Tra Olbia e il parco marino di Tavolara, emerge un’isola dal profilo rotondo, simile a una vecchia mola da mulino. Molara non è solo terra emersa, ma un intreccio di rocce di granito levigate dal vento di scirocco, storia antica e acque cristalline. A differenza della vicina Tavolara, fatta di calcare bianco, qui i rilievi sono dolci, quasi morbidi al tatto. La natura ha trovato rifugio in questo angolo poco frequentato, dove l’ecosistema mediterraneo si è conservato intatto, protetto dalla riserva marina. Molara racconta storie che affondano le radici nell’epoca romana e si spingono fino all’Ottocento. Il mare che la circonda, limpido e pieno di vita, nasconde relitti e specie rare, regalando panorami da cartolina.
Molara si trova nel tratto di mare che separa la costa gallurese dal massiccio di Tavolara, ma a differenza dell’isola vicina, qui il granito fa da padrone. Le sue rocce formano pendii più dolci, modellati nei secoli dal vento di scirocco che ha smussato ogni spigolo, dando all’isola un aspetto morbido e accogliente. Ogni angolo è coperto da una vegetazione fitta e profumata: olivi selvatici secolari, lentischi, ginestre e cisti formano un ecosistema mediterraneo tipico ma particolarmente rigoglioso.
Disabitata e poco frequentata, Molara è un rifugio prezioso per tante specie di uccelli. Qui nidificano il gabbiano corso, simbolo del Mediterraneo, il falco pellegrino e il cormorano. La macchia mediterranea si mescola a piante endemiche come il limonio a foglie sottili e l’asteroide sardo, che arricchiscono la biodiversità dell’isola.
Nel mare intorno, fondali chiari e trasparenti esaltano il colore delle alghe e ospitano banchi di pesci come occhiate, castagnole e saraghi, che trovano rifugio e cibo in questa zona protetta. Le spiagge e calette, spesso raggiungibili solo via mare, mantengono Molara lontana dal turismo di massa, preservandone l’integrità.
La costa di Molara è un susseguirsi di piccole insenature sabbiose e scogliere levigate dall’acqua e dal vento. Il granito disegna forme morbide che si affacciano su un mare limpidissimo, dove l’acqua cambia colore dall’azzurro al verde smeraldo a seconda della luce. Molte spiagge si possono raggiungere solo via mare, un dettaglio che limita gli accessi e salva questi angoli dalla folla.
Tra le più celebri ci sono le Piscine di Molara, sul versante sud-ovest. Qui l’acqua bassa e trasparente si stende su un fondale sabbioso, creando un effetto quasi magico che fa sembrare le barche sospese nel nulla. Lo snorkeling è un’esperienza imperdibile: si possono ammirare pesci colorati e specie protette in un ambiente rimasto intatto.
Cala dei Francesi è un’altra gemma nascosta, con una spiaggia che si incunea tra rocce granitiche levigate e una vegetazione fitta e profumata. Il contrasto tra colori e profumi rende questo luogo perfetto per chi cerca pace e natura autentica. Il fondale digrada dolcemente, ideale per esplorare il mondo sommerso a pochi metri dalla riva.
Cala della Tartaruga prende il nome dalle testuggini marine che un tempo popolavano queste acque. Sabbia fine e scogli bassi offrono momenti di relax e la possibilità di osservare senza fretta il mare che cambia colore, dal verde al turchese, seguendo il sole.
Più appartata è Cala Finanza, meno frequentata ma altrettanto affascinante. Qui la macchia arriva quasi a toccare la riva, abbracciando scogliere granitiche che formano terrazze naturali. Un posto perfetto per chi ama il silenzio e le prime luci del mattino.
Infine, Cala Spagnola è uno degli approdi preferiti per le escursioni. Da qui partono sentieri che portano alle tracce storiche e alle vecchie strutture agricole dell’Ottocento, offrendo una doppia scoperta: natura e storia a portata di mano.
Molara non è solo natura, ma anche storia che si respira ad ogni passo. Nel III secolo d.C., l’isola è legata all’esilio di Papa Ponziano e del sacerdote Ippolito, episodi che hanno segnato il Cristianesimo nel Mediterraneo. La chiesa di San Ponziano, un edificio medievale sull’isola, conserva la memoria di questi eventi.
Sulla cima del Monte Casteddu si trovano i resti del Castello di Molara, una fortificazione giudicale pensata per difendere la costa gallurese. Faceva parte di un sistema difensivo che comprendeva anche il castello di Pedres e altre torri di avvistamento contro i pericoli dal mare. Vicino, i ruderi del borgo medievale raccontano di una piccola comunità stabile, che in alcuni documenti è legata anche a un monastero femminile del Quattrocento.
Nel XIX secolo l’isola ospitò un’azienda agricola dedicata all’allevamento di bovini e capre, specializzata nella produzione di formaggi. Alcuni animali vivono ancora allo stato brado tra le colline, testimoni di un passato rurale. Villa Tamponi, sulla parte occidentale a 158 metri di altitudine, domina il panorama su Gallura e Tavolara. La villa è ancora di proprietà della famiglia Tamponi, che conserva il controllo di gran parte del territorio.
A circa un miglio a sud dell’isola, a 40 metri di profondità, giace il relitto del mercantile francese Oued Yquem. Affondato nel 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale, è oggi una meta molto amata dagli appassionati di immersione in Sardegna. Il relitto è ricoperto da una fitta fauna marina: spugne colorate, cernie, ricciole, dentici e saraghi animano questo ecosistema vibrante, dove la storia si intreccia con la natura sottomarina.
Le acque intorno a Molara fanno parte di un’area marina protetta che comprende anche Molarotto, Isola Piana e Isola dei Cavalli. La salvaguardia di questi ambienti assicura la protezione di specie rare e un habitat ideale per la vita acquatica, rendendo l’arcipelago un punto di riferimento per la biodiversità mediterranea e per chi cerca un turismo sostenibile, tra snorkeling e immersioni guidate.
Molara è amministrativamente parte del comune di Olbia e si trova davanti alla costa nord-orientale della Sardegna, tra Porto San Paolo, Capo Coda Cavallo e San Teodoro. Inserita nel parco marino di Tavolara-Punta Coda Cavallo, è un tassello importante nella rete delle aree protette locali.
L’isola è raggiungibile solo via mare, con escursioni organizzate soprattutto in estate che partono dai porti di Olbia, Porto San Paolo, Puntaldìa e Capo Coda Cavallo. Questi tour spesso includono anche le isole vicine, offrendo un’esperienza completa tra Molarotto, Isola Piana, Isola dei Cavalli e Tavolara.
Molara è un’isola privata e gran parte del territorio si visita solo con tour organizzati dall’Associazione Culturale Molara. L’associazione si occupa di valorizzare e proteggere sia il patrimonio naturale sia quello storico, promuovendo il rispetto e la conoscenza di una delle gemme più nascoste e affascinanti della Sardegna.
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