
Polignano a Mare si trasforma in un laboratorio d’arte condivisa. Roberto Cuoghi, artista modenese classe ’73 e vincitore quest’anno del premio della Fondazione Pascali, ha scelto di non occupare da solo la sede principale e la vicina Exchiesetta, chiesa sconsacrata. Al contrario, ha aperto gli spazi ad altri cinque giovani artisti pugliesi, dando vita a una convivenza creativa che durerà fino a maggio 2026. Cinque mini mostre personali, selezionate insieme al direttore del museo, Giuseppe Teofilo, per raccontare voci diverse in dialogo.
Da questo intreccio nasce “Sottovetro”, una serie di interviste che accompagna l’esposizione e fa emergere le storie dietro le opere. L’ultimo capitolo ha acceso i riflettori su Michela Rondinone, giovane artista materana del ’99, con “Tentativi di fioritura”. Le sue parole, raccolte da Artribune, svelano un mondo sospeso tra gioco e fragilità, fatto di materiali semplici e tensione sottile. Un universo che si lascia esplorare, senza fretta.
Roberto Cuoghi cambia le regole del gioco a Polignano a Mare
Roberto Cuoghi, tra i nomi più importanti della sua generazione, ha dato il via a questa mostra con un’idea che rompe gli schemi tradizionali della città pugliese. La Fondazione Pascali, che dal 1969 celebra ogni anno l’artista a cui è dedicata, ha deciso di affiancare al premio un progetto che ridisegna lo spazio in modo collettivo e radicato nel territorio. Cuoghi non si è limitato a usare la chiesa sconsacrata Exchiesetta — una vetrina sulla strada spesso riservata alle sue opere — ma ha aperto le porte a giovani artisti locali, creando un calendario di esposizioni brevi che dureranno fino a maggio 2026.
Così ogni artista è chiamato a confrontarsi con l’eredità di Cuoghi e con il pubblico di Polignano, dando vita a un mosaico di voci e linguaggi diversi. L’idea è chiara: non un monologo, ma un dialogo aperto, dove il “maestro” fa da guida senza monopolizzare lo spazio. È una scommessa sul futuro e sulla crescita di una scena artistica pugliese vivace e in fermento.
Da un punto di vista culturale, il progetto rompe con le consuete modalità di mostrare l’arte e punta su un modello di collaborazione locale, mettendo in luce le diversità di stile e ricerca che animano i giovani talenti pugliesi. Nasce così una rete artistica fresca e solida, capace di parlare non solo al pubblico della regione, ma anche a quello internazionale che segue Cuoghi.
Michela Rondinone: il gioco come strada per l’arte vera
Michela Rondinone è un’artista che evita definizioni facili e rigide. Il suo lavoro nasce da materiali semplici, quasi “infantili”, ma non per mostrare abilità tecnica o perfezione. Qui conta il “tentativo”, il gesto sincero che accetta il rischio di sbagliare, più che il risultato finale.
Il gioco è il cuore delle sue opere. Non un passatempo, ma un modo per liberarsi dalla necessità di fare qualcosa di coerente o funzionale. Lo spazio artistico diventa così un terreno di sperimentazione, dove si può apparire leggeri o incerti, ma senza perdere quella sottile tensione che tiene tutto in equilibrio. Rondinone usa un’immagine molto chiara: camminare su una linea immaginaria sospesa nel vuoto. Un equilibrio precario, che sembra gioco ma richiede attenzione e fatica.
La sua arte non segue un percorso lineare o programmato. Piuttosto, si lascia guidare da impulsi che tornano ciclicamente: un fiore di plastilina, un oggetto trovato per caso, una canzone che gira in loop. Questi elementi ritornano come un boomerang, senza danneggiare nulla, ma creando continuità e profondità.
“Ri-scrivere il quotidiano”: il caso che diventa arte
Un tratto forte del lavoro di Rondinone è la capacità di cogliere frammenti anonimi della vita di tutti i giorni, pezzi di realtà che emergono dal caos e diventano carichi di senso. Nel suo progetto “Ri-scrivere il quotidiano”, che porta avanti da tempo, recupera biglietti scritti a mano trovati per strada, senza alcuna vena romantica. Sono istanti fugaci, piccoli momenti personali o d’impulso, che per caso diventano pubblici.
Il valore di questo lavoro sta proprio nel gesto involontario che trasforma il privato in pubblico e infine in arte. Rondinone non si interessa tanto al contenuto, quanto a quel passaggio, a quella potenzialità. È un approccio che scarta la sentimentalità per puntare sul caso, sull’imprevisto, sulla non intenzionalità.
Anche la musica entra in questo processo come un sottofondo invisibile che modifica tempi e forme senza essere il tema esplicito. Una canzone che si ripete crea una partitura nascosta, che guida inconsciamente le sue scelte. Questo ritorno ciclico diventa un punto fermo, un centro di gravità stabile per tutta la sua ricerca.
“Sottovetro”: cinque voci emergenti raccontano la nuova scena pugliese
La raccolta di interviste intitolata “Sottovetro” vuole richiamare l’idea dello spazio espositivo come luogo di osservazione attenta e vita pulsante. Artribune ha scelto cinque giovani artisti selezionati da Cuoghi per raccontare i loro percorsi, le passioni e i pensieri che animano la scena artistica pugliese oggi.
Tra queste storie spicca quella di Michela Rondinone, capace di raccontare con parole semplici e dirette una filosofia artistica che mette al centro l’autenticità del processo creativo. Le testimonianze confermano quanto la nuova generazione stia cambiando il modo di intendere spazio, tempo e linguaggio nell’arte contemporanea.
Questa iniziativa rilancia il ruolo della Fondazione Pascali non solo come luogo espositivo, ma come laboratorio di idee e piattaforma dove i talenti locali incontrano artisti di fama internazionale. Fino al 2026, sarà un’esperienza da seguire con attenzione nel panorama culturale italiano.
