Il 13 maggio 2024, Catherine, principessa del Galles, ha messo Reggio Emilia sotto i riflettori con la sua prima apparizione pubblica all’estero dopo aver annunciato la diagnosi di cancro. Un momento carico di significato, che ha attraversato luoghi emblematici come la Sala del Tricolore e le scuole dell’infanzia, simboli di storia e innovazione. Nulla è stato lasciato al caso: la scelta della città emiliana riflette un impegno profondo, capace di coniugare tradizione e futuro, in un percorso che ha mostrato al mondo un territorio ricco di valore e speranza.
La giornata è iniziata all’aeroporto di Parma, dove la sicurezza ha scandito ogni passo della visita. Da lì la principessa si è diretta verso il centro amministrativo di Reggio Emilia. La prima fermata è stata la Sala del Tricolore, dentro il Municipio, dove si è svolta una cerimonia a porte chiuse riservata alle più alte cariche locali. Un luogo carico di storia, che ospita funzioni civili e istituzionali fondamentali per l’identità reggiana e italiana. L’incontro, semplice e sobrio, ha sottolineato il legame profondo tra la città e le istituzioni, rafforzato oggi dalla presenza della principessa. La Sala del Tricolore resta un simbolo di unità nazionale e memoria storica, un ponte tra passato e presente dove si incrociano ideali e progetti futuri.
Il cuore della visita si è spostato poi sul terreno educativo, con la tappa al Centro Loris Malaguzzi. Qui nasce il Reggio Emilia Approach, un modello pedagogico famoso in tutto il mondo, che mette il bambino al centro, valorizzandone la creatività e il potenziale fin dai primi anni di vita. Kate Middleton ha voluto sottolineare proprio questo aspetto, da sempre al centro dei suoi interessi.
Il metodo di Reggio Emilia non è solo un approccio scolastico, ma un esempio di innovazione e inclusione educativa riconosciuto a livello globale. Da decenni influenza educatori e scuole, puntando su esperienze personalizzate e sul rispetto della dignità dei più piccoli. La visita è stata anche l’occasione per ribadire l’impegno personale della principessa, già manifesto con la fondazione nel 2021 del Royal Foundation Centre for Early Childhood.
Durante il percorso è stata messa in luce anche la collaborazione con altri luoghi simbolo della città, come il Remida, spazio dedicato al riciclo creativo. Qui si promuovono pratiche sostenibili e di riuso materiali, inserite in un progetto più ampio di educazione ambientale e responsabilità civica. Le scuole dell’infanzia visitate hanno confermato la vocazione pedagogica di Reggio Emilia, dimostrando un’offerta educativa di alto livello e innovativa.
Una delle tappe più toccanti è stata la Sala del Tricolore, poco conosciuta ma ricca di storia. Fu qui, il 7 gennaio 1797, che venne adottato per la prima volta il tricolore verde, bianco e rosso, simbolo della neonata Repubblica Cispadana. Nel Palazzo Comunale di Reggio Emilia, i rappresentanti delle città emiliane si riunirono per approvare quella decisione che avrebbe segnato il cammino verso l’unità d’Italia.
La Sala, progettata da Ludovico Bolognini nel 1772, divenne così la sede politica e archivio di un momento cruciale della storia nazionale. Oggi ospita il Consiglio Comunale, funzioni civili e cerimonie commemorative. Al suo interno si conserva il prezioso Gonfalone cittadino, con decorazioni ricche di simboli: da un lato la Madonna della Ghiara con i santi protettori, dall’altro lo stemma con la scritta S.P.Q.R., in questo caso Senatus PopulusQue Regiensis.
La Sala del Tricolore resta un luogo dove si tiene viva la memoria storica dell’Italia, un patrimonio che il 13 maggio ha accolto un ospite di livello internazionale.
Chi vuole visitare la Sala del Tricolore può farlo gratuitamente. L’ingresso principale si trova nel Palazzo Comunale, in piazza Prampolini 1 a Reggio Emilia. Gli orari seguono quelli del Museo del Tricolore, ma la sala è spesso occupata da eventi istituzionali, matrimoni civili e sedute del consiglio comunale.
Per questo è consigliabile contattare prima gli uffici comunali per verificare la disponibilità. Chi si organizza in gruppo deve prenotare con anticipo. Per chi desidera una visita più approfondita, è possibile richiedere una guida storica contattando l’Associazione Nazionale Comitato Primo Tricolore, con cui il Comune ha una convenzione.
Queste modalità permettono di avvicinarsi a un luogo che racconta pagine fondamentali della storia italiana, offrendo un’esperienza culturale ricca e ben organizzata. Soprattutto nei periodi di maggiore afflusso o in occasione di eventi, è dunque consigliata una buona pianificazione per immergersi appieno nella storia nazionale in un ambiente prestigioso e poco conosciuto.
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