Una bocca enorme, spalancata, ti fissa appena arrivi in Via Gregoriana. Così si presenta Palazzo Zuccari, nel cuore di Roma, a due passi da Piazza di Spagna. Nessuno lo nota subito, nascosto com’è tra le vie tranquille vicino a Trinità dei Monti, ma una volta colpito dallo sguardo di quella facciata, difficile dimenticarlo. I romani lo chiamano la Casa dei Mostri, e il soprannome non è certo casuale: volti inquietanti, scolpiti nella pietra, sembrano usciti da un’altra epoca, o forse da un incubo. In un quartiere dominato dalla sobrietà e dalla grazia barocca, questo palazzo rompe gli schemi, giocando con simboli e forme che mescolano mistero e provocazione. Un piccolo enigma architettonico, nascosto tra le vie più eleganti della città eterna.
La storia di questo luogo inizia alla fine del Cinquecento, intorno al 1590, quando Federico Zuccari, pittore e uomo di cultura di rilievo, decise di comprare un terreno su uno dei colli più prestigiosi di Roma, sopra i resti degli antichi giardini di Lucullo. Qui non voleva solo una casa, ma uno spazio che fosse anche studio e luogo di incontro culturale, un modo per farsi riconoscere attraverso l’architettura. Lo stile, con chiari richiami al manierismo, si vede soprattutto nella bocca gigante che funge da ingresso, un richiamo evidente al Parco dei Mostri di Bomarzo. Quella bocca, forse una porta simbolica, conduceva un tempo a un giardino raccolto e raffinato, con siepi, rose e fontane, perfetto per la contemplazione.
Federico Zuccari voleva un’opera che fosse un manifesto, capace di sorprendere e far riflettere. Alla sua morte, nel 1609, aveva lasciato intendere che la casa potesse diventare un rifugio per artisti. Col passare dei secoli, il palazzo è stato modificato e ampliato, ma il legame con l’arte non si è mai spezzato. Nel Settecento, grazie a Maria Casimira Sobieska, regina di Polonia e abitante del palazzo, arrivarono importanti cambiamenti. L’architetto Filippo Juvarra realizzò nel 1702 un portico con sei colonne che si affacciano su Piazza Trinità dei Monti, aggiungendo una nota scenografica tipica del gusto dell’epoca. Così Palazzo Zuccari divenne tappa fissa del Grand Tour, meta per aristocratici europei in cerca di arte e cultura. Tra gli ospiti illustri si ricordano Winckelmann e Jacques-Louis David, che apprezzarono questa miscela di eleganza e stranezza.
La sorpresa davanti alla Casa dei Mostri è immediata. Via Gregoriana, strada tranquilla e poco frequentata, si apre all’improvviso su quella facciata che sembra quasi viva: il naso, gli occhi e la bocca scolpiti nella pietra catturano lo sguardo e non lo lasciano andare. Ma quel varco non è solo un curioso dettaglio artistico: è l’ingresso della Bibliotheca Hertziana, uno dei centri di studio più importanti al mondo sulla storia dell’arte italiana.
La collezionista Henriette Hertz acquistò l’intero complesso nel 1904 e da allora, dal 1913, il palazzo ospita una biblioteca gestita dal governo tedesco. La struttura unisce il fascino antico a interventi moderni: nel 2013 l’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg ha aggiunto spazi luminosi, passerelle e volumi in vetro che dialogano con il palazzo storico. Le visite sono per lo più riservate a studiosi, ma in alcuni periodi si aprono al pubblico con tour guidati. All’interno si trovano affreschi di Zuccari, soffitti decorati e una biblioteca che mescola arredi moderni a elementi antichi. Il palazzo racconta così due mondi, quello del passato e quello di oggi, in un dialogo raro da trovare nel cuore di Roma.
Palazzo Zuccari si trova dove Via Sistina incontra Via Gregoriana, poco sopra Piazza di Spagna. Il modo più semplice per arrivarci è partire dalla scalinata di Trinità dei Monti: saliti i gradini, basta girare a sinistra in Via Gregoriana e dopo pochi passi ecco spuntare la facciata sorprendente.
Per chi usa i mezzi pubblici, la fermata Spagna della metro linea A è perfetta: dalla stazione si raggiunge il palazzo in circa cinque minuti a piedi. Chi preferisce una passeggiata più panoramica può partire dal Pincio, attraversando terrazze e ville storiche con viste spettacolari sulla città, un modo perfetto per prepararsi a scoprire un angolo di Roma fuori dal comune. Qui la città si mostra prima con la sua luce e ordine classico, poi si apre all’improvviso un mondo di fantasia scolpita nel travertino, dove l’arte si fa strana e sorprendente.
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