
Nel novembre 2022, Napoli si è trasformata in un crocevia internazionale per l’educazione museale. La città ha ospitato la prima edizione dell’EDI Global Forum, un evento promosso dalla Fondazione Morra Greco che ha radunato esperti da ogni parte del mondo. Professionisti con background diversi, ma tutti uniti da un obiettivo: ripensare il ruolo della cultura come leva educativa. Non si trattava solo di parlare, ma di costruire un punto d’incontro stabile, un vero e proprio hub globale dove innovazione e collaborazione potessero crescere fianco a fianco. Un riconoscimento importante: l’educazione museale come infrastruttura essenziale, spesso invisibile ma fondamentale.
Ora, alla soglia della terza edizione, il Forum torna più vivo che mai. Dal 18 al 20 marzo, Napoli riapre le sue porte a delegati provenienti da 94 musei e istituzioni di 23 paesi. Tre giorni di confronti intensi, con keynote, tavole rotonde e laboratori che non si limiteranno alle sale di conferenza, ma si diffonderanno in tutta la città.
EDI Global Forum: quando la didattica museale diventa dialogo internazionale
L’EDI Global Forum nasce dalla voglia di costruire uno spazio concreto per chi si occupa di didattica museale e culturale. Già alla prima edizione ha richiamato operatori specializzati che hanno mostrato come la cultura non sia solo un’occasione di visita, ma un’occasione per sviluppare sensibilità e capacità critiche nel pubblico.
Dietro c’è la volontà di andare oltre il museo inteso come semplice contenitore di oggetti o custode del patrimonio. La didattica museale diventa così un vero e proprio sistema di pratiche e collaborazioni, che coinvolge musei, accademici, artisti e tecnologi. Nei vari incontri, i partecipanti condividono esperienze e metodi per inventare nuovi modi di fare educazione.
Napoli, con la sua storia e le sue istituzioni come il MANN e la Fondazione Morra Greco, non è solo sfondo ma parte attiva di questo dialogo. Dal confronto fra operatori culturali fino alla costruzione di alleanze internazionali, EDI si conferma un punto di riferimento per chi vuole ripensare la cultura sotto la lente dell’educazione e della partecipazione.
“Beyond Images”: il tema che guida la sfida del Forum 2026
La terza edizione del Forum si svolgerà in luoghi simbolo della città, dalla Fondazione Morra Greco al MANN, passando per l’Albergo dei Poveri e La Santissima. Eventi, esposizioni e dibattiti saranno aperti anche al pubblico, con prenotazioni online. Il filo conduttore è una sfida attualissima: come educare alla sensibilità e al pensiero critico in un mondo dominato dalle immagini digitali.
Viviamo immersi in immagini che si susseguono veloci e spesso in modo superficiale, cambiando il modo in cui ci soffermiamo davanti a un’opera d’arte. Serve allora un nuovo approccio, che allunghi lo sguardo e rallenti il ritmo: è il “slow watching”, un invito a osservare con calma e consapevolezza, andando oltre l’immediatezza tipica della comunicazione visiva di oggi.
Gli organizzatori vogliono coinvolgere non solo musei, ma anche artisti, creatori di contenuti e piattaforme tecnologiche, per influenzare il modo in cui la società interpreta le immagini. L’idea è quella di promuovere una cultura della riflessione, fondamentale per affrontare con senso critico la produzione visiva in continua evoluzione.
Il programma del Forum: educazione, tecnologia e inclusione al centro
L’edizione 2026 si articola su tre grandi temi. Il primo, Visual Literacy e Pensiero Critico, propone panel e workshop che mettono a disposizione strumenti neuroscientifici e museali per insegnare a leggere e interpretare le immagini con attenzione e consapevolezza. Un’esigenza che cresce: formare persone capaci di giudicare in modo autonomo ciò che vedono.
Il secondo tema, Intelligenza Artificiale, Arte ed Etica, affronta come l’AI stia cambiando la creazione, la conservazione e il mercato dell’arte. Ricercatori, esperti di autenticazione e rappresentanti di organizzazioni come ICOM metteranno a fuoco opportunità e responsabilità legate all’arrivo dell’intelligenza artificiale nel mondo culturale.
Il terzo tema, The Gentle Museum, indaga come i musei possano diventare spazi davvero inclusivi. Partendo dalle esperienze di persone con disabilità, anziani e soggetti neurodivergenti, si cercheranno modelli educativi che valorizzino le differenze e trasformino fragilità in risorse culturali, aprendo così le porte a una partecipazione più ampia e autentica.
Tra gli appuntamenti da non perdere, la Lectio magistralis di Glenn Lowry, storico direttore del MoMA, i dibattiti sull’attenzione visiva con esperti come Giorgio Abeltino di Google Arts & Culture e Maurizio Corbetta dell’Università di Padova. Senza dimenticare le mostre di artisti come Manfred Pernice e Diego Perrone, ospitate nella Fondazione Morra Greco.
Napoli si conferma così un laboratorio aperto e innovativo per la didattica museale, ospitando un Forum che intreccia cultura, arte e tecnologia con uno sguardo rivolto al mondo.
