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Collettiva Giovani Artisti 2024: La 108ª Edizione della Bevilacqua La Masa a Venezia con 37 Artisti Innovativi

Nel cuore della laguna, tra calli e canali, Venezia apre ancora una volta le porte ai giovani talenti. La Fondazione Bevilacqua La Masa, con una storia che risale al 1908, non si ferma mai: ecco la 108ª Collettiva Giovani Artisti, un appuntamento che da oltre un secolo sostiene e lancia le nuove generazioni creative del Triveneto. Trentasette under 30, scelti tra quasi duecento aspiranti, espongono nella suggestiva Sala del Camino, ai SS. Cosma e Damiano in Giudecca. Un luogo raccolto, intriso di storia, che si sposa perfettamente con l’atmosfera vibrante della Biennale. Qui, la creatività giovane si fa voce concreta, pulsante, pronta a farsi notare.

Selezione serrata: da oltre 320 proposte a 46 opere in mostra

La Fondazione ha ricevuto 320 candidature da 190 giovani artisti del Triveneto, un numero che sottolinea l’ampia partecipazione e qualità della proposta. Una giuria composta da curatori, storici dell’arte e accademici ha valutato ogni proposta con attenzione, scegliendo 46 opere in grado di raccontare la pluralità dei linguaggi contemporanei. Si va dalla pittura tradizionale alla scultura, fino alle installazioni, video e performance: lavori che affrontano temi attuali e sperimentano materiali e forme sempre nuove. L’allestimento curato da Stefano Coletto valorizza ogni opera, inserendola con intelligenza nelle sale della Sala del Camino, creando un dialogo tra l’arte giovane e la storia di Venezia.

Durante l’inaugurazione sono stati annunciati anche i premi di acquisto, segno concreto dell’impegno della Fondazione a sostenere i giovani artisti. Tre riconoscimenti economici sono stati assegnati: il primo premio da 3.000 euro, il secondo e il terzo da 2.000 euro ciascuno. Le opere premiate entreranno a far parte della collezione permanente della Bevilacqua La Masa, contribuendo così a custodire e valorizzare il patrimonio artistico contemporaneo.

I vincitori: città in trasformazione, automazione inquietante e resistenza al fuoco

Il primo premio è andato a Duccio Cappelletti con “Playground”, un’opera che sovrappone un tappeto da gioco, simile a quelli dell’infanzia con strade, edifici e cantieri, a piccoli modelli di veicoli come elicotteri e carri armati. Il lavoro mette in scena la città come uno spazio vivo e in continua evoluzione: non è un’immagine statica, ma un gioco che cambia nel tempo, invitando a riflettere sulla complessità e le tensioni che attraversano le infrastrutture urbane. La città diventa così un gioco in cui le pedine raccontano storie di potere e trasformazione.

Il secondo premio è stato assegnato a Maurizio Segato ed Evelyn Roh per il video “Cantabile”, girato nei Paesi Bassi. Il lavoro esplora la fascinazione per la musica automatica attraverso immagini inquietanti di tasti di pianoforte che si muovono da soli. Riprendendo gli strumenti automatici del Speelklok Museum di Utrecht, il video crea un senso di disagio: la musica suona, ma manca l’esecutore umano, la presenza diventa assenza, e l’automazione sembra ferire il gesto artistico tradizionale.

Al terzo posto si posiziona “Eterno Ardente” di Daniel Bresolin, un’opera che parla di resistenza e inversione. Si tratta di una tavola di legno rivestita da carta da parati e di un piccolo arazzo di ceramica deformato al centro. Nonostante il fuoco che avrebbe dovuto distruggerlo, l’arazzo resta intatto. La carta da parati intorno amplifica questo senso di calore e resistenza, creando un forte contrasto tra distruzione e persistenza, raccontato con grande forza visiva.

Altri lavori da scoprire: società, consumismo e potere raccontati con materiali insoliti

Oltre ai premiati, la collettiva offre molte altre opere che spingono a riflessioni profonde. Tra queste, l’installazione in ceramica smaltata di Sebastiano Pallavisini, che indaga un ordine sociale matriarcale prendendo spunto dal comportamento aggressivo e gerarchico dei cinghiali. Al centro, un volto metafora della matriarca, da cui emergono piccoli cinghiali che la lacerano, a simboleggiare la crisi e le tensioni legate al potere e alla successione.

Gioele Provenzano presenta “Jenga Logistics”, una torre instabile di scatole di cartone che si fa monumento al consumo globale. La struttura, pronta a crollare toccando la trave del soffitto, racconta la fragilità dell’economia e la costante tensione tra accumulo e collasso.

Infine, Stefano Tolusso espone una portiera di Ford Fiesta sospesa a una trave, decorata con un arazzo che raffigura un topo schiacciato. L’immagine mette in scena la lotta del potere contro i più deboli e la storia del progresso umano che si è sviluppato affrontando la morte e la pestilenza, simboleggiate dal topo.

Un appuntamento da non perdere: arte giovane sotto le stelle di Venezia fino al 28 giugno 2026

La 108ª Collettiva Giovani Artisti si conferma un appuntamento imprescindibile per chi vuole scoprire le nuove tendenze dell’arte contemporanea nel Triveneto e oltre. La mostra, ospitata nelle sale storiche della Fondazione Bevilacqua La Masa in Giudecca, sarà aperta fino al 28 giugno 2026. Lo spazio intimo e raccolto esalta ogni lavoro, in perfetto dialogo con Venezia, una delle capitali artistiche più vive a livello internazionale.

Nel frattempo, Venezia ospita tutto l’anno importanti mostre come quelle di Michael Armitage e Amar Kanwar a Palazzo Grassi, o la rassegna dedicata ai 150 anni di Constantin Brancusi alla Galerie Negropontes, a conferma di una città che non si limita a celebrare il proprio passato, ma guarda al futuro con collaborazioni e visioni culturali sempre più ampie.

Redazione

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