Camminare tra le Fairy Pools sull’isola di Skye è come entrare in un altro mondo. L’acqua cristallina riflette un cielo in continuo mutamento, mentre i laghetti naturali si adagiano tra rocce scure, incorniciati dalle imponenti cime dei Black Cuillin. Il vento dell’Atlantico non dà tregua, portando con sé nebbia improvvisa e improvvisi sprazzi di sole che fanno brillare ogni filo d’erba. Qui, la natura selvaggia si mescola con le leggende scozzesi, regalando un’esperienza che non si dimentica facilmente.
Le Fairy Pools nascono da vicende antiche milioni di anni. Sessanta milioni di anni fa, Skye era un vulcano attivo: il magma si raffreddò lentamente e scolpì questo paesaggio così particolare. Le montagne nere e appuntite dei Black Cuillin, fatte soprattutto di gabbro, hanno resistito più di altre rocce all’usura del tempo, creando creste e valli uniche.
Poi sono arrivate le glaciazioni. Ghiacciai e fiumi hanno modellato il terreno, scavando gole e bacini naturali. L’acqua che oggi scorre tra le Fairy Pools continua a levigare la roccia vulcanica, formando una serie di piscine collegate da piccole cascate. Alcune sono così basse da poterci camminare dentro, altre attirano i nuotatori più coraggiosi.
Skye non è solo natura: è anche un luogo dove le leggende si respirano nell’aria. Le Fairy Pools sono legate alla cultura gaelicca, con racconti che si tramandano da generazioni. “Una leggenda parla di un capo clan MacLeod che sposò una principessa delle fate, legando per sempre l’isola a un mondo magico.”
Poi ci sono le selkie, creature mitiche capaci di trasformarsi da foche in esseri umani togliendosi la pelle. “Si dice che nelle notti di luna piena queste creature si immergano nelle acque fredde delle piscine per nuotare lontano da occhi indiscreti.”
Non mancano storie più dure. La battaglia di Coire na Creiche, tra i clan MacDonald e MacLeod alla fine del XVI secolo, è un ricordo vivo: “si racconta che il torrente si tinse del sangue dei caduti, a testimonianza delle lotte che hanno segnato questo territorio.”
Per raggiungere le Fairy Pools si parte da un parcheggio lungo la strada verso Glen Brittle, nella parte ovest di Skye. Da qui si segue un sentiero di circa 2,4 chilometri . Il percorso si snoda tra ghiaia, pietre e piccoli ponti, ed è consigliabile avere scarpe da trekking ben robuste.
Arrivati al primo guado sul torrente, serve fare attenzione: le rocce levigate possono essere scivolose. Proseguendo, si aprono piscine di varie dimensioni dalle tonalità turchesi, alimentate da una cascata. L’acqua è fredda, tra i 5 e i 10 gradi per gran parte dell’anno, quindi il bagno è per chi sopporta bene il freddo.
Di solito i visitatori dedicano da due a quattro ore all’escursione, godendosi il silenzio e la bellezza di una valle coperta di erica e battuta dal vento.
Le Fairy Pools si trovano nel Glen Brittle, a ovest di Skye, terra storica del clan MacLeod. Il paese più vicino è Carbost, raggiungibile in circa 40 minuti da Portree, la principale città dell’isola, seguendo la A87, poi la A863 e infine la B8009.
L’ultimo pezzo è una strada a carreggiata unica con piazzole per gli incroci. È importante guidare con calma, soprattutto nei periodi di maggior afflusso turistico. Un parcheggio accoglie ogni tipo di veicolo, con una tariffa che serve a mantenere sentieri e servizi.
Chi non ha un’auto può affidarsi ai trasporti pubblici stagionali da Portree, soprattutto in estate, ma è meglio controllare gli orari aggiornati prima di partire.
Il tempo alle Highlands cambia in fretta: il sole può lasciare il posto a pioggia o vento forte in pochi minuti. È quindi fondamentale vestirsi a strati, avere un giubbotto impermeabile e scarpe da trekking robuste. Un antivento è spesso indispensabile, insieme a una buona scorta d’acqua e qualche snack per tenersi su di energia.
Le Fairy Pools attirano fotografi, escursionisti e appassionati di natura da ogni parte del mondo. Camminare tra queste piscine naturali significa immergersi in un ambiente unico, dove la natura racconta storie che sembrano non avere tempo.
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