogare con spazi e pubblici diversi, mantenendo sempre una forte identità.
Il blu oltremare di Fiorentino non è mai un semplice colore. Per lui è una dimensione complessa, “sacra ma non religiosa”. Ha radici profonde nelle onde del Mediterraneo che bagnano la sua Sicilia, nelle tuniche del Cristo Pantocratore delle cappelle palermitane, nei cieli affrescati da Giotto a Padova, segnati dal tempo.
Questo blu richiama un mondo di riferimenti bizantini e mediterranei, dalla Siria al Marocco, fino ai contrasti della Tunisia. Le sue sfumature ricordano lapislazzuli e l’International Klein Blue, quel pigmento intenso creato dall’artista francese Yves Klein che parla di vuoto e assoluto.
Fiorentino riprende questa eredità cromatica per raccontare una storia visiva che va oltre il colore. Le superfici delle sue opere, spesso incise e graffiate, evocano la luce divina, come quella delle acque al tramonto o delle stelle che brillano nella notte del Mediterraneo.
L’arte di Fiorentino cammina tra antico e moderno, tra interno ed esterno, tra terreno e divino. Tra le sue creazioni più significative a Radda ci sono le sculture a forma di teschio ispirate ai reliquiari barocchi siciliani. Queste opere traducono in chiave contemporanea l’anelito spirituale dei simboli religiosi, confermando una continuità culturale ancora viva.
L’abbinamento di blu e oro dà vita a un’atmosfera carica di suggestione e ritualità. Come nell’ex-voto di Yves Klein dedicato a Santa Rita da Cascia, questi colori accompagnano figure che trasformano santi e personaggi antichi in eroi moderni. La materia dipinta diventa così una superficie viva, capace di mantenere memoria e luce interiore.
Questo dialogo tra tradizione sacra mediterranea e sensibilità contemporanea permette a Fiorentino di offrire uno sguardo nuovo su temi universali, attraverso un linguaggio visivo che punta sull’intensità del colore e sulla materia, tra scultura e pittura.
La mostra diffusa di Sergio Fiorentino nel centro storico di Radda in Chianti dimostra come l’arte contemporanea possa integrarsi nel tessuto urbano senza snaturarlo. Chiese, mura e piazze diventano il palcoscenico di un racconto dove passato, presente, arte e comunità si intrecciano.
L’iniziativa coinvolge studenti, cittadini e istituzioni, promuovendo partecipazione e condivisione culturale. L’arte diventa così uno strumento per riscoprire il territorio, non solo come meta turistica, ma come luogo vivo di espressioni culturali.
Fino al 20 settembre 2026, Radda ospita questa esperienza che fonde tradizione siciliana, Mediterraneo e Toscana in un percorso unico. Le opere di Fiorentino, animate dal blu oltremare, accompagnano visitatori e residenti in una pausa di riflessione che unisce emozione e memoria.
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