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Forte dello Chaberton a rischio crollo: chiuse al pubblico le storiche fortificazioni tra Italia e Francia

A 3.131 metri di quota, sulla cima del Monte Chaberton, il celebre Forte dello Chaberton si trova ora chiuso al pubblico. Il Comune francese di Montgenèvre ha deciso, a partire dal 19 agosto 2026, di vietare l’accesso alle strutture interne del forte, a causa del rischio concreto di crolli. Questo gigante di cemento e pietra, conosciuto come il “Forte delle Nuvole”, ha attraversato decenni di storia militare, ma oggi è minacciato dall’usura del tempo e dalle intemperie. Gli escursionisti possono ancora raggiungere la vetta, ma entrare nelle torri, nelle gallerie o nelle casematte è diventato pericoloso e dunque proibito. Una scelta inevitabile, che fa emergere il lento ma inesorabile degrado di uno dei simboli delle Alpi.

Vietato entrare: il rischio crolli nel forte dello Chaberton

Il divieto è scattato con un’ordinanza firmata dal Comune di Montgenèvre, che gestisce l’area. Le parti più fragili del forte sono state giudicate pericolose: torrette, gallerie, locali sotterranei e casematte hanno subito danni strutturali seri. A più di cento anni di vita, a tremila metri di quota, il forte ha pagato il prezzo di condizioni climatiche estreme. Neve, ghiaccio, continui cicli di gelo e disgelo hanno consumato i materiali con il passare del tempo. A questo si aggiungono i segni lasciati dai bombardamenti del 1940, durante la Seconda guerra mondiale. Dopo il conflitto, il forte è rimasto abbandonato senza interventi di manutenzione significativi.

Il rischio maggiore è che molte parti in cemento e pietra siano ormai instabili e possano crollare all’improvviso. L’ordinanza vieta quindi di arrampicarsi sulle mura, esplorare zone non autorizzate o spostare pietre, metalli e altri reperti storici. La sorveglianza è affidata alla Gendarmerie francese, che effettuerà controlli regolari. Dal 2021 il forte è tutelato come Monumento Storico francese, un riconoscimento che riguarda l’intero complesso, non solo le otto torri con le batterie. In passato erano stati fatti tentativi per limitare l’ingresso di neve e acqua, proteggendo le aperture delle torrette, ma oggi quei lavori non bastano più a garantire la stabilità.

Monte Chaberton: la vetta resta aperta, ma con regole più rigide

Il divieto riguarda soltanto l’accesso all’interno della struttura militare. I sentieri che portano alla cima del Monte Chaberton restano percorribili e aperti agli escursionisti. Chi ha esperienza in montagna, gruppi di trekking e visitatori possono ancora salire fino in vetta, ma devono rispettare le nuove restrizioni. Dalla cima si gode uno dei panorami più belli sulle Alpi, un richiamo per tanti appassionati di montagna e storia. La salita è impegnativa, ma affrontabile con una buona preparazione fisica.

Arrivati davanti al forte, però, l’ingresso è vietato. Gli ambienti interni sono in condizioni di degrado che ne impediscono un uso sicuro. Vietato anche toccare o portare via materiali all’interno o nei dintorni della struttura. La vigilanza si è intensificata e continuerà finché non saranno avviati lavori di messa in sicurezza. L’obiettivo è tutelare non solo il forte ma anche la sicurezza di chi si avventura in quell’area.

Forte dello Chaberton, un gigante di ingegneria e storia militare

La costruzione dello Chaberton iniziò alla fine dell’Ottocento. Un’opera che richiese sforzi enormi: per far posto al forte, la cima della montagna fu abbassata di circa sei metri per creare una piattaforma solida e ampia. Otto torri in cemento armato, pensate come postazioni per cannoni con impianti rotanti, dominavano il paesaggio intorno. All’interno il forte ospitava il comando, l’infermeria, le cucine e i depositi.

Un’altra innovazione fu la teleferica completata nel 1910, che collegava la fortificazione al fondovalle. Questa linea permetteva di trasportare rapidamente uomini, materiali e viveri su e giù dalla montagna, superando un dislivello importante in un ambiente spesso ostile.

Per anni lo Chaberton è stato considerato uno dei forti più inaccessibili e protetti d’Europa. La sua posizione elevata lo rendeva difficile da attaccare o superare facilmente. La sua fama si accrebbe durante la Seconda guerra mondiale: il 21 giugno 1940 l’artiglieria francese riuscì a mettere fuori uso sei delle otto torri con obici di grosso calibro. Dopo il conflitto, con il Trattato di Parigi del 1947, la vetta passò ufficialmente alla Francia. Oggi il forte resta un simbolo storico, ammirato da fuori da escursionisti e appassionati, ma potrà tornare a splendere solo grazie a futuri interventi di restauro.

Redazione

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