A maggio 2026, nel cuore pulsante di Manhattan, Tappeto Volante apre le sue porte a Tribeca. Dopo anni trascorsi a Brooklyn, la galleria cambia sede, ma non il suo spirito. Paola Gallio, mente e cuore dietro il progetto, vuole un luogo vivo, lontano dalle logiche fredde del mercato, dove gli artisti emergenti possano davvero esprimersi.
Gli ultimi anni non sono stati facili: la crisi globale ha messo a dura prova il mondo dell’arte. Eppure, Tappeto Volante non solo ha resistito, ma ha consolidato la propria identità. Ora, in uno spazio condiviso, si intrecciano collaborazioni con altre gallerie affini, formando una rete solida che sostiene la creatività emergente. Qui, ogni mostra nasce dal dialogo tra artisti e pubblico, dando vita a un fermento autentico.
Nata a Brooklyn nel settembre 2020, in piena emergenza sanitaria ed economica, Tappeto Volante ha visto la luce in un momento difficile per la cultura. La galleria è stata pensata come un rifugio per artisti, curatori e creativi, un luogo dove l’arte non fosse solo merce, ma soprattutto pratica, confronto e comunità. Paola Gallio, insieme ai cofondatori Jared Deery, JJ Manford ed Elisa Soliven, ha voluto dare una risposta concreta alle sfide del periodo.
Nonostante il contesto complicato, la collaborazione tra artisti, fondatori e visitatori ha creato un terreno fertile. Dal 2020 a oggi, la galleria ha ospitato progetti che hanno messo in luce il valore dell’arte come strumento di crescita personale e collettiva.
L’esperienza maturata a Brooklyn ha spinto il gruppo a guardare oltre, puntando su Tribeca, un quartiere in rapida evoluzione culturale e con un pubblico più ampio e qualificato. Il trasferimento rappresenta una tappa importante per allargare gli orizzonti, senza perdere di vista la dimensione umana e artistica che da sempre contraddistingue il progetto.
Manhattan è da tempo un punto di riferimento nel circuito artistico globale. Tappeto Volante sceglie Tribeca per continuare a sostenere talenti spesso poco visibili. Il nuovo spazio, al piano terra di un edificio che ospita anche Shrine Gallery e Marge Gallery, crea un ambiente di scambio e crescita unico nel suo genere.
Qui gli artisti trovano maggiori possibilità di visibilità e l’occasione di confrontarsi con collezionisti e critici di livello internazionale. Il pubblico di Tribeca è noto per la sua attenzione e passione verso un’arte innovativa e radicata nel presente. La galleria vuole diventare un punto di riferimento per chi cerca proposte autentiche e riflessive.
Paola Gallio sottolinea l’importanza di questo passo: “si rivolgono a un pubblico attento e competente, capace di apprezzare il valore culturale delle opere.” Tappeto Volante punta a crescere insieme agli artisti, rafforzando legami e dialoghi con realtà simili, trasformando Tribeca in un vero e proprio polo di aggregazione e scoperta. “Non è solo una nuova sede, ma una nuova occasione per definire il futuro dell’arte emergente.”
Diversamente da molte gallerie newyorkesi fortemente orientate al mercato, Tappeto Volante si distingue per un approccio che mette al centro le pratiche artistiche e la relazione diretta con gli autori. I fondatori, tutti artisti attivi – da Jared Deery a JJ Manford, da Elisa Soliven a Paola Gallio – hanno voluto un modello basato sul rispetto e la responsabilità verso chi crea.
Per loro, il potere nell’arte parte proprio dagli artisti, senza i quali non esisterebbe scena né mercato. Questo impegno si traduce in programmi espositivi, collaborazioni e progetti educativi pensati per garantire visibilità, crescita e autonomia ai talenti emergenti. In una città con migliaia di spazi espositivi, Tappeto Volante si propone come un’esperienza autentica, che rispetta il percorso personale di ogni artista.
La comunità costruita a Brooklyn, fatta di creativi, giovani collezionisti e appassionati, è la base da cui ripartire. Ora, a Tribeca, la sfida è avvicinare un pubblico più critico ed esperto, mantenendo però quella curiosità e generosità che hanno caratterizzato la prima tappa.
La galleria ha ospitato esposizioni di rilievo, come il two-person show dedicato a Carol Saft e Meredith Allen, la retrospettiva di Bascha Mon, assente dalle gallerie newyorkesi da quasi cinquant’anni, e progetti collettivi come Library, con oltre 150 artisti coinvolti.
Questi eventi hanno dimostrato la capacità di Tappeto Volante di muoversi con ambizione in un panorama competitivo e spesso poco accessibile. La sfida più grande è stata attirare l’attenzione di stampa e collezionisti in una zona periferica di Brooklyn. Ora, con il trasferimento a Tribeca, si punta a superare questi limiti, aprendo nuove porte e orizzonti.
La galleria vuole consolidare i risultati raggiunti e ampliare la scena di riferimento per i propri artisti. Inoltre, si impegna a costruire un pubblico giovane che investa non solo sul valore commerciale ma soprattutto sul potenziale culturale di una nuova generazione.
Il 15 maggio 2026 ha segnato l’apertura ufficiale del nuovo spazio con la mostra di Angelo Vasta, artista milanese nato nel 1987, che presenta “Luci Spente “. L’esposizione raccoglie opere su carta che indagano l’intimità e le relazioni tra figure, spesso ambientate in spazi domestici, raccontando gesti quotidiani e incontri.
Partendo dal vissuto personale, il lavoro di Vasta si apre a riflessioni sulla vulnerabilità, la connessione umana e l’esperienza queer. La mostra si distingue per la forte tensione cromatica: opere come “Deserto Rosso” evocano atmosfere sospese, ispirate al cinema di Michelangelo Antonioni. I paesaggi emotivi si sviluppano attraverso colori terrosi, blu e grigi.
La formazione di Vasta nella regia di danza conferisce ai suoi lavori un’identità cinematografica. Ogni disegno è un fermo immagine carico di pathos e memoria, aperto a molte interpretazioni e a mutamenti nel tempo, rendendo la mostra intensa e piena di suggestioni.
Nato a Milano e residente a Brooklyn, Angelo Vasta unisce la cultura italiana a quella americana. Lavora tra pittura, disegno, fotografia e video, con un occhio attento al linguaggio cinematografico. Dopo il BFA all’Università di Milano nel 2010, si trasferisce a New York per approfondire la produzione cinematografica alla The New School.
Parallelamente, collabora con importanti compagnie di danza contemporanea e istituzioni culturali come il New York City Ballet e l’American Ballet Theatre, oltre a lavorare con la compagnia Trisha Brown e il New York Times. Queste esperienze testimoniano la sua versatilità tra diversi linguaggi espressivi.
Negli ultimi anni, Vasta ha esposto in gallerie e spazi di rilievo negli Stati Uniti, partecipando a fiere come The Armory Show e NADA Miami. La sua ricerca continua a esplorare il legame tra movimento, immagine e memoria, confermandolo come un nome di spicco nel panorama contemporaneo internazionale.
La mostra “Luci Spente ” apre il calendario eventi di Tappeto Volante a Manhattan. È visitabile dal 15 maggio al 27 giugno 2026, nello spazio di 4 Cortland Alley, New York. Le opere, soprattutto su carta, affrontano temi personali ma con un respiro universale, invitando il pubblico a una riflessione profonda e partecipata.
Questa mostra è un’occasione per immergersi in un percorso artistico che unisce tecniche innovative a contenuti intensi, offrendo uno sguardo originale sull’interiorità e sulle dinamiche delle relazioni umane. Gli orari sono pensati per permettere l’accesso a un pubblico ampio, tra appassionati, addetti ai lavori e collezionisti.
La collaborazione internazionale tra artisti e curatori continua a tracciare la strada verso nuove proposte, rafforzando la reputazione di Tribeca come punto caldo della cultura e consolidando la presenza italiana nel cuore dell’arte contemporanea negli Stati Uniti.
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