Il sole di luglio batte forte sulla Sicilia, rendendo ogni pedalata una sfida. Fred Casadei, musicista di Pachino con la passione per le due ruote, ha scelto di attraversare l’isola in bici, percorrendo oltre 1200 chilometri. Ha evitato le strade principali, preferendo i sentieri meno battuti, i piccoli borghi nascosti, quei luoghi che sfuggono alle cartine turistiche. Non era solo una fatica fisica, ma un viaggio dentro le sfumature di un’isola fatta di contrasti: il caldo che ti avvolge, le salite che sembrano non finire mai, gli incontri inaspettati e i panorami che tolgono il fiato. Ventiquattro tappe per raccontare una Sicilia diversa, vissuta a ritmo lento, pedalata dopo pedalata.
Fred vive a Pachino, dove dirige una scuola di musica. La sua passione per la bici non è fatta di gare o tempi da battere, ma di lentezza, soste e scoperta. Attraversare la Sicilia in bici nasce da questo desiderio di osservare l’isola con occhi diversi, scegliendo spesso percorsi meno battuti, strade secondarie e piccoli paesi poco conosciuti. La partenza è arrivata a luglio, un mese difficile per il caldo, ma l’unica pausa possibile dal lavoro.
Ogni giorno partiva presto, quando il sole era ancora basso, per evitare le ore più calde. Così riusciva a gestire le tappe senza strafare, rispettando i ritmi del corpo e concedendosi il tempo per godersi i paesaggi. Il viaggio non è stata una corsa, ma un cammino fatto di fatica e scoperta, tra fotografie, assaggi e incontri. Grazie al supporto di alcuni sponsor, Fred ha potuto organizzare per tempo pernottamenti e tappe, un dettaglio non da poco viste le difficoltà di trovare alloggi economici in alta stagione.
Il caldo è stata una delle sfide più grandi. In Sicilia, a luglio e agosto, si superano spesso i 35 gradi, a volte anche di più. Fred racconta di partire all’alba e di ritrovarsi, poche ore dopo, a pedalare sotto un sole che picchia forte. Alcune tappe sono state vere e proprie prove di forza, soprattutto quelle con salite ripide e lunghe. Con circa 8.000 metri di dislivello spalmati su 20 giorni, tra continui saliscendi e tratti di montagna, la stanchezza si è fatta sentire.
Per non esaurire le energie troppo presto, ha scelto tappe brevi, tra 70 e 80 chilometri al giorno. Così, senza giorni di pausa, è riuscito a mantenere un buon ritmo. Il percorso ha alternato panorami costieri a zone interne, passando da spiagge e scogliere a boschi e montagne. Un esempio? Il nord dell’isola, in provincia di Palermo, dove a pochi chilometri dalla costa si trovano foreste popolate da animali selvatici come i cinghiali.
Il viaggio ha portato Fred a scoprire angoli inattesi della Sicilia. La costa nord ha regalato scorci mozzafiato, con salite e discese che regalano panorami sulle Eolie e Favignana da punti spesso poco conosciuti. A Mazara del Vallo, ad esempio, ha trovato una casba che ricorda le medine nordafricane: strade, porte e serrande in stile tunisino, un pezzo di mondo lontano dal turismo di massa.
Anche Catania ha riservato sorprese: un fiume sotterraneo, quasi sconosciuto perfino ai residenti, visibile solo da alcuni accessi nascosti. Fred è entrato da un locale con ingresso in grotta, un’esperienza insolita che cambia la percezione della città, spesso vista solo per l’Etna o il centro storico. Questi dettagli sotterranei raccontano una Sicilia più complessa, stratificata, capace di stupire anche chi la conosce bene.
Non tutte le tappe sono state facili da digerire. Taormina, meta iconica e amata, ha lasciato Fred con un senso di distacco. Il borgo, ormai dominato da negozi di lusso e turismo da “vetrina”, ha perso gran parte della sua autenticità. Il corso principale sembra più una passerella di moda che un piccolo paese con un’anima. Fred, vestito in modo semplice, si è sentito un po’ fuori posto rispetto ai visitatori più mondani.
Questa differenza tra aspettative e realtà mette in luce come il turismo di massa stia cancellando le peculiarità culturali e ambientali di alcune zone. Fred non esclude di tornare a Taormina, ma solo per occasioni speciali, come assistere a un concerto nel teatro greco, un luogo che resiste al tempo e alle mode.
Uno dei momenti più forti del viaggio è stata la visita a Cinisi, alla casa museo di Peppino Impastato. Questo attivista antimafia è noto soprattutto grazie al film “I cento passi”, ma entrare nella sua casa, vedere manoscritti e oggetti personali ha trasformato una storia conosciuta in qualcosa di concreto. La visita guidata da un’associazione locale ha incluso anche il percorso segnato da mattonelle colorate che unisce la casa di Impastato a quella del boss mafioso Tano Badalamenti.
Quel cammino, dal luogo della lotta antimafia a quello del potere criminale, è carico di emozioni e riflessioni. Fred ha definito quell’incontro “commovente”, un pezzo che ha dato senso all’intero viaggio. Consiglia a chi visita la Sicilia di non perdere questa tappa autentica e educativa, che aiuta a capire meglio la storia recente dell’isola.
Il viaggio è stato fatto anche di persone. Fred ha incrociato diversi personaggi, tra cui un norvegese settantenne che ha lasciato la vita frenetica del Nord Europa per vivere in Sicilia. L’uomo costruisce barche miscelando tecniche norvegesi e siciliane, un esempio di come culture diverse si intreccino nel tessuto locale.
Questi incontri hanno dato un valore in più all’esperienza di Fred, confermando che viaggiare in bici apre le porte alla realtà quotidiana, fatta di storie, tradizioni e progetti personali. La voglia di conoscere questi piccoli mondi è uno dei motivi che spinge Fred a ripetere l’esperienza, insieme all’idea di sostenere iniziative solidali per aiutare famiglie in difficoltà a Pachino.
Affrontare la Sicilia in bicicletta, soprattutto in estate, richiede una buona organizzazione. Un consiglio pratico è scegliere alloggi vicini ai centri abitati, per evitare spostamenti inutili dopo una giornata di pedalate. Fred ricorda un episodio a Milazzo, dove il B&B si trovava a 30 chilometri dal paese, costringendolo a rimettersi in sella di sera per raggiungere i luoghi d’interesse.
Dal punto di vista tecnico, la costa est è più adatta ai ciclisti meno esperti: più pianeggiante, collega Pachino a Siracusa, Catania e Messina. La costa nord e i percorsi tra Trapani e Agrigento offrono paesaggi più spettacolari, ma richiedono più preparazione fisica per i dislivelli. Oggi diverse app aiutano a programmare il percorso in base a chilometri, altimetria e difficoltà, evitando spiacevoli sorprese.
Fred Casadei ha raccontato quotidianamente il suo viaggio su Instagram, mostrando scorci, volti e angoli di Sicilia che difficilmente si vedono nei percorsi turistici tradizionali. Per lui non è stato solo pedalare o visitare, ma un’immersione completa nei colori, nei profumi e nelle storie di un’isola che offre molte chiavi di lettura. Attraversare la Sicilia in bici, con tutte le difficoltà e le bellezze che comporta, lascia un segno profondo. Un’esperienza che racconta una Sicilia vera, fatta di memorie, incontri e storie.
Fred non nasconde l’idea di ripetere la sfida, magari con un progetto solidale per sostenere le comunità locali. Il caldo estivo non lo spaventa: la sfida continua, con più consapevolezza e nuovi orizzonti da scoprire.
Johannesburg non è mai stata così viva, così reale, così vicina. Umthetho, il nuovo crime…
A Parigi, durante la Design Week, gli artisti congolesi hanno catturato l’attenzione di critici e…
Il sole di Ferragosto scalda le piazze, le spiagge, le case: è un appuntamento che…
Nel cuore della Serra de Tramuntana, Fornalutx si aggrappa a un pendio come un segreto…
Cinque mesi dopo il colpo che aveva lasciato Parma senza fiato, i dipinti scomparsi sono…
Dal 1986, la rassegna culturale di Roberta Mazzanti non ha mai smesso di far parlare…