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Festival di Spoleto 2026: Il Ritorno della Fondazione Carla Fendi con Giuseppe Penone e Bob Wilson, l’Intervista Esclusiva a Maria Teresa Venturini Fendi

Nel 2008 la Fondazione Carla Fendi aveva lasciato il Festival dei Due Mondi di Spoleto, ma ora, dopo quasi vent’anni, torna con forza e nuova energia. L’appuntamento è fissato per il 27 giugno 2026, quando Giuseppe Penone, artista dal tratto poetico, prenderà il centro della scena con una serie di interventi che promettono di lasciare il segno. Penone, autore anche del manifesto intitolato “Radici”, dà così un volto e un’anima a questa edizione. Ma c’è di più: un omaggio speciale a Bob Wilson, il grande regista scomparso nel 2025, si intreccia con un evento che fonde teatro, scienza e arte, un mix perfetto per la Fondazione Carla Fendi, che da sempre ama giocare su questi terreni.

Penone torna a Spoleto con installazioni e una scultura monumentale

Il 27 giugno 2026 Spoleto ospiterà tre installazioni di Giuseppe Penone, ampliando il suo linguaggio artistico con opere di grande impatto visivo ed emotivo. Al centro c’è “Le foglie delle radici”, una scultura monumentale che troverà spazio in Piazza Pinciani, cuore pulsante della città e cornice ideale per il lavoro dell’artista. Penone esplora qui la natura e la sua relazione profonda con il tempo e lo spazio, un tema che si intreccia perfettamente con lo spirito del festival. All’ex Battistero della Manna d’Oro sarà invece visibile “Ephemėris”, una mostra video con sette filmati che raccontano un dialogo tra natura e vita, curata dal critico Saverio Verini. Sempre sotto la sua guida, a Palazzo Collicola si svilupperà un percorso espositivo parallelo, a conferma della varietà e ricchezza dell’intervento di Penone nel cuore della manifestazione. Non è la prima volta che Penone lavora con la Fondazione Carla Fendi: nel 2017 aveva già lasciato il segno con “Foglie di Pietra” al Palazzo delle Esposizioni di Roma. A Spoleto, l’artista non si limita a lasciare un segno visivo, ma offre anche una riflessione profonda sulla storia, la natura e i cambiamenti del nostro tempo.

Premio Carla Fendi S.T.E.M. 2026: un tributo a Bob Wilson e alle arti performative

Durante il festival sarà consegnata la nona edizione del Premio Carla Fendi S.T.E.M., riconoscimento nato nel 2017 e solitamente dedicato a figure di spicco nel campo scientifico. Quest’anno però il premio va a Bob Wilson, il regista statunitense scomparso nel 2025. La cerimonia del 12 luglio vedrà Isabella Rossellini e Antonio Monda consegnare il premio a Charles Chemin, direttore artistico del Watermill Center, fondato dallo stesso Wilson nel 1992 come spazio dedicato all’incontro tra arte e scienze umane. Il premio richiama l’ultima lecture-performance che Wilson stava preparando insieme alla Fondazione Carla Fendi, intitolata “Have you been here before – 2 No this is the first time”, prevista al CERN di Ginevra, visitato dallo stesso regista poco prima di morire. Questo omaggio sottolinea il legame di Wilson con Spoleto, dove debuttò nel 1974 grazie a Gian Carlo Menotti, e riconosce il suo ruolo chiave nel rinnovare il linguaggio teatrale, dalla luce alle scenografie, lasciando un segno profondo nel teatro contemporaneo.

Maria Teresa Venturini Fendi: arte e scienza al centro della missione della Fondazione

Dal 2017, alla guida della Fondazione Carla Fendi c’è Maria Teresa Venturini Fendi, che ha preso le redini dopo la scomparsa prematura di Carla. Sotto la sua presidenza, la Fondazione ha ampliato il suo raggio d’azione, mettendo al centro il dialogo tra arte e scienza. Il suo interesse spazia dalla moda al teatro, fino alla fisica e alla robotica. Un esempio concreto è la collaborazione con il CERN di Ginevra, dove ha aperto il Padiglione Carla Fendi, uno spazio dedicato alla divulgazione del Big Bang e della materia, aperto gratuitamente a scuole e visitatori. L’incontro tra cultura umanistica e ricerca scientifica si traduce anche in eventi, conferenze e incontri con Premi Nobel e scienziati internazionali, avvicinando il grande pubblico a temi di frontiera come le onde gravitazionali e la materia oscura.

L’eredità culturale e il legame con Spoleto

La Fondazione Carla Fendi nasce nel 2007 con l’obiettivo di trasformare il mecenatismo tradizionale in un impegno culturale concreto. Carla Fendi, imprenditrice e filantropa scomparsa nel 2017, aveva scelto di dedicarsi alla cultura dopo essersi ritirata dal mondo della moda. Oggi la sua eredità continua grazie a Maria Teresa Venturini Fendi, che ha saputo integrare arte, scienza e innovazione. Il legame con Spoleto si vede non solo nella partecipazione al festival, ma anche nell’impegno per il restauro e la valorizzazione del Teatro Caio Melisso, nel cuore del centro storico, conosciuto come il teatro di Carla. La cittadinanza onoraria concessa a Carla a Spoleto testimonia l’affetto e la stima della città per il suo impulso culturale. Un ricordo personale della presidente racconta un gesto semplice ma significativo: Carla, attenta alla bellezza della città, si fermava a raccogliere anche un pezzo di carta per mantenere pulito il suo amato centro storico.

Tra tradizione e tecnologia: la Fondazione guarda al futuro

Oggi la Fondazione Carla Fendi si muove tra il rispetto della tradizione artistica e l’apertura alle nuove tecnologie digitali. Tra le sue ultime creazioni c’è un docufilm realizzato con l’intelligenza artificiale, curato dall’artista Gabriele Gianni, con una voce narrante generata da un algoritmo. Un esperimento che mostra le potenzialità di un settore destinato a rivoluzionare creatività e comunicazione, pur con tutte le incognite del caso. Il cuore della missione della Fondazione resta l’incontro tra arti visive, scienza e mecenatismo culturale, per portare innovazione nella divulgazione, nella formazione e nella produzione culturale. Un esempio concreto è il progetto “Tutto è numero”, dedicato a robotica e scienze computazionali, realizzato insieme a centri di ricerca prestigiosi come la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Dalla natura e dalla memoria al digitale e all’intelligenza artificiale, la Fondazione Carla Fendi sta tracciando una nuova strada per il mecenatismo culturale.

Redazione

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