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Cammino dei Tre Villaggi: il percorso più corto d’Italia ricco di tesori etruschi nella Tuscia

Vent’anni fa, quei sentieri erano quasi dimenticati. Oggi, il Cammino dei Tre Villaggi attrae chi vuole staccare dalla routine senza sfidare la fatica. Poco più di 20 chilometri, un anello che parte da Villa San Giovanni in Tuscia e si snoda tra Barbarano Romano e Blera. Borghi piccoli, ma carichi di storia e immersi in una natura che sorprende a ogni passo. Qui, le vestigia antiche si mescolano con boschi e panorami, offrendo un’esperienza intensa, capace di far sentire il respiro del passato e la freschezza del presente. Non serve essere escursionisti esperti: basta la voglia di scoprire qualcosa di autentico.

Dove si trova il cammino e da dove nasce

Il Cammino dei Tre Villaggi si snoda tutto nella provincia di Viterbo, nella zona chiamata Tuscia, che un tempo faceva parte dell’antica Etruria. Il nome del percorso deriva dai tre paesi che collega: Villa San Giovanni in Tuscia, Barbarano Romano e Blera. Ciascuno racconta a modo suo le radici della regione. Villa San Giovanni si è sviluppata dal XIV secolo, ma nel territorio si trovano tracce archeologiche molto più antiche, dall’epoca etrusca a quella romana. Barbarano Romano sorge su un rilievo tufaceo che domina una valle piena di monumenti naturali e archeologici, mentre Blera è uno dei centri più antichi della zona, già importante in epoca etrusca grazie alla sua posizione sulla Via Clodia. Essendo incastonata tra le vie Cassia e Clodia, questa zona è stata un crocevia di culture, commerci e scambi fin dall’antichità, lasciando sul territorio molte vestigia storiche.

Il percorso e le tappe: cosa aspettarsi

Il cammino si sviluppa su circa 20 chilometri, una distanza che si può coprire in una sola giornata, contando dalle 8 alle 9 ore con le pause. Il dislivello è contenuto: circa 440 metri nella versione classica, un po’ di più in quella panoramica. La difficoltà varia tra il livello E e EE , soprattutto nella valle del torrente Biedano, dove il sentiero si fa più impegnativo con passaggi esposti, rocce scivolose e radici affioranti. Qui serve prudenza, specialmente se il terreno è bagnato. Il percorso alterna mulattiere, tratti boschivi, pietraie, guadi e qualche breve tratto asfaltato, che però copre meno del 5% dell’intero itinerario. La bellezza del cammino sta proprio nella varietà dei paesaggi: tavolati tufacei, vallate strette e profonde, aree archeologiche ben conservate, pascoli e borghi storici si susseguono senza soluzione di continuità.

### Da Villa San Giovanni in Tuscia a Barbarano Romano

Si parte dal borgo di Villa San Giovanni in Tuscia, nato nel XIV secolo lungo la storica via Cassia, anche se la presenza umana sul territorio è molto più antica. Camminando per le sue vie si incontrano tracce etrusche e romane, come i resti di una villa del III-VI secolo d.C. e alcune necropoli rupestri nei dintorni. Lasciato il centro, il sentiero si apre su prati e campi che conducono al Parco Regionale Marturanum. L’ingresso a Barbarano Romano avviene attraverso la Porta Romana, inserita in un torrione cilindrico del Quattrocento, un segnale chiaro dell’atmosfera storica che si respira nel borgo.

### Da Barbarano Romano a Blera

Questo è il tratto più affascinante del cammino. Barbarano Romano si erge su una rupe di tufo che domina gole profonde scavate dall’acqua. Prima di incamminarsi, vale la pena visitare la Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente all’XI secolo, e i musei locali, tra cui quello archeologico dedicato alle necropoli rupestri e quello naturalistico. Il sentiero si addentra nel cuore del parco, toccando pareti di tufo e tombe antiche nascoste tra boschi ombrosi. Lungo la valle del torrente Biedano si alternano ambienti d’acqua e vegetazione che cambiano continuamente il paesaggio, fra vie cave etrusche e rilievi archeologici. Prima di arrivare a Blera si aprono panorami ampi che mostrano la conformazione vulcanica del territorio.

### Da Blera a Villa San Giovanni in Tuscia

L’ultima tappa attraversa il rilievo tufaceo su cui sorge Blera, città etrusca di grande importanza grazie alla vicinanza alla Via Clodia, una strada romana fondamentale per i collegamenti con Roma. Il borgo conserva un centro storico ben tenuto, la Chiesa di Santa Maria Assunta e musei come il Civico Archeologico Gustavo VI Adolfo di Svezia e Il Cavallo e l’Uomo. La camminata finale si snoda tra aree rurali attraversate da piccoli corsi d’acqua e siti archeologici meno noti. Il terreno più dolce e la vegetazione più rada invitano a rallentare il passo, per godersi gli ultimi scorci prima di tornare a Villa San Giovanni.

Come affrontare il cammino in sicurezza

Il Cammino dei Tre Villaggi può essere impegnativo in alcuni tratti più tecnici, quindi è importante prepararsi bene. Un paio di scarponi da trekking con suola robusta sono indispensabili per affrontare rocce umide e terreni irregolari. I bastoncini aiutano a mantenere l’equilibrio, soprattutto nelle discese e nei guadi. Non dimenticate di portare almeno un litro e mezzo d’acqua, perché lungo il percorso non ci sono fonti accessibili. Una giacca impermeabile leggera può tornare utile in caso di pioggia improvvisa, che in primavera e autunno non è rara. In estate le temperature possono superare i 30 gradi, quindi è meglio partire presto la mattina per evitare il caldo più intenso. Primavera e autunno sono le stagioni più indicate, con un clima più fresco e i paesaggi che si colorano di tinte calde. Prima di mettersi in cammino, controllate sempre le condizioni del terreno, soprattutto dopo piogge abbondanti: alcune zone, in particolare nella valle del Biedano, possono diventare scivolose e richiedere più attenzione.

Il Cammino dei Tre Villaggi è un’occasione preziosa per immergersi nella natura e nella storia dell’Italia centrale, in un itinerario ricco e concentrato. Chi vuole prendersela con calma può suddividere l’escursione in due giorni, visitando con calma musei e siti archeologici, trasformando così il cammino in un vero e proprio viaggio nelle radici della Tuscia etrusca.

Redazione

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