Code interminabili ai controlli, ritardi che spezzano la pazienza e attese snervanti ai gate: l’aeroporto, spesso, decide il successo o il flop di un viaggio. Non basta che voli e bagagli arrivino a destinazione, conta anche come ti accolgono. L’AirHelp Score 2026 ha scandagliato quasi 280 aeroporti in settanta Paesi, raccogliendo dati da maggio 2025 ad aprile 2026. E in Italia, a sorpresa, non sono più i soliti grandi scali a primeggiare. A guidare la classifica c’è Cagliari Elmas**, un aeroporto fino a poco tempo fa poco considerato.
A sorpresa, a guidare la classifica italiana è l’aeroporto di Cagliari Elmas, con un punteggio di 7,78. Il vero punto di forza è la puntualità, valutata 8 su 10: solo il 19% dei voli arriva in ritardo e appena l’1% viene cancellato. Un dato che fa la differenza, soprattutto per chi viaggia spesso. Anche l’esperienza dei passeggeri è ben valutata, con un 7,5, mentre le strutture e i servizi ottengono un 7,4, segno di un ambiente funzionale e accogliente. Numeri che raccontano un equilibrio solido tra efficienza operativa e qualità dell’accoglienza, fondamentali per uno scalo che vuole farsi valere in Italia e all’estero.
Al secondo posto c’è Bari Karol Wojtyla, con un punteggio complessivo di 7,75. A spingere in alto lo scalo pugliese è soprattutto l’esperienza del passeggero, che raggiunge un ottimo 8,1. Bari dimostra come un aeroporto regionale, con gli investimenti giusti, possa competere con i grandi nomi offrendo servizi di qualità e una buona gestione del traffico. Sul terzo gradino del podio si piazza Milano Linate, con 7,74 punti. Il recente restyling degli spazi e dei servizi ha portato a migliorare il comfort, mentre la puntualità si attesta a un solido 8 e l’esperienza viaggiatori a 7,7. Linate conferma così un buon mix tra efficienza e attenzione al passeggero, essenziale in una città strategica come Milano.
Il punteggio AirHelp si basa su una formula chiara: il 60% del voto finale dipende dalla puntualità dei voli. Ritardi e cancellazioni pesano parecchio, perché influenzano direttamente la soddisfazione del viaggiatore. Il restante 40% si divide tra esperienza dei passeggeri e qualità delle strutture, ciascuno con un peso del 20%. Nella valutazione della user experience si guarda a cose concrete: la gentilezza del personale, i tempi di attesa, la pulizia, l’accessibilità per chi ha disabilità, la chiarezza della segnaletica, oltre alla varietà e qualità di negozi e ristoranti. Un mix che restituisce una fotografia realistica di come si sta in aeroporto.
In fondo alla classifica italiana c’è Bergamo-Orio al Serio, che a livello mondiale si piazza al 256° posto con un punteggio di 7,03. Il problema principale è la puntualità: oltre il 30% dei voli arriva in ritardo e quasi il 10% viene cancellato, dati che pesano sull’esperienza complessiva. Anche i servizi e il comfort non brillano, con una valutazione di 6,8 che segnala carenze nelle strutture e nell’accoglienza. Sul fronte internazionale, invece, i migliori aeroporti non sono necessariamente i più grandi, ma quelli più efficienti nel far partire e arrivare i voli in orario, offrendo spazi funzionali e confortevoli. A guidare la classifica mondiale è l’aeroporto di Tocumen a Panama City, con 8,48 punti, seguito da Fortaleza-Pinto Martins in Brasile e l’aeroporto di Città del Capo in Sudafrica. Il messaggio è chiaro: la qualità non dipende dalle dimensioni, ma da come si riesce a far viaggiare bene chi passa da lì.
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