In Val di Susa, tra gli alberi fitti della bassa valle, c’è un sentiero che conduce a Calcinera, una borgata piccola, quasi cancellata dal tempo. Un tempo era un paese vivo, con famiglie e voci, ora è un luogo che cerca di risorgere. Non si tratta di miracoli, ma di un progetto concreto, nato dal basso, che vuole trasformare questo angolo di montagna in un centro culturale e comunitario. Calcinera Lab nasce dalla voglia di ridare vita a questi territori, valorizzando la natura e le tradizioni, mescolando la cultura contemporanea con il rispetto per il paesaggio. Non è solo un posto da visitare, ma uno spazio da abitare, conoscere e far rivivere.
Calcinera Lab è nato nel 2026 dall’incontro tra Corrado Rampa, esperto di design sistemico, e Silvia Maritano, ricercatrice in sviluppo sostenibile. I due hanno in mente di valorizzare questo angolo fragile e delicato di montagna, trasformandolo in un luogo di cultura diffusa e leggera. L’idea è di mettere insieme le potenzialità del posto e creare occasioni concrete di incontro, studio, lavoro e arte.
Il progetto punta a realizzare spazi per laboratori, momenti di convivialità, eventi musicali e artistici. Non si tratta di manifestazioni estemporanee, ma di costruire un legame vero e duraturo tra le persone e il territorio. Tra le attività in programma ci sono i “Weekend Residenti”, un format che invita a trascorrere qualche giorno immersi nella natura, lavorando in un contesto stimolante. L’invito è aperto a creativi, artisti e anche a ricercatori scientifici, per creare un luogo dove scienza e cultura si intrecciano con la vita del borgo.
Il debutto pubblico di Calcinera Lab è stato “Prime Luci”, una serata pensata per suscitare curiosità e coinvolgere direttamente il pubblico. L’evento si è svolto nel bosco alla fine della borgata, usando la natura come parte attiva dello spazio culturale.
Durante “Prime Luci” il pubblico ha visto performance di DJ locali e proiezioni realizzate da un’artista della Val di Susa, con esperienze all’estero, in Olanda. Le immagini non sono rimaste solo sul palco, ma hanno invaso gli alberi, trasformandoli in schermi viventi, creando un’atmosfera unica e coinvolgente. Pannelli informativi hanno spiegato il senso del progetto, mettendo in luce il legame tra arte, territorio e comunità.
Questa prima esperienza ha dimostrato come arte e musica possano diventare strumenti per riappropriarsi e valorizzare un luogo, restituendo energia a un bosco spesso visto come lontano o difficile da raggiungere. Il bosco è diventato parte integrante del laboratorio, non solo un fondale, ma un elemento su cui costruire nuove idee di rigenerazione.
Il progetto guarda avanti con l’intenzione di intensificare l’attività culturale, proponendo eventi che vanno dalle presentazioni di libri a installazioni artistiche. Una novità sarà l’installazione di opere d’arte lungo il sentiero che collega la borgata al resto del territorio, accessibile solo a piedi. Un modo per valorizzare l’escursionismo e promuovere un turismo lento e rispettoso dell’ambiente.
Nel frattempo si lavora anche per recuperare gli spazi interni del paese, con l’idea di aprire un circolo entro il 2027. Questo diventerà il cuore della vita comunitaria, un punto di riferimento stabile per residenze artistiche, scientifiche e culturali.
L’obiettivo è favorire il ritorno di una comunità consapevole, capace di vivere il territorio in modo sostenibile. Non solo attraverso l’arte, ma anche stimolando nuove forme di economia locale e collaborazioni. Terreni e case abbandonate potranno diventare occasioni di rinascita, aprendo un dialogo tra passato e futuro.
Calcinera Lab è un esempio concreto di come i piccoli paesi di montagna possano rinnovarsi senza perdere la loro identità, puntando su una cultura viva e partecipata, capace di unire persone e idee. Un laboratorio che osserva il bosco e ascolta la valle, per far nascere nuove storie nel silenzio antico della montagna.
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