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Ferrara riapre Palazzo Barbantini-Koch: nuovo polo d’arte e cultura in città dal 8 ottobre

Per più di cento anni, Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara è stato un segreto a occhi aperti: si vedeva, certo, ma nessuno poteva varcarne le soglie se non per affari bancari. Da giovedì 8 ottobre, quel silenzio si è rotto. Il palazzo, affacciato sul corso della Giovecca, ha riaperto come nuovo Polo culturale della Galleria BPER, pronto a raccontare cinque secoli di arte e storia ferrarese. Dopo un restauro durato quasi un anno, l’edificio ha ritrovato il suo splendore e, insieme, ha accolto una collezione che spazia dalle opere antiche a quelle contemporanee, tutte legate da un unico tema: Ferrara e la sua terra, l’Emilia. Non manca neppure uno spazio per mostre temporanee, pronte a susseguirsi fino alla primavera, e un calendario di attività formative pensate per coinvolgere tutti, dagli esperti ai curiosi.

Palazzo Barbantini-Koch, simbolo di Ferrara: storia e rinascita

Costruito tra il 1907 e il 1910, il palazzo ha segnato un’epoca nella città, diventando simbolo di solidità e prestigio. Il progetto è dell’ingegnere Luigi Barbantini, mentre l’architetto Gaetano Koch ha seguito i lavori, conclusi con un’inaugurazione di grande rilievo alla presenza del re Vittorio Emanuele III. Pensato per ospitare la Cassa di Risparmio di Ferrara, il palazzo si distingue per la sua imponenza e lo stile elegante, rispecchiando la crescita di Ferrara in quegli anni. Il restauro completato nel 2026 ha voluto rispettare questa storia, mantenendo intatti gli elementi architettonici e decorativi originali. Oggi, con la nuova funzione culturale, il palazzo entra a far parte dei “Poli culturali BPER“, una rete che collega edifici storici in tutta Italia. Come a Modena e L’Aquila, anche qui si punta a trasformare spazi un tempo aziendali in luoghi aperti e accessibili a tutti.

Cinque secoli di arte ferrarese e emiliana nel nuovo percorso permanente

Al piano nobile prende forma il percorso permanente “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente“. Sono diciotto sale che ospitano 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe. Un viaggio che abbraccia cinque secoli di arte, con protagonisti come Domenico Panetti, l’Ortolano, il Garofalo e Girolamo da Carpi: maestri del Rinascimento spesso poco noti al grande pubblico, ma fondamentali per la cultura locale. Si arriva poi al Novecento, con artisti legati a Ferrara come Gaetano Previati, Filippo de Pisis e Achille Funi. Tra i pezzi più importanti, spicca il “Ritratto del comandante Gabriele Tadino”, attribuito a Tiziano e datato 1538, appartenuto proprio alla Cassa di Risparmio. Questo nucleo permanente vuole diventare un punto di riferimento per conoscere e studiare l’arte della regione, valorizzando una tradizione spesso trascurata nel panorama nazionale.

“Vanitas”: la mostra sui fiori e i simboli nella pittura italiana

Fino al 31 gennaio 2027, Palazzo Barbantini-Koch ospita “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati”, una mostra curata dagli storici dell’arte Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni. Oltre quaranta opere, scelte con cura, raccontano il fiore come simbolo ricco di significati: bellezza, desiderio, il passare del tempo. Il percorso spazia dal Romanticismo al Simbolismo, con nomi come Hayez, Segantini, Previati e Casorati. A accompagnare il visitatore, versi di Leopardi, Manzoni e Pascoli, che aggiungono riflessioni profonde sull’effimero. Non manca un tocco sensoriale: profumi studiati appositamente per coinvolgere i sensi e rendere l’esperienza ancora più intensa. Una mostra pensata per scoprire i linguaggi simbolici nella pittura italiana, da quella classica a quella moderna.

Come visitare il Polo culturale di Ferrara: orari e biglietti

Le visite a Palazzo Barbantini-Koch sono organizzate con orari pensati per lasciare spazio a tutti. Dal giovedì si entra dalle 14 alle 19, mentre da venerdì a domenica l’apertura è continua dalle 10 alle 19. È importante presentarsi almeno un’ora prima della chiusura per poter godere appieno della visita. Il palazzo resta chiuso lunedì, martedì e mercoledì, giorni dedicati alla manutenzione e all’organizzazione interna. Il biglietto costa 10 euro per il pubblico generale, 8 per il ridotto, e si può prenotare online scegliendo data e fascia oraria. Un sistema che semplifica la visita ed evita lunghe attese. Questa nuova realtà culturale arricchisce l’offerta di Ferrara, regalando a cittadini e turisti un’esperienza di grande spessore storico e artistico.

Redazione

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