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Polizzi Generosa e le Madonie in un Libro Fotografico di Sandro Scalia: Il Fascino Tra Rovine e Natura

A quasi 900 metri di quota, nel cuore delle Madonie, restano i ruderi dell’antica Chiesa del Santo Spirito. Fondata nel XV secolo dai frati domenicani, oggi è solo un mucchio di pietre consumate dal tempo, che si affacciano silenziose sulla valle sottostante. Intorno, la natura sembra dipinta: montagne sfumate in una luce lattiginosa, paesaggi senza tempo. Dove un tempo sorgeva la chiesa, ora i bambini giocano a calcetto, corrono sotto il sole mentre le ombre dei ruderi li osservano immobili. Poco più in là, un sentiero innevato si perde tra foglie dorate e nuvole dense. Un’ombra incerta avanza con un bastone in mano. Queste scene, catturate tra il 2009 e il 2025, raccontano Polizzi Generosa attraverso l’obiettivo di Sandro Scalia, siciliano che qui ha mosso i primi passi da artista.

Sandro Scalia, il fotografo che guarda Polizzi Generosa con occhi attenti

Sandro Scalia, nato a Ragusa nel 1959, da anni osserva con cura e rispetto i paesaggi nascosti della Sicilia e i borghi che ancora portano le tracce del tempo. Il suo libro “Politij”, uscito nel 2025 grazie alla Biblioteca comunale di Polizzi Generosa e a un progetto culturale legato al PNRR, raccoglie questa sua ricerca. Il titolo stesso richiama le antiche radici del paese, suggerendo un legame profondo con la sua storia.

Scalia sceglie di mostrare scene senza persone o animali: come osserva la filosofa Martine Gasparov, “non ci sono esseri umani”, né creature domestiche o selvatiche; l’unica vita che si percepisce è quella delle pietre e delle piante, nelle loro forme più genuine. Questo modo di fotografare crea una sorta di vuoto carico di significato, che mette in luce il rapporto primordiale tra natura e vestigia architettoniche.

Tra le sue immagini troviamo boschi, noccioleti e vallate d’inverno, spazi sospesi nel tempo. Non mancano i segni dei roghi estivi, che però non hanno spento la forza del paesaggio. Ci sono radure silenziose, tronchi contorti, rocce levigate e ruderi consumati dal tempo: elementi che insieme raccontano una storia senza parole e senza fretta.

Tra architetture e tracce umane: Polizzi Generosa nelle foto di Scalia

Accanto ai paesaggi naturali, le foto di Scalia mostrano anche l’impronta dell’uomo sulle Madonie. Emergono così immagini dettagliate di chiese, palazzi nobiliari, orti, giardini, magazzini e antiche costruzioni rurali. Attraverso il suo obiettivo si possono ammirare i tesori della Chiesa Madre, come il monumento funebre settecentesco di Placido Caruso e il trittico di Rogier van der Weyden custodito al suo interno. La Cappella Notarbartolo, del 1524, offre scorci di raffinata argenteria e un’eucaristica scolpita che racconta l’arte degli artigiani.

Scalia si sofferma anche su affreschi in rovina, intarsi barocchi e opere di scultori e pittori come Domenico Gagini, Donato Creti e Joannes de Matta, conservate nelle chiese di Santa Margherita, San Gandolfo e del Carmine. Oltre ai capolavori, le immagini indugiano su spazi dimenticati, depositi temporanei o ambienti da restaurare, con banchi di scuola impilati, organi antichi e mobili coperti dalla polvere. Sono segni di un passato che sembra sospeso, che vive solo attraverso queste fotografie.

Giardini abbandonati, giostrine arrugginite, carcasse di auto solitarie immerse nel verde raccontano una nostalgia sottile, amplificata dalle collezioni del Museo Ambientalistico Madonita, con animali impagliati e reperti immobili in un silenzio quasi solenne. In queste foto, lo spazio diventa memoria viva di un borgo che conserva intatto il suo fascino, grazie al dialogo tra natura e storia.

Un racconto visivo nato dall’esperienza di Sandro Scalia

“La serie Politij non è un semplice reportage. È un lungo viaggio estetico e personale attraverso i paesaggi di Polizzi Generosa”, spiega l’artista. Il suo obiettivo non si limita a documentare: racconta con una sensibilità che nasce dal camminare lento, quasi meditativo, lungo i sentieri del territorio. La fotografia di Scalia nasce da un rapporto profondo con i luoghi, lontano da quella spettacolarizzazione tipica delle immagini turistiche o promozionali. Niente colori esagerati o cartoline, ma frammenti di realtà mostrati con chiarezza.

Le sue foto accostano ampie vedute e dettagli intimi, storie di oggetti antichi e scorci di natura. Ogni immagine invita a fermarsi, a lasciarsi avvolgere dalla calma del paesaggio. È una narrazione che si muove tra luoghi vissuti e spazi dimenticati, tra ambienti domestici e panorami aperti, restituendo uno sguardo che oscilla tra passato e presente, tra memoria e attesa.

Polizzi Generosa, tra la voce di Borgese e l’eredità culturale

Parlando di Polizzi Generosa, non si può dimenticare Giuseppe Antonio Borgese, figura di rilievo della cultura italiana, esule antifascista e studioso che ha sempre avuto un legame profondo con questo borgo. Nel 1950, sulle pagine del “Corriere della Sera”, descrisse la sua terra natia con parole vive e coinvolgenti. La sua Polizzi appare “drappeggiata nel suo superbo epiteto”, isolata tra olivi e oleandri, con il mare d’Imera che si staglia in lontananza.

Il nome “Polizzi Generosa” racchiude la storia: “Polizzi” dal greco polis, città, e “Generosa”, titolo concesso da Federico II nel 1234, segno di un’epoca di splendore che ha intrecciato tradizioni arabe, normanne, latine, bizantine ed ebraiche. Il borgo ha raggiunto il suo massimo sviluppo nel Rinascimento, lasciando tracce materiali e immateriali ancora da scoprire e proteggere. Oggi il patrimonio artistico e culturale, anche grazie al lavoro fotografico di Scalia, è una memoria preziosa che chiede cura per rafforzare l’identità e il futuro di questa comunità madonita.

L’atlante visivo e letterario costruito attorno a Polizzi Generosa lega passato e presente con immagini dense e parole autorevoli, aprendo nuovi orizzonti di conoscenza e rispetto per un borgo che resta, nel tempo, un autentico teatro di cultura e natura.

Redazione

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