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Veliki Tabor: il castello croato da fiaba con il misterioso fantasma reale sul colle di Košnički Hum

Sulla cima di Košnički Hum, Veliki Tabor si erge fiero, avvolto da prati verdi e dolci colline. Le sue mura bianche, i tetti rossi e le torri semicircolari raccontano storie che vanno oltre il semplice mito. Qui si sono intrecciati amori tragici, famiglie nobili e strategie militari, tutte scolpite nel tempo. A 333 metri di altezza, il castello domina lo Hrvatsko Zagorje, una regione croata dove la storia si mescola a una natura ancora intatta. Tra i castelli medievali meglio conservati dell’entroterra, Veliki Tabor rimane un custode silenzioso di un passato turbolento e affascinante.

Le origini di Veliki Tabor tra mura antiche e trasformazioni rinascimentali

Le origini del castello restano avvolte nel mistero, con gli storici che non si mettono d’accordo sulla data esatta della costruzione. C’è chi parla della metà del Quattrocento, chi invece sposta tutto all’inizio del Cinquecento. I dati più recenti sembrano dare ragione ai primi, ma il dubbio resta. Quel che è certo è che il nucleo centrale — un palazzo fortificato — è protetto da quattro torri semicircolari e da robuste mura pensate per resistere alle prime armi da fuoco, una vera rivoluzione nell’architettura militare dell’epoca. La struttura si estende su circa 3.340 metri quadrati e vanta ben dodici tipi diversi di copertura, che regalano al castello un profilo ricco e variegato.

Nei secoli, Veliki Tabor ha subito molte modifiche e ampliamenti. La porta d’ingresso così come la zona d’accesso risalgono al 1820. Per lungo tempo il castello è stato proprietà della famiglia Rattkay, nobili di spicco che ne furono custodi fino alla fine del Settecento. Tra i proprietari più celebri c’è anche Oton Iveković, artista croato che ha lasciato preziosi contributi con la sua pittura. Oggi Veliki Tabor è molto più di una fortezza: è un museo che racconta la cultura e la natura della regione, attraverso mostre tematiche e collezioni storiche.

Veronika di Desinić: il dramma di un amore proibito

Tra le tante storie che animano Veliki Tabor, la più nota è quella di Veronika di Desinić. Un racconto di amore e tragedia, ambientato tra le rigide regole della nobiltà feudale. Veronika era innamorata di Fridrik Celjski, figlio del potente conte Herman II di Celje, ma il padre non vedeva di buon occhio la loro relazione. Dopo una fuga segreta in Slovenia, i due si sposarono, ma la felicità durò poco. Fridrik fu rinchiuso in una torre per quattro anni, mentre Veronika venne catturata e imprigionata proprio a Veliki Tabor. Accusata di stregoneria, fu giudicata innocente, ma secondo la tradizione Herman II ordinò comunque la sua morte.

La leggenda narra che Veronika fu annegata in un grande tino di legno nel cortile del castello. Il suo corpo, sempre secondo il racconto popolare, sarebbe stato murato tra la torre pentagonale e l’ingresso. Da allora, si dice che il suo spirito aleggi tra le mura, con strani rumori e apparizioni soprattutto nelle notti fredde e ventose. La memoria di Veronika è ormai parte della cultura immateriale croata: nel 2015 la sua storia è stata inserita nel Registro nazionale dei beni culturali. Al castello una mostra permanente racconta questa leggenda, con opere che ripercorrono la vicenda dal XV secolo a oggi.

Cosa vedere a Veliki Tabor: un viaggio tra storia e natura

Visitare Veliki Tabor non significa solo ammirare un edificio antico. Il percorso si snoda tra ambienti dai diversi volti, dove gallerie con colonnati creano atmosfere particolari, soprattutto quando la luce naturale si fa più fioca. Da non perdere è il grande pozzo, profondo 31 metri, simbolo della vita quotidiana in castello, lontano dall’immagine da fiaba.

La vecchia cantina, con il suo massiccio torchio, regala frescura d’estate e un senso di intimità d’inverno. La Rustical Hall è una delle sale più affascinanti, dove armi antiche come alabarde ricordano i tempi delle guarnigioni e dei signori feudali. Al primo piano c’è la cappella, che conserva reliquie legate a Veronika di Desinić, tra cui un teschio secondo la tradizione locale.

Veliki Tabor ospita anche mostre temporanee che spaziano dalla storia naturale, con approfondimenti su specie come il mammut lanoso dell’era glaciale, fino all’arte contemporanea. Tra le esposizioni più interessanti c’è quella dedicata a Gjuro Prejac, artista poliedrico nato a Desinić nel 1870. Per gruppi e scolaresche sono disponibili visite guidate con laboratori su prenotazione. Il castello fa parte di itinerari regionali che includono il Museo dei Neanderthal a Krapina e il villaggio etnografico di Kumrovec, sempre nel nord-ovest della Croazia.

Arrivare a Veliki Tabor: consigli per la visita nello Zagorje

Veliki Tabor si trova vicino a Desinić, nello Hrvatsko Zagorje, a circa un’ora d’auto da Zagabria. Il viaggio attraversa paesaggi tipici della Croazia settentrionale, con dolci colline, boschi e prati che cambiano colore con le stagioni. La posizione in cima a Košnički Hum rende il castello ben visibile anche da lontano.

L’auto resta il modo più comodo per arrivare e inserire la visita in un tour più ampio della regione. Entrare a Veliki Tabor significa non solo scoprire la sua storia, ma anche godere di una vista che arriva fino alle montagne della vicina Slovenia. Tra architettura imponente, natura intatta e leggende affascinanti, Veliki Tabor è una tappa da non perdere per chi vuole conoscere il cuore della Croazia interna.

Redazione

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