Categories: Arte

MACRO Roma 2026: Mostre e Celebrazioni per Esaltare i Talenti Femminili nell’Arte Contemporanea

Nel cuore di Roma, il MACRO si prepara a rivoluzionare il 2026 con un calendario che promette di scuotere la scena artistica. Dopo un intenso focus sulla città come laboratorio creativo, il museo allarga il suo orizzonte, abbracciando temi scottanti come la geopolitica e l’intelligenza artificiale. Artisti di fama internazionale si susseguono in esposizioni che mischiano linguaggi diversi, creando un dialogo vibrante e moderno. Intanto, alcune mostre già in corso restano aperte più a lungo, offrendo al pubblico nuove possibilità di scoperta. Sotto la guida di Cristiana Perrella, il MACRO si conferma un luogo dinamico, dove arte, cultura e scienza si intrecciano, dando finalmente spazio a voci femminili spesso trascurate.

Apertura con Hito Steyerl: arte, intelligenza artificiale e geopolitica

Il 29 aprile prende il via il programma 2026 con un evento molto atteso: la prima mostra personale in Italia di Hito Steyerl, artista di fama internazionale. L’installazione video Mechanical Kurds affronta il complesso intreccio tra intelligenza artificiale, lavoro digitale e tensioni geopolitiche. In 13 minuti, Steyerl mette sotto la lente il futuro del lavoro mediato dalla tecnologia e le nuove forme di controllo digitale. Il suo sguardo rovescia schemi consolidati, svelando modi di sfruttamento ma anche di resistenza in un mondo sempre più interconnesso.

Sul fronte letterario, in contemporanea, il museo celebra gli ottant’anni del Premio Strega con una mostra curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano. Il premio diventa così uno specchio delle trasformazioni culturali italiane, tracciando l’evoluzione della narrazione nazionale. Parallelamente torna SHE DEVIL, la rassegna internazionale di videoarte tutta al femminile, promossa da Stefania Miscetti. Tra le novità, un progetto audio dedicato alla voce della poetessa Amelia Rosselli, nel trentennale della sua morte.

Tra pittura, resistenza e nuove ricerche: il calendario del MACRO

Il 28 maggio si apre la mostra di Miriam Cahn, che indaga il corpo femminile come terreno di politica e resistenza. Attraverso la pittura, Cahn esplora i confini tra identità e vulnerabilità, proponendo un percorso emotivo e sociale nel presente. Nello stesso giorno debutta la collettiva delle vincitrici del Premio Paul Thorel, frutto di una residenza artistica che dà spazio a ricerche fresche e sperimentali.

Settembre segna un altro momento importante con la prima retrospettiva istituzionale dedicata a Marialba Russo. Il progetto curato da Elena Magini mette a fuoco la produzione degli anni Settanta, riflettendo sulla costruzione sociale del genere e dialogando con il Museo delle Civiltà per aprire una prospettiva antropologica sulle opere. A seguire, il MACRO ospita la doppia mostra di Francis Upritchard e Martino Gamper, un incontro tra scultura e design basato su interventi site-specific. La stagione si chiude con un nuovo progetto performativo di Alessandro Sciarroni, che animerà la sala principale con un’esperienza che intreccia movimento e performance.

Il MACRO, laboratorio di arti e saperi

Il MACRO conferma la sua natura di polo dinamico, con spazi che vanno dall’ex Birreria Peroni — ora sala audio, video e cinema — alle aree espositive tradizionali. Questa struttura favorisce un confronto vivace tra discipline e generazioni diverse. Il museo non vuole solo mostrare arte, ma stimolare un dialogo continuo tra pubblico e creazione artistica, intesa come pratica culturale consapevole e critica.

L’obiettivo è mantenere aperto un dibattito sull’attualità, senza semplificazioni, attraverso eventi e workshop che ampliano il campo dell’arte contemporanea. Tra questi spicca Science Fashion, un ciclo di incontri dedicati ai legami tra moda, scienza e nuove tecnologie, con un’attenzione particolare all’intelligenza artificiale e alle trasformazioni che porta con sé.

Donne protagoniste e la visione culturale del MACRO

Cristiana Perrella, direttrice artistica, ha sottolineato come le protagoniste del nuovo calendario siano perlopiù donne. Non si tratta di una scelta forzata, ma di una realtà che emerge spontaneamente dalla programmazione. Nel panorama artistico di oggi, le artiste occupano ruoli sempre più importanti e mostrano una sensibilità profonda verso le sfide contemporanee.

Progetti come SHE DEVIL confermano questa tendenza, dando spazio a talenti femminili nel campo della videoarte. Anche il ricordo di Amelia Rosselli si inserisce in questo percorso, valorizzando la voce e la narrazione femminile come strumenti critici e poetici. In questo modo, il MACRO si propone come un luogo aperto a linguaggi diversi, ma uniti dalla capacità di leggere la realtà contemporanea con uno sguardo plurale e originale.

Redazione

Recent Posts

Campagna Legge Bacchelli per Lea Melandri: Manconi tra i firmatari, un appello per dire grazie

“Grazie, Lea.” Queste due parole hanno preso forma in una petizione che, in pochi giorni,…

13 ore ago

Crossroads di Devney Perry: il Montana mozzafiato protagonista del romanzo da non perdere

Il cielo del Montana si apre come un grande sipario azzurro sopra praterie senza fine…

15 ore ago

Las Invisibles: l’eroismo silenzioso nella mostra guatemalteca alla Biennale Arte di Venezia

Cannaregio si risveglia con un fermento artistico che scuote le sue calli silenziose. Fino al…

16 ore ago

Valutazione del Patrimonio Culturale: Il Primo Passo Oltre la Contabilità Tradizionale

Nel 2024, il patrimonio culturale assume forme meno scontate di quanto si immagini. Non si…

17 ore ago

Londra apre al River Bathing: Tamigi Balneabile per la Prima Volta come la Senna a Parigi

“Il Tamigi? Troppo sporco per nuotare.” Per anni è stato questo il refrain che accompagnava…

20 ore ago

Système domestique: la mostra di Guillaume Valenti svela l’intimità negli spazi personali a Parigi

Non serve mostrare il volto per raccontare una persona. Guillaume Valenti, artista parigino classe 1987,…

21 ore ago