Categories: Arte

Teatro Petruzzelli di Bari: il videomapping rinasce dopo 35 anni, gli affreschi distrutti dall’incendio tornano a vivere

Era la notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 quando il Teatro Petruzzelli, cuore pulsante della cultura barese, venne devastato da un incendio doloso. Quel fuoco, scoppiato durante la Norma di Bellini, divorò la cupola, che crollò il mattino seguente, avvolta in una coltre di fumo e silenzio. Per trentacinque anni, quel vuoto ha pesato sulla città, un ricordo amaro di bellezza perduta. Oggi, però, qualcosa cambia: un videomapping all’avanguardia illumina di nuovo gli affreschi originali di Raffaele Armenise sul soffitto del teatro. Non è solo tecnologia, è un ponte tra passato e presente, un modo nuovo di restituire vita a un patrimonio che sembrava svanito per sempre.

L’incendio che sconvolse Bari e le sue conseguenze

L’incendio al Petruzzelli fu un atto doloso che segnò profondamente la comunità. I responsabili, Giuseppe Mesto e Francesco Lepore, furono identificati e arrestati solo sedici anni dopo, un ritardo che racconta la complessità delle indagini. Sul fronte civile, scoppiarono controversie sulla gestione del teatro al momento del rogo. Ferdinando Pinto, gestore provvisorio, venne condannato a risarcire danni pesanti per non aver assicurato la struttura, ma il risarcimento non fu mai pagato.

Ricostruire il teatro fu un lavoro di squadra che costò quasi 50 milioni di euro di fondi pubblici. Dopo diciotto anni di chiusura, nel 2009 il Petruzzelli riaprì, affidato alla Fondazione Lirico-Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, nata proprio per gestirlo. Quel ritorno fu un segnale di speranza, ma non chiuse la partita sulla proprietà. Nel 2021 la Corte d’Appello stabilì che il teatro apparteneva alla famiglia Messeni Nemagna, i vecchi proprietari, e che Comune e Fondazione dovevano versare un affitto annuo superiore al milione di euro, più gli arretrati dal 2009. La questione resta aperta, in attesa di una sentenza definitiva della Cassazione o di un accordo tra le parti.

Il Petruzzelli, tra arte e architettura

Il Petruzzelli nacque all’inizio del Novecento grazie ai fratelli Onofrio e Antonio Petruzzelli, imprenditori baresi decisi a regalare alla città un nuovo centro culturale. I lavori iniziarono nel 1898 sotto la guida dell’ingegnere Angelo Cicciomessere. L’edificio richiamava il Teatro Bellini di Catania, con uno stile neoclassico impreziosito da dettagli liberty. All’inaugurazione del 1903 poteva ospitare oltre 2mila spettatori, poi ridotti a circa 1500 nelle ristrutturazioni dopo la guerra.

Gli interni erano arricchiti da decorazioni di grande pregio, opera di Raffaele Armenise, pittore barese dell’Ottocento. Armenise dipinse gli affreschi della cupola, con scene ispirate al teatro e allo spettacolo: i giochi circensi antichi e moderni, come “Il Carro di Tespi”, “La Corsa Romana”, “La Corrida” e “Il Torneo Medievale”. Curò anche il foyer, con lampade in ottone e cariatidi in gesso, e il soffitto del teatro, famoso per il “Carro delle Muse”. Purtroppo, il sipario originale, con il Doge Orseolo che sbarca a Bari, andò distrutto nell’incendio del ’91.

La cupola e gli stucchi dorati che decoravano la sala a ferro di cavallo erano un vero e proprio segno distintivo del teatro. Quel patrimonio andò completamente perduto nel rogo, lasciando una parte bianca nella volta durante la ricostruzione, come una ferita aperta nel cuore del Petruzzelli.

Il videomapping: tra memoria e futuro

A quasi trent’anni dalla riapertura, il Petruzzelli torna a raccontare la sua storia grazie alla tecnologia. L’artista Leandro Summo ha firmato un videomapping che riproduce virtualmente gli affreschi originali della cupola, scomparsi nell’incendio. Esperto di modellazione 3D e realtà aumentata, Summo ha ricreato con precisione e spettacolo le scene di Armenise, proiettandole sulla volta con sistemi ad altissima definizione.

L’installazione offre al pubblico la possibilità di rivivere “Il Carro di Tespi”, “La Corsa Romana”, “La Corrida” e “Il Torneo Medievale” in un’esperienza coinvolgente. Non è solo un omaggio al patrimonio artistico, ma un’apertura verso nuove possibilità scenografiche. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha evidenziato come questo progetto possa trasformare il Petruzzelli in un luogo dove diverse forme di creatività dialogano, dando nuovi strumenti ai registi per integrare il videomapping nelle rappresentazioni dal vivo.

Questo lavoro digitale non è solo estetica: è un ponte tra passato e presente che rafforza il ruolo culturale e pubblico di un teatro profondamente legato all’identità di Bari. Riproporre virtualmente gli affreschi aiuta a recuperare quella memoria visiva che l’incendio aveva cancellato, mantenendo vivo il legame con una tradizione artistica di alto valore. Intanto, le tensioni sulla proprietà restano, segnando il futuro del teatro.

Il videomapping segna così un passo importante per un rilancio culturale che unisce memoria e tecnologia, un modo per guardare avanti senza dimenticare cosa il Petruzzelli è stato e continua a essere per la città.

Redazione

Recent Posts

Heart of the Beast: Scopri le Location Reali e Suggestive del Survival Thriller con Brad Pitt in Italia

Heart of the Beast – Nel profondo selvaggio Quando guardi Heart of the Beast –…

10 minuti ago

Gianluca Di Feo trionfa alla 62ª edizione del Premio Estense con Il cielo sporco, Monica Maggioni premiata al Gianni Granzotto

Monica Maggioni ha appena aggiunto un altro capitolo importante alla sua carriera. A Roma, nel…

11 minuti ago

Trekking sui Vulcani Italiani: Scopri l’Etna, le Eolie e il Vesuvio a Piedi

L’Etna fuma ancora, e non è un semplice spettacolo della natura: è un invito a…

2 ore ago

Fortezza di Klis: la storica roccaforte croata che domina l’orizzonte tra montagne e Adriatico

Tra le rocce aguzze e le cime aspre dei monti Kozjak e Mosor, la fortezza…

4 ore ago

Vogue World a Milano: il grande evento che rivoluziona la Fashion Week e celebra la moda globale

Il 22 settembre, Milano si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto. La Galleria…

4 ore ago

Déborah de Robertis: l’artista che parla con il corpo e sfida l’arte tradizionale

Nel 2014, una foto ha cambiato tutto Déborah de Robertis, seduta a gambe larghe davanti…

8 ore ago