Un evento che promette di immergere i visitatori nell’universo creativo di una delle figure più emblematiche dell’arte tessile italiana del XX secolo
La Casina delle Civette di Villa Torlonia apre le sue porte alla straordinaria mostra “Niki Berlinguer. La signora degli arazzi“, un evento che promette di immergere i visitatori nell’universo creativo di una delle figure più emblematiche dell’arte tessile italiana del XX secolo.
Niki Berlinguer, nata Corinna Adelaide Augusta Fidelia nel 1905, ha attraversato il Novecento non solo come artista ma anche come figura centrale in una famiglia strettamente legata alla storia politica italiana. Sposata con Mario Berlinguer e madre di Giovanni ed Enrico, storici esponenti del Partito Comunista Italiano, ha saputo coniugare la sua passione per l’arte con gli impegni familiari e sociali.
La mostra offre un viaggio attraverso le opere più significative della Berlinguer, mettendo in luce la sua capacità di reinterpretare capolavori della pittura mondiale in chiave tessile.
Utilizzando l’antica tecnica del piccolo punto, arricchita da influenze contemporanee, Niki è stata pioniera nel tradurre le emozioni e i colori dei grandi maestri – da Hans Hartung a Vincent van Gogh – in narrazioni tessili dense di significato.
Durante la presentazione della mostra, Bianca e Marco Berlinguer hanno condiviso ricordi personali della nonna, sottolineando il suo impegno costante nell’arte degli arazzi. “Per noi è stata a tutti gli effetti una nonna,” ha dichiarato Bianca sorridendo. “Da quando abbiamo memoria, noi ce la ricordiamo sempre intenta a fare il piccolo punto”. Queste testimonianze familiari aggiungono un tocco intimo all’esposizione, avvicinando il pubblico alla figura umana oltre che all’artista.
Curata da Claudio Crescentini e organizzata da “Il Cigno Arte” con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura per conto dell’Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, la rassegna si estende dal 26 ottobre al 6 aprile. Tra le opere esposte spiccano pezzi provenienti da collezioni private rarefatti come l'”Uccello di fuoco” ispirato a Stravinskij o l'”Arcano maggiore” evocativo dell’universo poetico di Jean Cocteau.
La mostra rappresenta quindi un’occasione unica per scoprire o riscoprire il talento multiforme di Niki Berlinguer attraverso trenta opere che testimoniano il suo dialogo continuo con l’arte contemporanea e la sua abilità nel trasformare ogni tela in uno scrigno narrativo profondo ed evocativo.
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