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Gelateria Sogni di Ghiaccio: il collettivo artistico di Bologna festeggia 10 anni e lancia un crowdfunding

Nel cuore di Bologna, dieci anni fa, nasceva una gelateria che non si limitava a servire dolci freddi. Sogni di Ghiaccio non è mai stata solo una gelateria, ma un laboratorio d’arte indipendente, un rifugio per chi, appena uscita dall’università, si scontrava con un mondo artistico spesso chiuso e difficile da attraversare. Oggi, quasi 150 artisti possono dire di aver trovato lì il loro spazio, una casa lontano dalle gallerie tradizionali. Da un piccolo progetto nato dal basso è cresciuto un collettivo vibrante, capace di animare le strade di Bologna con nuove idee e sperimentazioni. Ora, con il decimo anniversario alle porte, si apre un nuovo capitolo: una campagna di crowdfunding che chiede sostegno a tutta la comunità per mantenere viva questa realtà unica e indipendente.

Una risposta dal basso: come è nata la Gelateria Sogni di Ghiaccio

Era il 2016 quando, in via Tanari Vecchia, tre giovani artisti – Filippo Marzocchi, Mattia Pajè e Marco Casella – decisero di mettere in piedi qualcosa di diverso. Non una galleria tradizionale, ma uno spazio laboratorio, un luogo dove superare quel gap che spesso si crea tra la fine degli studi e l’ingresso nel mondo reale dell’arte contemporanea. Un vuoto che in tanti avvertono come un silenzio assordante, che blocca la crescita e impedisce di fare rete. L’idea era semplice ma ambiziosa: aprire le porte a ogni disciplina artistica, senza troppe regole, puntando su progetti autofinanziati e sull’autonomia creativa. Il nome, preso da un’opera di Roberto Fassone, ha da subito evocato un’atmosfera poetica e un po’ misteriosa, che ha accompagnato tutte le attività.

Libera espressione e collettivo in crescita: il percorso di dieci anni

Da subito, la Gelateria ha accolto quasi 150 artisti, con linguaggi diversi e idee fresche. La parola chiave è stata libertà: niente imposizioni, nessun filtro rigido, solo spazio e tempo per sperimentare. La prima mostra fu di Rachele Maistrello, e da lì è partito un percorso fatto di esposizioni, performance, installazioni temporanee e momenti di incontro con il pubblico. Negli ultimi anni, lo spazio ha cambiato pelle: da galleria a punto di ritrovo, da luogo espositivo a scena di scambi e collaborazioni. Il gruppo che gestisce le attività si è allargato, coinvolgendo persone con background diversi, fino a diventare un “friends-run space”, uno spazio gestito da una rete di persone che lo vivono e lo fanno vivere con un obiettivo comune. Una maturazione importante, senza mai perdere quella voglia di apertura e autonomia.

Dieci anni di sfide e conferme nel panorama bolognese

Fare un bilancio non è semplice per chi, come il collettivo della Gelateria, evita le autocelebrazioni e punta piuttosto sulla forza del lavoro collettivo. Questo spazio è diventato un punto di riferimento per tanti giovani artisti, offrendo occasioni che spesso mancano nelle istituzioni o nei circuiti commerciali. Mentre altre realtà simili hanno chiuso o cambiato radicalmente, la Gelateria ha mantenuto il passo, adattandosi ma restando coesa. Eventi, mostre e performance sono cresciuti, e la sua forza sta proprio nella capacità di trasformare le difficoltà – dalla mancanza di fondi alla precarietà organizzativa – in opportunità per rinnovarsi. Così, in una città con una lunga tradizione artistica ma anche con tante sfide, la Gelateria continua a pulsare grazie all’impegno diretto di chi la anima.

Spazio agli artisti, fuori dai circuiti rigidi

Uno dei punti di forza della Gelateria è il suo approccio semplice e partecipato. A differenza delle istituzioni, spesso rigide e selettive, qui si lavora in modo più libero e immediato. Gli artisti possono provare senza dover seguire linee editoriali o logiche di mercato. Non è un luogo dove manca cura o attenzione, ma dove l’urgenza creativa e la relazione diretta tra chi fa arte e chi la vive vengono prima di tutto. Uno spazio gestito da artisti per artisti offre una rapidità e una flessibilità difficili da trovare altrove. La varietà delle iniziative e il dialogo tra discipline diverse rendono l’ambiente vivo e coinvolgente, una vera comunità che condivide obiettivi e tensioni, senza perdere la voglia di sperimentare insieme.

Crowdfunding: la sfida per il futuro

Per festeggiare i dieci anni e guardare avanti, il collettivo ha lanciato una campagna di crowdfunding, un passo nuovo rispetto al modello di autofinanziamento tradizionale. Per la prima volta si chiede un sostegno più ampio, non solo a chi frequenta la Gelateria, ma anche a chi, da lontano, vuole dare una mano concreta. I fondi raccolti serviranno a sostenere una stagione di eventi ricca, che nel 2024 ha già superato i 30 appuntamenti, e a consolidare l’impegno di chi dedica tempo ed energie a questo spazio. Il crowdfunding è uno strumento per mantenere alta l’autonomia, coinvolgendo la comunità artistica e il pubblico in modo diretto e trasparente. Così si rafforza un modello di gestione basato sulla fiducia e sulla collaborazione, capace di adattarsi ai tempi e di raccontare un’esperienza ormai radicata nella scena culturale bolognese.

Redazione

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