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Ly Son, l’isola vulcanica del Vietnam che sembra ferma nel tempo nel Mar Cinese Meridionale

A Ly Son, il tempo ha scelto di rallentare — o forse di fermarsi del tutto. Questa isola vulcanica, a poco più di 25 chilometri dalla costa di Quang Ngai, nel cuore del Vietnam centro-meridionale, sembra uscita da un altro mondo. I crateri vecchi milioni di anni e le scogliere di lava nera raccontano storie silenziose, scolpite dalla natura. Nessuna città affollata, nessuna costruzione moderna: solo piccoli villaggi, un mare sempre presente e la vita semplice di chi vive di pesca e di un’agricoltura particolare, dominata da un prodotto unico — l’aglio. Camminando qui, ogni scorcio è una cartolina che mescola passato e presente in modo sorprendente, quasi magico.

Vulcani e pietre: l’origine di Ly Son

Ly Son nasce da cinque crateri vulcanici, formatisi circa 30 milioni di anni fa. Questi antichi crateri, oggi in parte trasformati in bacini d’acqua piovana, mostrano ancora pareti verticali e spigolose che raccontano eruzioni lontane. L’isola si divide in tre parti: l’isola grande, quella piccola e un isolotto disabitato, tutte collegate tra loro e caratterizzate da forme tondeggianti e coste frastagliate.

Il terreno basaltico, nato dal raffreddamento della lava, si mescola con la sabbia marina, creando un terreno fertile dove da secoli si coltiva soprattutto l’aglio. Le rocce formano un paesaggio fatto di dolci colline e guglie appuntite, che rendono Ly Son un luogo unico, sia per la natura che per la geologia.

Dalle antiche civiltà a oggi: la storia dell’isola

Le prime tracce umane a Ly Son risalgono alla civiltà Sa Huỳnh, ben prima che i vietnamiti si spostassero verso sud. Questa presenza antica mostra come l’isola sia stata più di un semplice rifugio o base di pesca, ma un luogo vivo, con una sua cultura e società. Oggi, la vita ruota soprattutto attorno alla pesca e alla coltivazione dell’aglio.

L’aglio di Ly Son è famoso per il suo profumo intenso e il sapore deciso, tanto da meritarsi il soprannome di “Regno dell’aglio”. La coltivazione è una pratica particolare: la terra basaltica si unisce alla sabbia bianca e a residui organici, formando un terreno unico che dà alle piante il loro aroma speciale. La raccolta avviene tra febbraio e marzo, quando l’isola si tinge di verde e l’aria si riempie di quel caratteristico profumo.

I simboli dell’isola: montagne, archi e templi

Il Monte Thoi Loi, con i suoi 170 metri, è il punto più alto di Ly Son e coincide con uno dei crateri principali, dove si trova anche un bacino d’acqua piovana. Una strada asfaltata porta fino in cima, da dove si può ammirare l’intera isola. Qui sventola la bandiera vietnamita, un segno chiaro della sovranità in questa zona delicata del Mar Cinese Meridionale.

Sulla costa orientale spicca l’arco naturale di To Vo, una formazione di lava e acqua alta poco più di due metri, che incornicia il mare con precisione. La roccia scura cambia colore a seconda della luce, passando dal nero lucido al rosso intenso all’alba e al tramonto.

Nella grotta di Chua Hang si trova un tempio scavato in una cavità naturale vecchia di quattro secoli. L’ingresso è sorvegliato da una statua della dea Quan Am, protettrice dei pescatori e figura importante del buddismo Mahayana. Dentro, altari, incisioni e tombe convivono in un’atmosfera di silenzio e incenso.

Cultura e mare: musei e tradizioni locali

Nel villaggio di An Vinh c’è il Museo marittimo di Hoang Sa, che raccoglie mappe, documenti e reperti legati all’attività vietnamita negli arcipelaghi contesi del Mar Cinese Meridionale. Un posto che aiuta a capire il ruolo strategico e culturale dell’isola, raccontando rotte e storie legate al mare.

Sull’isola piccola, Dao Be, il villaggio di An Binh ospita murales colorati che narrano la vita quotidiana e il legame con l’oceano. Le case si trasformano in tele a cielo aperto, con immagini di tartarughe marine e scene di pesca, semplici ma molto suggestive.

I templi delle balene, con scheletri di cetacei lunghi fino a 28 metri, sono luoghi di culto e protezione per i pescatori. Rappresentano il rispetto verso il mare e la sua forza imprevedibile.

Spiagge da sogno tra lava e coralli

Ly Son vanta alcune delle spiagge più belle del Vietnam. Le acque limpide mostrano fondali pieni di coralli e sabbie particolari, nate dalla mescolanza di rocce vulcaniche e resti naturali. Il risultato sono rive dai riflessi argentati, spesso incastonate tra scogliere di lava solidificata, che regalano scorci davvero affascinanti.

Tra le più famose c’è Hang Cau, con pareti rocciose alte oltre 100 metri e acque turchesi, ideale per chi ama lo snorkeling. Ngang Beach, sull’isola piccola, è una baia tranquilla con sabbia chiara e scogliere che frenano le onde, perfetta per rilassarsi. Poi c’è Dao Be, raggiungibile in pochi minuti di barca, con insenature raccolte e acque trasparenti, un vero angolo di pace. Poco lontano si trova Mu Cu, un isolotto collegato da una strada costiera, famoso per le sue rocce nere e un faro suggestivo, specialmente all’alba.

Come arrivare e quando partire

Per raggiungere Ly Son, la via più semplice passa dall’aeroporto di Chu Lai, collegato con Hanoi e Ho Chi Minh City. Da lì si prosegue in auto fino al porto di Sa Ky, a circa 40 chilometri, da dove parte il motoscafo per l’isola, con una traversata di circa 35 minuti. In alternativa, si può arrivare a Da Nang e da lì prendere treno o autobus fino a Quang Ngai per poi imbarcarsi.

Il clima è monsonico: da settembre a dicembre piove di più, il mare si agita e i collegamenti diventano meno sicuri. Tra marzo e agosto, invece, il tempo è più stabile, con temperature tra 25 e 30 gradi. L’estate, da giugno ad agosto, porta più turisti, quindi è meglio prenotare in anticipo, soprattutto nei weekend.

Redazione

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