Il 22 aprile, giorno del Natale di Roma, il Forte Aurelia ha aperto di nuovo le sue porte dopo un silenzio durato un decennio. Non si trattava solo di un evento simbolico: questa antica fortezza, eretta dopo l’Unità d’Italia per proteggere la città, si è trasformata in un vero e proprio polo culturale nella periferia romana. Quel giorno, tra gli ospiti, il sindaco Roberto Gualtieri e i ministri Giancarlo Giorgetti e Alessandro Giuli, insieme ai vertici della Guardia di Finanza, ancora custode dell’area all’interno della caserma Cefalonia Corfù. Un tempo deposito militare, oggi il Forte è pronto ad accogliere mostre, eventi e iniziative, immerso in sei ettari di verde che raccontano la storia e la rinascita di un luogo tanto antico quanto vivo.
Il Forte Aurelia si trova in via Aurelia Antica 443, un indirizzo che può sembrare lontano dal centro, ma che racchiude un pezzo importante della difesa della Capitale. Costruito tra il 1877 e il 1881, faceva parte del “campo trincerato”, un sistema di fortificazioni a cerchio intorno a Roma, pensato per proteggere la nuova Capitale del Regno d’Italia. Sono quindici i forti realizzati per questo scopo, accompagnati da quattro barriere, disposti lungo un anello di circa 37 chilometri, a una distanza media di 5 chilometri dalle antiche Mura Aureliane. Nel corso degli anni, Forte Aurelia ha avuto diverse vite: da presidio militare dopo l’Unità d’Italia, a rifugio per sfollati e ospedale della Croce Rossa durante la Seconda guerra mondiale. Poi è diventato deposito e magazzino. Quando sono iniziati i lavori di restauro nel 2016, la struttura conservava ancora gran parte del suo aspetto originale, nonostante alcune modifiche e demolizioni subite nel corso del Novecento.
Il recupero, durato un decennio, ha richiesto interventi delicati per salvaguardare tracce e dettagli che raccontano le diverse fasi della vita del forte. Chi ha lavorato al progetto ha voluto rispettare l’anima originale dell’edificio, rafforzandone però la capacità di ospitare visitatori e eventi culturali. Sono stati restaurati circa 4.000 metri quadrati di spazi coperti e sei ettari di aree esterne, oggi pronti ad accogliere eventi, visite guidate e mostre, sia temporanee che permanenti. Durante la cerimonia di riapertura, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato di una “trasformazione corale”, capace di unire tutela e innovazione. Forte Aurelia non è solo un monumento, ma uno spazio vivo, che guarda anche alle sfide contemporanee come la sostenibilità ambientale e il rapporto tra patrimonio e città.
L’ingresso al Forte Aurelia è gratuito, ma è obbligatoria la prenotazione, una scelta che dimostra l’attenzione per la cura del sito. Per prenotare basta scrivere a prenotazione.forteaurelia@gdf.it, indicando i dati personali e le informazioni sul veicolo per l’accesso al parcheggio interno. Le visite si svolgono in due turni, alle 14:30 e alle 15:30, per garantire un’esperienza ordinata e piacevole. Il Forte Aurelia fa parte di un progetto più ampio del Comune di Roma, che punta a valorizzare siti storici meno conosciuti nelle periferie e nei quartieri limitrofi, come Bravetta e Boccea, dove altri lavori sono in corso. Questa rete di luoghi offre l’occasione di scoprire una Roma meno nota, spesso dimenticata, ma ricca di storia e potenzialità culturali, a pochi passi dal centro. Forti come questo tornano a vivere, diventando spazi di socialità e conoscenza.
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