Nel Metropolitan Museum of Art di New York, tra capolavori famosi e schiere di visitatori, si nasconde un piccolo dipinto che spesso passa inosservato: la Madonna dei Fusi. Appesa a una parete secondaria del secondo piano, in un angolo tranquillo della sezione dedicata alla pittura europea, questa tela attribuita a Leonardo da Vinci e alla sua bottega non è certo la star del museo. Eppure, proprio questa sua discrezione rende l’incontro con l’opera un’esperienza inaspettata. Ha viaggiato molto, attraversando musei europei di prestigio prima di approdare a New York, portando con sé un alone di mistero e storie antiche.
La Madonna dei Fusi è piccola, appena 50 per 36 centimetri, e rischia di passare inosservata a chi si limita a uno sguardo frettoloso. Ma chi si ferma trova un quadro ricco di dettagli e significati. La scena mostra la Vergine Maria seduta accanto al Bambino Gesù, che gioca con un aspo, uno strumento usato per avvolgere la lana. Non è un semplice giocattolo: l’aspo incrociato tra le mani del Bambino richiama la crocifissione che lo attende, un simbolo carico di tensione e presagio. Eppure, Leonardo riesce a mantenere un’atmosfera di calma e delicatezza. Il Bambino appare tranquillo, quasi consapevole del suo destino, mentre la Madonna mostra un’espressione che mescola sorpresa e protezione, un ritratto di emozioni sottile e complesso, raro per quei tempi.
Non è solo la scena sacra a colpire, ma anche come Leonardo la racconta. Non vuole fermarsi all’immagine, ma scavare dentro i personaggi, coglierne i movimenti, gli sguardi, i sentimenti nascosti. La relazione tra madre e figlio si percepisce forte, resa ancor più viva dal gioco di luci e ombre e dalla cura dei dettagli anatomici.
La Madonna dei Fusi arriva oggi al Met grazie a un prestito del noto collezionista Kenneth C. Griffin, uomo d’affari e appassionato d’arte con una delle più importanti raccolte private al mondo. Dopo aver girato musei di primo piano in tutto il globo, il dipinto rimarrà in mostra a New York per un lungo periodo. In passato è stato esposto al Palazzo Comunale di Arezzo, all’Art Institute di Chicago e al Louvre, in occasione del 500° anniversario della morte di Leonardo.
Non è cosa da poco poter ammirare un’opera di Leonardo negli Stati Uniti. Oltre alla Madonna dei Fusi, infatti, l’unico dipinto permanente del maestro in America è la Ginevra de’ Benci, alla National Gallery di Washington, acquistata nel 1967 con una spesa record per l’epoca. Avere la Madonna dei Fusi al Met, anche se solo per un periodo, crea un legame importante tra la cultura rinascimentale europea e il pubblico americano, offrendo un pezzo di storia artistica di valore inestimabile.
La Madonna dei Fusi fu commissionata tra il 1501 e il 1505 da Florimond Robertet, segretario di Stato di Luigi XII, re di Francia. Lo conferma una lettera di Fra Pietro da Novellara, capo dei carmelitani a Firenze, indirizzata a Isabella d’Este, a testimonianza del valore politico e culturale dell’opera fin dal principio.
La storia del dipinto si intreccia con un’altra versione, la cosiddetta Madonna di Lansdowne, che prende il nome dalla sua antica proprietaria. Questa seconda versione si trova oggi nelle National Galleries of Scotland ed è stata protagonista di una vera e propria avventura: nel 2003 venne rubata dal castello di Drumlanrig da due falsi turisti, ma fu recuperata solo dopo quattro anni. Episodi come questo raccontano quanto siano ambite e preziose queste opere, oggetti di desiderio ma anche di tutela e ricerca.
La Madonna dei Fusi è un capitolo importante dell’arte rinascimentale italiana, riletto più volte dagli studiosi per la sua tecnica e lo stile, che si rifanno in parte a Leonardo e in parte alla sua bottega. I disegni preparatori conservati permettono di seguire le varie fasi creative e la collaborazione tra maestro e allievi. Ancora oggi, questa piccola opera continua a sorprendere per la sua forza evocativa e la sua storia affascinante, protagonista in uno dei musei più importanti del mondo.
Dieci anni, occhi grandi e un coraggio che non ti aspetti. Greta, protagonista di “Greta…
A 1207 metri sopra il livello del mare, il castello di Montségur domina un’altura rocciosa…
A Parigi, l’estate 2026 promette di essere un’esplosione di colori e forme, con mostre che…
Lucilla ha trent’anni e un sogno fragile tra le mani. Ha sempre cercato di adattarsi,…
Il 12 agosto 2026 il cielo si oscurerà completamente in alcune parti d’Europa, regalando uno…
A un miglio dalla costa di Panarea, un enorme cratere sottomarino si apre sotto le…