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Fabrizio Lombardo al Premio Strega: poesia di lotta tra dolore e speranza

Nel cuore degli anni ’70 e ’80, le città italiane ribollivano di tensioni e speranze, un clima che Fabrizio Lombardo cattura con cruda intensità ne La linea spezzata. I suoi versi non lasciano scampo: parlano di ferite aperte, di dolori privati e di una società in trasformazione, sospesa tra un passato che si sgretola e un futuro incerto. Pubblicata da Donzelli Editore nel 2026 e finalista al Premio Strega Poesia, la raccolta si apre con immagini che esplodono come detonazioni, segnando il tempo e lo spazio di un’epoca travagliata. Camminare tra le sue parole significa immergersi in un paesaggio emotivo denso, dove ricordi e visioni si intrecciano e ancora oggi risuonano con forza. Lombardo, senza mai nascondere nulla, racconta un passaggio che è insieme personale e collettivo, una linea spezzata che continua a vibrare.

Fabrizio Lombardo: una vita tra versi e libri

Nato a Bologna nel 1968 e residente a Ferrara, Lombardo è uno dei fondatori di Versodove, rivista che ha dato voce a nuove sensibilità poetiche dal 1994. Nel corso degli anni ha pubblicato numerose raccolte, tra cui Il cerchio e il silenzio , Carte del cielo , di quello che resta , Confini provvisori e Coordinate per la crudeltà , finalista ai premi Pagliarani e Tirinnanzi. Le sue poesie hanno superato i confini italiani grazie a traduzioni in diverse lingue, dal francese allo spagnolo. Accanto alla scrittura, Lombardo lavora nel mondo delle librerie, dirigendo librerie.coop, un impegno che riflette la sua passione per la parola e il suo desiderio di condividerla.

La linea spezzata: un racconto in versi tra due decenni difficili

La raccolta si apre con una sezione chiamata fine settanta e si chiude con un pezzo intitolato inizio ottanta. Non è solo una scansione temporale: per Lombardo quegli anni segnano un confine, una soglia in cui un mondo si spezza per lasciare il posto a qualcosa di nuovo e incerto. La “linea spezzata” del titolo è proprio quella rottura, non lineare né pulita, fatta di interruzioni, frammenti e ripartenze. Gli anni Settanta portano con sé promesse non mantenute e tensioni irrisolte, mentre gli Ottanta aprono scenari dove si ridefiniscono sensibilità e modelli culturali.

Dal punto di vista poetico, questo limbo diventa terreno fertile. Lombardo non racconta una cronologia precisa, ma abita quello stato di passaggio vissuto e concreto. Quei due decenni sono coordinate simboliche per scandagliare memorie, identità e mutamenti profondi.

Memoria e dipendenze: un legame sottile e complesso

La droga è un tema ricorrente nella raccolta, ma non solo come esperienza concreta. Rappresenta per Lombardo anche il rifiuto linguistico e politico di una generazione, un modo per sottrarsi a una società in crisi. La memoria, nelle sue poesie, funziona un po’ come una dipendenza: non è patologica, ma un’attrazione continua che seleziona, amplifica e riscrive il passato nel presente. Il dolore e la nostalgia si trasformano in droghe psicologiche che alterano la percezione della realtà.

Accanto a questo, il libro esplora altre emozioni intense come rimpianto e amore. Queste non diventano dipendenze, ma segnano comunque una deformazione della realtà vissuta. Per Lombardo, la memoria può salvare dall’oblio e riaccendere energie, ma rischia anche di imprigionarci in un passato da cui vorremmo uscire senza riuscirci.

La poesia del lutto: un dolore che parla a tutti

Il lutto, soprattutto legato alla perdita del padre, è una presenza forte in La linea spezzata. È una frattura che cambia il modo di parlare del mondo: si perde una vecchia lingua e se ne costruisce una nuova, fatta di assenza e trasformazione. La scrittura attraversa il dolore senza cercare di spiegarlo o di guarirlo. Il lutto diventa così un’esperienza che è insieme personale e universale.

La poesia prova a costruire un ponte tra ciò che appartiene al singolo e ciò che riguarda tutti, offrendo parole capaci di accogliere il senso di mancanza senza pretendere di colmarlo. La morte è un’esperienza che tocca ognuno di noi, e il confronto con essa assume così una risonanza sociale oltre che intima.

Tra libri e parole: il poeta promotore della lettura

Lombardo non si limita a scrivere versi. Dirige riviste letterarie e una catena di librerie, impegnandosi a diffondere la parola in modi diversi ma con un obiettivo comune: mettere in contatto autentico parole e persone. Queste esperienze arricchiscono il suo lavoro di poeta, sottolineando quanto la scrittura sia un atto relazionale.

Per lui la poesia non vive solo sul foglio, ma nell’incontro concreto con il lettore che fa propria quella voce. Non c’è un solo supporto ideale: il verso passa per libri, riviste, eventi, social, registrazioni audio. Conta la qualità dell’incontro, la capacità di creare comunità. Lombardo invita a superare i piccoli recinti in cui spesso rimane la poesia, per aprire reti più ampie di ascolto e dialogo.

Premio Strega Poesia: un riconoscimento che apre dialoghi

Il 13 ottobre 2026 sarà annunciato il vincitore del Premio Strega Poesia. Per Lombardo, la candidatura è stata soprattutto un’occasione di incontri, scambi e attenzione da parte di un pubblico desideroso di avvicinarsi alla poesia. Ha visto lettori fermarsi sui suoi versi, ascoltare e riconoscersi in immagini a volte dure, a volte delicate.

Il premio non è solo un traguardo, ma un’opportunità per rafforzare la comunità dei lettori e creare nuove connessioni a partire dalla parola poetica. Dal dialogo nato in questi mesi emerge la passione viva che dimostra come la poesia possa ancora accorciare distanze e trasformare esperienze personali in momenti condivisi.

Redazione

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