Le luci di Parigi si accendono su un commissario che non conosce tramonto: Maigret. Nel nuovo film di Pascal Bonitzer, non è solo lui a tornare in scena, ma l’intera città, con i suoi viali eleganti, i palazzi che raccontano storie, le boutique di antiquariato e quei vicoli nascosti che sembrano custodire segreti antichi. È un viaggio nelle strade meno battute della capitale francese, un tuffo nell’atmosfera intima e misteriosa che solo Parigi sa offrire. Il 24 settembre 2026 le sale italiane si preparano ad accogliere questa nuova avventura, fedele all’immaginario di Georges Simenon e alla tradizione del poliziesco parigino.
Tutto parte dal ritrovamento del corpo senza vita dell’ex ambasciatore Berthier-Lagès sul Quai d’Orsay, nel settimo arrondissement. A indagare è Maigret, interpretato da Denis Podalydès, chiamato a districare un mistero che mescola verità nascoste e giochi di potere. La vittima, Gaëtan Galliod, avrebbe avuto per oltre cinquant’anni una relazione segreta con la principessa de Vuynes , la cui famiglia è anch’essa segnata da recenti lutti e ombre. Tra interrogatori e confronti con parenti, collaboratori e figure chiave del mondo diplomatico, Maigret scopre un mondo fatto di ipocrisie borghesi che celano menzogne più profonde di quanto si potesse immaginare.
La città diventa protagonista a tutti gli effetti, con il settimo arrondissement che fa da sfondo principale. È qui, lungo il Quai d’Orsay, sede del Ministero degli Esteri, che si apre la vicenda con la scoperta del corpo. Il film mette in mostra con attenzione i dettagli architettonici, gli interni eleganti degli appartamenti aristocratici e l’atmosfera ovattata, quasi soffocante, di certi salotti borghesi. Ma non mancano altri quartieri, che arricchiscono il racconto di una Parigi complessa, fatta di fascino, storia e potere.
Molte scene si svolgono in interni, a sottolineare il clima di segretezza e tensione. Spiccano i laboratori di antiquariato in Rue Saint Georges, nel IX arrondissement, luogo ricco di storia e arte, e i ristoranti raffinati in Rue Paul Bert, XI arrondissement, dove Maigret e la moglie trovano un momento di tregua dalla realtà che li circonda. Questi spazi parlano più di tante parole, rivelando la complessità dei personaggi e dei loro intrecci. La scelta di girare in location reali dona alle scene un’aria autentica e un impatto visivo intenso.
Pur prevalendo gli interni, alcune scene all’aperto mostrano luoghi iconici della Parigi più amata. Tra questi c’è Place Dauphine, nel primo arrondissement, con la sua forma triangolare e l’atmosfera unica, già vista in altri film celebri. Costruita sotto Enrico IV, questa piazza si trova nel cuore antico della città e offre uno sfondo carico di storia e suggestioni. Un omaggio particolare è riservato al Canal Saint-Martin, luogo pittoresco e oggi monumento storico, teatro di una delle inchieste più famose di Maigret. Nato in epoca napoleonica e rinnovato nel tempo, il canale attraversa quartieri orientali pieni di charme e atmosfere romantiche, perfette per la tensione del racconto.
Queste scelte di ambientazione fanno da cornice a un giallo che vuole mostrare una Parigi ambigua, elegante ma segnata da misteri nascosti. Ogni luogo racconta una storia e aiuta a definire i contorni di un’indagine dove niente è come sembra. Bonitzer torna così alle radici del giallo classico, restando fedele alla città che ha reso celebre il commissario Maigret e le sue storie.
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