A Bellinzona, tre castelli emergono dalle colline come sentinelle di pietra, testimoni silenziosi di epoche lontane. In cima a uno di quei colli, il Castello di Montebello si staglia deciso, a circa novanta metri sopra il cuore della città. La sua struttura racconta un passato complesso: medioevo e Rinascimento si intrecciano nei suoi muri, frutto di battaglie e innovazioni militari. Da lassù, la vista abbraccia la città, le valli sottostanti e le montagne che per secoli hanno custodito vie alpine fondamentali. Camminare tra torri e mura significa immergersi in una storia fatta di assedi, ampliamenti e lotte — un racconto vivido che rende Montebello uno dei simboli più preziosi del Ticino.
Il Castello di Montebello nasce verso la fine del XIII secolo, voluto dalla famiglia Rusca, potente casata ghibellina di Como. All’inizio era una residenza signorile con un recinto irregolare, suddiviso tra spazi abitativi e aree di servizio. Ma nel 1335, con l’arrivo dei Visconti a Como, anche Montebello passò sotto la loro signoria.
Da quel momento iniziò una serie di modifiche per rinforzare le difese. Fu costruita una cinta muraria alta, con i caratteristici merli ghibellini, e torri agli angoli. Sul lato est fu scavato un fossato profondo, protetto da due ponti levatoi di legno pensati per rallentare eventuali assalitori. Tra il 1462 e il 1490, gli ingegneri militari degli Sforza alzarono ancora di più la posta, realizzando un secondo sistema di mura robuste e torri circolari. Questi interventi erano studiati per contrastare le nuove armi e tattiche belliche dell’epoca, offrendo una difesa più solida.
Sul lato orientale venne aggiunto un rivellino a protezione dell’ingresso principale. Montebello non era isolato: faceva parte di un sistema difensivo con Castelgrande, collegato da mura che formavano un anello protettivo intorno a Bellinzona. Oggi si possono ancora vedere tratti di queste antiche fortificazioni, testimonianza di una complessa strategia militare medievale e rinascimentale.
Nel tardo Settecento il castello passò alla famiglia Ghiringhelli, che lo mantenne fino al secolo scorso. Nel 1903 il Canton Ticino lo acquistò per celebrare il Centenario dell’Indipendenza, dando il via a un importante restauro. L’obiettivo era conservare il valore storico e mantenere intatta l’architettura originaria.
I restauri hanno salvato non solo le mura, ma anche cortili, bastioni e torri, permettendo al castello di restare un simbolo vivo della storia ticinese. Oggi attira visitatori grazie a eventi culturali e didattici. La sua valorizzazione ha inserito Montebello nel circuito turistico della città, soprattutto dopo il riconoscimento Unesco dell’intero sistema fortificato di Bellinzona.
Entrando a Montebello, si attraversano cortili e bastioni che si integrano con il paesaggio montano intorno. La pianta irregolare conserva i tratti originali, mentre le mura successive mostrano come la fortezza si sia adattata nel tempo alle nuove esigenze militari. Il fossato orientale, profondo e ampio, resta un chiaro segno delle difese medievali.
All’interno si trova “Archeologia Montebello”, un percorso che espone reperti e ricostruzioni dagli scavi locali. Qui emergono storie di vita quotidiana, mestieri e trasformazioni di Bellinzona lungo i secoli. Le sale non parlano solo di battaglie, ma anche di cultura e società.
Le corti interne, con pietra, legno e merli, regalano scorci suggestivi. Dove è possibile salire, la vista spazia su Castelgrande, la valle del Ticino e le montagne all’orizzonte. Il castello offre anche un parco attrezzato, luogo ideale per famiglie e chi cerca un momento di relax prima di visitare gli altri castelli.
Una curiosità: dentro la fortezza si stagiona il Salame dei Castelli, un’esperienza gastronomica originale. Montebello ospita regolarmente eventi culturali, didattici e privati, usando cortili e prati come scenografie d’effetto in un contesto storico unico. Per chi vuole approfondire, c’è il “Fortezza Pass”, un biglietto che permette di visitare tutti e tre i castelli e i musei della città.
Il Castello di Montebello sorge sul versante orientale di Bellinzona, nel Canton Ticino, ed è parte del complesso fortificato con Castelgrande e Sasso Corbaro, tutti riconosciuti Patrimonio Unesco per il loro stato di conservazione. Dal centro città la salita inizia generalmente da piazza Collegiata, attraverso vicoli storici che portano fino all’ingresso.
Chi arriva in treno può raggiungere il centro in pochi minuti a piedi dalla stazione. Chi invece preferisce l’auto trova parcheggi pubblici e un facile accesso grazie all’autostrada svizzera. Una strada collega direttamente il colle di Montebello, ideale per chi viene da lontano.
Per famiglie e turisti è attivo il trenino turistico Artù, che collega i tre castelli, rendendo comoda la visita dell’intero sistema fortificato. La stagione di apertura completa va dalla primavera all’autunno; in inverno si possono visitare cortili e spazi esterni, mentre gli interni seguono un calendario diverso. Montebello offre così un’esperienza culturale e turistica adatta a tutto l’anno.
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