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Gdynia, la città modernista sul Mar Baltico diventa patrimonio UNESCO nel centenario della sua fondazione

Gdynia, affacciata sul freddo Mar Baltico, ha visto la sua lunga attesa premiata: nel 2026 entrerà a far parte del patrimonio UNESCO. È un riconoscimento che arriva dopo più di vent’anni di battaglie e riflessioni. La città, fondata appena cento anni fa, ha saputo trasformarsi da un piccolo villaggio di pescatori a un simbolo del modernismo polacco. Qui l’architettura non è mai stata solo estetica, ma specchio di un’epoca e di un’ambizione nazionale. Un esperimento urbano nato in tempi turbolenti, oggi conservato con cura, che racconta una storia unica nel cuore dell’Europa del Nord.

Da porto di pescatori a città moderna: la nascita di Gdynia

Il nome Gdynia compare per la prima volta in un documento del 1253, ma per secoli resta un luogo poco più che marginale, un porto modesto vicino a Danzica. Solo dopo la Prima guerra mondiale, con la rinascita della Polonia indipendente, la città prende slancio. Le autorità nazionali decidono di costruire un porto che sia la “finestra” del Paese sul mondo: nel 1923 attracca la prima nave straniera, il Kentucky, e nel 1930 si inaugura la rotta per New York con il primo transatlantico polacco. Intanto nasce la città moderna, progettata secondo il modernismo, stile all’avanguardia per quei tempi, che in pochi anni cresce fino a superare i 120.000 abitanti. Questo boom si ferma con la Seconda guerra mondiale, quando i tedeschi occupano Gdynia e usano gli edifici per insediare coloni di lingua tedesca. I polacchi rientrano solo nel 1945, dando il via a una nuova crescita che porta la città a oltre 250.000 abitanti negli anni Ottanta.

L’architettura modernista che ha trasformato Gdynia tra le due guerre

Gli anni tra le due guerre mondiali sono decisivi per Gdynia. La città si organizza con strade a griglia e oltre 450 edifici modernisti, che segnano un taglio netto con il passato e gli stili tradizionali. Su via Świętojańska si trovano circa 140 costruzioni di quel periodo, mentre altre 310 si distribuiscono nelle principali vie del centro. Le abitazioni eliminano i cortili interni tipici dell’Ottocento, puntando su spazi aperti, luce naturale e aree verdi. La collina di Kamienna Góra, con le sue ville, è un esempio di questa svolta urbanistica e residenziale. L’area riconosciuta dall’UNESCO copre quasi 88 ettari, includendo edifici pubblici, abitazioni e spazi commerciali che raccontano la nascita di un’urbanistica moderna sul Baltico.

Il cuore culturale del modernismo a Gdynia

Nel centro città si trova il Centre of Modernism, ospitato in un edificio degli anni Trenta firmato dall’architetto Roman Piotrowski, un tempo sede delle Assicurazioni Sociali. L’edificio stesso ricorda un transatlantico in mattoni e cemento che sembra navigare tra le vie verso il mare. Qui si raccolgono informazioni e si promuove il Gdynia Modernist Trail, un percorso dedicato agli edifici simbolo del modernismo locale. Il Modernism InfoBox, con un modello in scala illuminato di 8×4 metri, aiuta i visitatori a orientarsi tra gli isolati principali e scoprire il patrimonio architettonico cittadino. Con questo nuovo sito, la Polonia conta 18 patrimoni UNESCO, tra cui centri storici importanti come quelli di Cracovia, Varsavia e Zamość, oltre a luoghi naturali e opere storiche.

Trójmiasto e le nuove architetture di Gdynia

Gdynia fa parte dell’area urbana chiamata Trójmiasto , che comprende anche Danzica e Sopot, un agglomerato di circa 750.000 abitanti collegato da ferrovie, autostrade e piste ciclabili lungo il mare. Dalla banchina Nabrzeże Pomorskie si gode di una vista sullo skyline cittadino, dominato dalle Sea Towers, grattacieli residenziali alti 142 metri inaugurati nel 2009 e firmati dall’architetto Andrzej Kapusta. Lungo la passeggiata si trova il monumento a Joseph Conrad, famoso scrittore polacco, simbolo dell’emigrazione verso l’America tra le due guerre. Quel fenomeno migratorio è raccontato anche nel Museo dell’Emigrazione, ospitato nella storica Stazione Marittima, da cui partirono centinaia di migliaia di persone in cerca di fortuna oltreoceano.

Redazione

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