Nel cuore di Librino, un quartiere spesso dimenticato di Catania, si erge un Pegaso alato, grande e silenzioso. Non è solo una scultura, ma un segno tangibile di speranza e libertà. A realizzarlo, con le loro mani, sono stati soprattutto i bambini del quartiere, che hanno modellato migliaia di mattonelle d’argilla, trasformando sogni e desideri in arte concreta. Tra i vicoli e le piazze, questo museo diffuso parla di amicizia, salute e coraggio. Antonio Presti, l’anima dietro il progetto, crede da sempre che l’arte possa cambiare le vite e far rinascere una comunità.
Il Pegaso che domina Librino non è solo una figura mitologica, ma un vero racconto di comunità. Antonio Presti, imprenditore e mecenate, ha voluto coinvolgere i bambini della scuola Campanella-Sturzo in un progetto unico: cinquemila mattonelle d’argilla incise a mano dai piccoli abitanti e dalle loro famiglie formano la superficie dell’opera, che porta impresse le speranze del quartiere. Le incisioni parlano di amicizia come rete da rafforzare, salute come bene prezioso e determinazione come forza per cambiare la realtà. La scelta del materiale e delle dimensioni sottolinea il legame con la terra e la vita quotidiana. A impreziosire il tutto, le parole della poetessa Maria Attanasio, scolpite lungo il cavalcavia, accompagnano il Pegaso verso il cielo, suggerendo un’inaspettata ascesa di speranza.
Il museo diffuso MAGMA, che ospita il Pegaso, conferma l’importanza culturale e sociale di questa iniziativa. MAGMA raccoglie una serie di opere nate dalla partecipazione attiva della comunità di Librino, offrendo uno sguardo diverso su un quartiere spesso giudicato con pregiudizi. Al centro c’è il protagonismo dei cittadini, con un’attenzione particolare ai più giovani.
Il legame di Antonio Presti con Librino è profondo e duraturo. Questo quartiere di Catania, con i suoi settantamila abitanti – tra cui diecimila bambini –, è stato al centro di un percorso artistico e sociale lungo due decenni. Per Presti, lavorare qui significa partire dal rispetto per le persone e per il loro mondo. Ha promosso l’arte urbana collaborativa realizzando installazioni importanti come la Porta della Bellezza e la Porta delle Farfalle, insieme ad artisti come Neri e De Nisco.
La sfida è cambiare la narrazione di Librino, spesso ridotto a stereotipi legati a droga e degrado. Presti punta a mostrare che il quartiere è un museo a cielo aperto, fatto di bellezza e partecipazione. Per lui prendersi cura culturalmente di Librino è un atto politico, capace di trasformare una realtà difficile in un esempio di rinascita sociale.
Questo impegno ha ottenuto riconoscimenti istituzionali: a luglio 2024, il caso è stato discusso alla Commissione parlamentare sulle periferie alla Camera, con l’obiettivo di rafforzare interventi che sostengano questa missione artistica e sociale.
Uno dei pilastri del lavoro di Presti è Fiumara d’Arte, un museo a cielo aperto lungo il torrente Tusa, in Sicilia. Il nome richiama il letto del torrente, spesso asciutto, simbolo di un incontro tra arte e natura. Dopo la morte del padre, la prima opera realizzata da Presti fu un monumento firmato da Consagra, seguito dalla celebre “finestra” di Piero Festa. Inizialmente, queste installazioni incontrarono resistenze da parte della mafia locale e di norme restrittive come la legge Galasso, rischiando di essere bloccate come “offesa al paesaggio.”
La battaglia legale è durata vent’anni, fino al riconoscimento ufficiale del valore culturale e regionale di Fiumara d’Arte. Ogni opera si trova vicino a comuni marginalizzati, con la speranza di dare loro nuova vita culturale e sociale. Presti evidenzia però un paradosso: il turismo low cost, seppur portatore di visitatori, rischia di snaturare l’identità autentica del territorio.
Nonostante tutto, Fiumara d’Arte resta un modello di arte pubblica che si fonde con il paesaggio e la memoria delle comunità, attirando l’attenzione ben oltre i confini locali.
L’Atelier sul Mare, inaugurato nel 1991 a Castel di Tusa, è un altro capitolo fondamentale nel progetto culturale di Presti. Nato come residenza per artisti, ha ospitato pittori, scultori, poeti e registi, trasformando ogni stanza in un laboratorio creativo vivo.
Nel 2023, la chiusura dell’Atelier da parte dei NAS ha rappresentato un duro colpo, suscitando preoccupazione tra chi vi lavorava e nella comunità. Ma Presti non si è arreso: ha avviato il trasferimento dell’esperienza artistica a Villa Margi, dove quadri e materiali sono già stati spostati e dove si sta lavorando per allestire nuove stanze d’artista.
Questo cambiamento non è solo materiale, ma un segno di resilienza culturale. Villa Margi potrà continuare a essere un centro creativo aperto, capace di stimolare il territorio e di creare nuove opportunità artistiche.
MAGMA è l’ultima grande sfida di Presti a Librino. Presentato alla Triennale della Contemporaneità nel 2024, questo museo diffuso prosegue il lavoro di recupero e valorizzazione del Pegaso, simbolo di libertà e dignità. L’artista Antonello Bonanno Conti ha ripensato questa figura, trasformandola in un emblema di rinascita e speranza.
Tra i progetti futuri c’è il Roseto di Sant’Agata, un giardino dedicato alla patrona di Catania. L’idea nasce da Presti che interpreta questa dedica come un invito a un impegno culturale e ambientale. Il roseto sarà curato da associazioni locali, coinvolgendo i cittadini in un gesto che unisce natura e memoria religiosa, dando vita a un nuovo senso di comunità.
Presti lo dice chiaro: non cerca voti, ma persone devote alla bellezza e alla cultura. È un impegno che punta a cambiare le cose dal basso, offrendo un’alternativa reale al declino di tante periferie italiane.
Il lavoro di Antonio Presti a Librino e dintorni dimostra che, con l’arte e la partecipazione, si possono costruire nuove forme di cittadinanza e valorizzare l’identità locale. Il Pegaso e il museo diffuso MAGMA sono la prova concreta che la rigenerazione culturale e sociale è possibile, per il bene delle nuove generazioni.
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