
Un’esplosione di colori e forme ha invaso la passerella di Etro per l’Autunno/Inverno 2026-2027, catturando l’attenzione di chiunque fosse presente. Dietro a questa trasformazione c’è Numero Cromatico, il collettivo romano che ha dato alla moda una nuova dimensione artistica. Non si è trattato solo di vestiti da ammirare, ma di un viaggio che coinvolgeva occhi, orecchie e pensieri, mettendo in discussione tutto ciò che credevamo di sapere sul modo di guardare e sentire la moda.
Numero Cromatico: tra arte e scienza, un collettivo fuori dal comune
Fondato nel 2011 a Roma, Numero Cromatico non è un gruppo d’artisti qualunque. Qui si incontrano esperti di arti visive, neuroscienze, psicologia, filosofia e design. Questa mescolanza crea un terreno fertile dove ricerca scientifica e creatività si intrecciano, dando vita a opere che non si limitano a farsi vedere, ma a farsi sentire. L’attenzione si sposta dall’immagine statica all’esperienza attiva di chi osserva, stimolando mente e sensi.
Il collettivo realizza installazioni ambientali, dispositivi visivi, pubblicazioni e workshop che mettono in discussione il modo tradizionale di fruire l’arte. Con il loro progetto editoriale Nodes – Journal of Art and Neuroscience, hanno portato il dibattito sul rapporto tra arte e cervello fuori dalle aule accademiche, facendolo arrivare in musei, fiere e spazi pubblici. Il loro lavoro ha ricevuto riconoscimenti importanti, come quelli del MAXXI di Roma, de L’Aquila e della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, segnando un punto d’incontro tra arte e scienza in continua evoluzione.
“Look Forward”: la passerella di Etro diventa un viaggio sensoriale
La sfilata Etro non è stata solo moda, ma un vero e proprio evento multisensoriale grazie a Now More Than Ever , l’installazione creata da Numero Cromatico. Non un semplice sfondo, ma sette portali da attraversare, ognuno con colori intensi e superfici luminose che giocano con la percezione e coinvolgono il pubblico su più livelli.
Il direttore creativo Marco De Vincenzo ha costruito uno spettacolo in equilibrio tra la sartorialità britannica e le suggestioni nomadi, e l’installazione ha dato forma a queste idee, trasformando la passerella in un percorso che cambia e si trasforma. Etro, fondata nel 1968, ha sempre lavorato sul tempo come materia fluida: rivisitando il paisley, evita il semplice richiamo nostalgico, puntando a qualcosa di più profondo.
In questo contesto, l’opera di Numero Cromatico ha amplificato il contrasto tra passato e futuro, tra movimento e fermezza. La camminata in passerella è diventata un’esperienza tattile e visiva, con luci e colori che mutano ad ogni portale, guidando l’attenzione e le emozioni. A impreziosire il tutto, la performance dal vivo di Bluem, che ha mescolato radici sarde e suoni moderni, creando un’atmosfera unica e sospesa.
Fabriano e oltre: l’arte che dialoga con l’industria
Il rapporto tra Numero Cromatico e il mondo produttivo italiano non si ferma alla passerella. A Fabriano, il collettivo ha realizzato Esseri a malapena immaginabili, un progetto site-specific curato da Marcello Smarrelli per la Fondazione Ermanno Casoli e la società Elica, leader nel design di elettrodomestici per la cucina. L’opera, che sarà inaugurata il 17 marzo 2026, nasce da un laboratorio con 18 manager e collaboratori dell’azienda, parte del programma formativo E-STRAORDINARIO.
Il laboratorio ha unito la storia artigianale locale, fatta di filigrane medievali e simboli bestiali, con le tecnologie più all’avanguardia. Prima con disegni e collage manuali, poi con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, sono nate creature ibride che uniscono tradizione e innovazione. Il risultato è una grande tenda composta da migliaia di tessere, esposta negli spazi aziendali di Elica e visibile dalla piazzetta accanto, trasformata in un piccolo museo d’arte contemporanea. Un bestiario simbolico che racconta la biodiversità umana e professionale che vive oggi nell’impresa.
Guardare avanti: nuovi progetti urbani per Numero Cromatico
Numero Cromatico non si ferma mai. Nel 2026 sarà protagonista anche di progetti urbani a Roma e Lecce, rispettivamente nei quartieri di San Lorenzo e in collaborazione con la Fondazione Le Costantine ed Eccom. Questi interventi confermano la volontà del collettivo di portare l’arte fuori dai musei, trasformando ogni spazio in un luogo di incontro e riflessione.
Che si tratti di una passerella internazionale o di una piazza di quartiere, l’obiettivo rimane lo stesso: trasformare l’esperienza estetica in un terreno condiviso, fatto di dialogo tra chi osserva e l’ambiente, tra tecnologia e tradizione. Un modo nuovo di vivere l’arte e la cultura di oggi.
