# Hyperballad a Villa della Regina: tra memoria, natura e tecnologia sonora
A Villa della Regina, tra i terrazzamenti e le grotte artificiali, si respira un’atmosfera unica. Qui, la vigna più antica di Torino fa da sfondo a Hyperballad, una mostra sonora in arrivo dal 22 ottobre all’8 novembre 2026. Quattro artisti trasformano il giardino storico in un luogo vivo, dove i suoni intrecciano memoria e natura. Curata da Sara d’Alessandro Manozzo, l’esposizione sfida il confine tra umano e non umano, invitando a riscoprire il paesaggio sabaudo attraverso un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.
I giardini come quello di Villa della Regina sono da sempre un mix complicato. Sono spazi verdi, ma anche creazioni dell’uomo, dove piante, statue e architetture sono disposte con un preciso scopo estetico e simbolico. Qui la natura non cresce più da sola: diventa un prodotto culturale, un paesaggio da interpretare. Hyperballad si inserisce proprio in questo scenario, proponendo un percorso che invita a guardare oltre l’idea tradizionale e antropocentrica della natura. Le installazioni mescolano tecnologia, tradizioni orali e presenze non umane, offrendo nuovi modi di entrare in relazione con l’ambiente.
L’ispirazione filosofica arriva da Donna Haraway, che nel suo Chthulucene ci spinge a ripensare il rapporto tra specie animali e vegetali, abbandonando una visione troppo centrata sull’uomo. La mostra si basa anche sugli studi di R. Murray Schafer sul paesaggio sonoro, un ecosistema fatto di suoni naturali e tracce umane. Ascoltare diventa così un modo per scoprire l’ambiente, cogliendo suoni e tonalità che spesso sfuggono all’orecchio comune.
Quattro artisti portano in mostra approcci diversi al tema della natura e della tecnologia. Caterina Gobbi con Convergenza armonica: storie di pietre, fiori, fuochi e spiriti dei boschi crea un’installazione che unisce tubi da cantiere e voci generate con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Qui tradizioni alpine e figure immaginarie si mescolano agli elementi artificiali, dando vita a un paesaggio sonoro dove organico e digitale si confondono. Le leggende locali prendono nuova voce grazie a suoni umani e sintetici, aprendo la strada a forme di narrazione ambientale inedite.
Marzio Zorio, con MITOPOIESI , si concentra sugli animali attraverso registrazioni rallentate e manipolate, trasformando i suoni originali in presenze quasi misteriose. Accanto a questi, si sentono suoni di bosco, rumori notturni e metronomi che richiamano il ritmo umano. L’idea è di creare un paesaggio acustico condiviso, dove si intrecciano voci di specie diverse, passate, presenti e future.
Diana Sonetto, con Purezza e pericolo , affida un registratore vocale all’artista pakistano R Musawir Panhwar, che ha catturato i suoni della vita quotidiana nel suo ambiente urbano. Sonetto poi usa quel materiale in una performance che unisce esperienza fisica e paesaggio sonoro, raccontando storie di mobilità, attraversamenti sociali e spazi umani. I suoni diventano così portatori di storie e cambiamenti inattesi.
Infine, Ramona Ponzini esplora la Valle Vermenagna, nel Cuneese, con 最小単位 . Le sue registrazioni raccontano l’Orrido delle Barme, il Bosco di Palanfrè e uno strumento tradizionale, il mantice, suonato da Notou Sounadour, artista locale. In questa composizione, natura e cultura si fondono, disegnando un paesaggio sonoro che unisce ambiente e tradizione musicale piemontese.
Sara d’Alessandro Manozzo, curatrice della mostra, sottolinea come l’approccio di Björk, da cui prende il nome l’evento, sia un modello di libertà creativa e di dialogo tra linguaggi diversi. Nei DJ set di Björk si alternano sorpresa e rottura, un invito a ripensare il rapporto tra suoni. La tecnologia non sovrasta, ma si integra con l’umano e la natura. E proprio questo equilibrio si riflette nelle opere di Hyperballad: un incontro armonico tra elementi sintetici e naturali, tradizione e innovazione.
Le proposte sonore sono diverse e variegate. Marzio Zorio lavora con frequenze basse e trasformazioni dei canti animali; Caterina Gobbi fonde intelligenza artificiale e folklore alpino; Ramona Ponzini usa registrazioni dal vivo per costruire paesaggi sonori che parlano di natura e cultura piemontese; Diana Sonetto porta suoni raccolti lontano, lasciando spazio all’imprevedibilità.
Così, il giardino seicentesco di Villa della Regina diventa molto più di uno sfondo: è un luogo vivo di sperimentazione, dove memoria, natura e tecnologia si fondono in un’esperienza sonora che cambia il modo di percepire lo spazio. Hyperballad inserisce la villa in una rete di luoghi culturali che mettono in dialogo arte, ambiente e sensibilità contemporanee.
La mostra si potrà visitare negli spazi esterni di Villa della Regina, in Strada Comunale Santa Margherita 79 a Torino, dal 22 ottobre all’8 novembre 2026. L’ingresso è incluso nel biglietto ordinario per la villa e i giardini , oppure si può accedere solo ai giardini con un biglietto da 5 euro. Non serve prenotare.
L’evento offre un’immersione sensoriale e territoriale che accompagna alla scoperta del patrimonio storico e paesaggistico della villa. Il punto di forza? La capacità di unire suoni invisibili e ritmi naturali, stimolando una percezione più profonda e nuova dello spazio intorno a noi.
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