A meno di un’ora da Torino, il Castello di Agliè si erge come un custode silenzioso di storie antiche e bellezze naturali. Varcare quel cancello è come aprire un libro di storia che parla di secoli di vicende sabaude, ma non solo: stanze raffinate, mobili d’epoca e giardini che sembrano sospesi nel tempo. Qui, il rumore della città lascia spazio a un’atmosfera fatta di dettagli preziosi e quiete. Un luogo dove la storia e la natura si intrecciano, invitando chiunque voglia prendersi una pausa dal quotidiano.
Il castello nasce su un’antica struttura difensiva medievale, una delle più vecchie testimonianze nella zona intorno a Torino. Nel Seicento, il conte Filippo San Martino d’Agliè lo trasformò da fortezza a dimora di prestigio. Ma è nel Settecento che arrivò la svolta: nel 1765, Carlo Emanuele III lo donò a suo figlio Benedetto Maria Maurizio, duca del Chiablese, che mise mano a un grande restyling.
Non fu solo il castello a cambiare; anche il borgo intorno si rifacque il look, trasformandosi in uno dei luoghi più raffinati del Piemonte. La residenza divenne presto un punto di riferimento per la famiglia reale sabauda, con interni restaurati e arricchiti da arredi e collezioni di grande valore. Un patrimonio che ancora oggi racconta storie di un passato ricco e variegato.
Camminare tra gli appartamenti storici significa entrare in un racconto fatto di decorazioni, mobili originali e opere d’arte che parlano di un’epoca lontana ma ancora viva. I saloni, con le loro decorazioni settecentesche, sono un richiamo al gusto e alla cura di chi li abitò.
Tra le stanze più affascinanti c’è la Sala Tuscolana, dove si conservano reperti archeologici provenienti da una villa reale vicino Frascati. Un omaggio alla storia romana e al legame con altre dimore nobiliari italiane. Il castello ospita anche mostre, tra cui quella recente “Ricordi di viaggio. Dipinti dal Giappone al Castello di Agliè”, con ventuno dipinti giapponesi dell’Ottocento e vasi rari portati dal duca Tomaso di Savoia-Genova durante un viaggio in Giappone tra il 1879 e il 1881.
I kakemono restaurati, le armature da samurai e le pitture di artisti come Kawanabe Kyōsai raccontano un sorprendente incontro tra la cultura sabauda e quella orientale. Un dialogo tra mondi lontani che il Piemonte ha saputo accogliere e far convivere, offrendo ai visitatori un’esperienza unica.
Il parco del castello si estende su ben 34 ettari, un’area verde che invita a passeggiate tra viali alberati, radure ampie e alberi secolari. Il disegno paesaggistico richiama il Settecento, arricchito da elementi scenografici come la Fontana dei Fiumi, uno degli scorci più suggestivi e fotografati.
Il giardino non è solo un luogo di bellezza naturale, ma un’estensione della dimora, pensata per unire fascino e simboli nobiliari. Qui la natura accompagna la vita di corte con quiete e stupore.
Dal 1997 il Castello di Agliè è parte delle Residenze Reali Sabaude riconosciute dall’Unesco, insieme a luoghi come il Palazzo Carignano e la Reggia di Venaria. Il parco e gli spazi aperti completano la visita, offrendo un’esperienza che va oltre il classico museo, unendo natura, arte e storia in un unico percorso.
Il castello è aperto tutti i giorni tranne il martedì, quando chiude per manutenzione. Gli orari sono dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, con ultimo ingresso alle 17. Il biglietto per visitare gli interni costa 8 euro.
Chi preferisce solo il giardino può acquistare un biglietto a 3 euro, oppure scegliere il combinato parco e giardino a 5 euro. Sono previste riduzioni per giovani, minori e possessori di card museali, oltre a tariffe agevolate per altre categorie.
Raggiungere Agliè è semplice: in auto si impiega meno di un’ora da Torino, seguendo la strada verso il Canavese. Per chi usa i mezzi pubblici, c’è la possibilità di combinare treno e autobus partendo dalle principali stazioni cittadine. Un’opportunità perfetta per una gita culturale senza troppi pensieri, immersi nella storia e nello splendore sabaudo.
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