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Genova ricorda il Ponte Morandi a 8 anni dal crollo: la mostra fotografica di Gigi Cifali a Palazzo Ducale

Il 14 agosto 2018, il Ponte Morandi crollò improvvisamente, strappando via 43 vite e sconvolgendo Genova per sempre. Quel vuoto si sente ancora, nelle strade, nelle case di chi ha perso tutto. Tra processi e ricordi, la città ha cercato di tenere insieme i pezzi. Lo scorso luglio, a Palazzo Ducale, una mostra fotografica ha aperto una nuova finestra su quella tragedia: le immagini di Gigi Cifali non raccontano solo il disastro, ma smontano e ricompongono il ponte, pezzo dopo pezzo, invitando a pensare a ciò che resta e a chi ha responsabilità. Fino al 30 agosto 2026, quelle fotografie non sono solo memoria, ma un richiamo urgente a non dimenticare.

Gigi Cifali a Palazzo Ducale: foto che fanno riflettere sul Ponte Morandi

A Genova si possono vedere sette fotografie tratte dalla serie “Scomposizioni”, scattate da Gigi Cifali nel 2020. Ritraggono i blocchi di calcestruzzo che un tempo formavano il ponte progettato da Riccardo Morandi tra il 1963 e il 1967, oggi conservati in un hangar sotto sequestro. Ma queste foto non sono solo immagini di macerie: conferiscono a quei pezzi di cemento un’aura quasi misteriosa. I blocchi, attraversati da cavi d’acciaio e spesso coperti da teli trasparenti, sembrano sospesi tra il ruolo di rudere e quello di reliquia, tra oggetto di indagine giudiziaria e scultura involontaria.

Cifali evita qualsiasi spettacolarizzazione della tragedia; il suo sguardo si concentra sulla materia del ponte, sulla sua fisicità e sulle tracce lasciate dal crollo. Tra le opere spicca un’installazione imponente intitolata “CONCRETE EVIDENCE OF PROFIT BEFORE PEOPLE.” Con un linguaggio visivo che richiama le campagne di sensibilizzazione, l’artista mette in relazione il ruolo delle immagini nel dibattito pubblico con le dinamiche di potere che influenzano l’informazione. La mostra nasce da un confronto stretto con il Memoriale 14 Agosto 2018 e il Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi, ed è accompagnata da un testo critico di Riccardo Venturi.

Il Ponte Morandi: simbolo di progresso e fragilità delle infrastrutture

Il Ponte Morandi porta con sé una doppia eredità: da un lato, è stato un simbolo di modernità e progresso nel secondo Novecento, non solo per Genova ma per tutta l’industria delle costruzioni italiana. Dall’altro, rappresenta le falle di un sistema che ha puntato a una crescita senza fine, spesso rimandando la manutenzione e dando priorità a interessi economici immediati. Il crollo fa parte di un racconto più ampio, quello delle infrastrutture vecchie, trascurate e fragili.

La mostra di Cifali invita a guardare il cemento armato anche da un punto di vista ambientale. Questo materiale, usato in quantità enormi in tutto il mondo, oggi è un problema per le emissioni di gas serra e per il consumo irreversibile di suolo e risorse naturali. La fragilità del ponte racconta così non solo la memoria della città, ma anche le sfide globali legate allo sviluppo sostenibile e alla cura degli spazi urbani e naturali.

Oltre la mostra: memoria civile e futuro per Genova

La mostra non si limita a fermare l’immagine del crollo, ma apre a una riflessione che va avanti. Per questo, in autunno a Genova è previsto un incontro pubblico sul ruolo della memoria e dei memoriali. Sarà un momento per allargare il discorso su come si costruiscono le coscienze civili dopo tragedie di questa portata.

Per Gigi Cifali, le rovine del Ponte Morandi non sono solo un patrimonio storico legato alla città. Sono un monito sulle fragilità del nostro tempo. Le sue immagini creano uno spazio di consapevolezza, chiamando tutti a trasformare il ricordo in responsabilità sociale e attenzione verso le infrastrutture e l’ambiente. La mostra a Palazzo Ducale, aperta fino al 30 agosto 2026, resta un punto di riferimento per Genova, un invito a non dimenticare e a interrogarsi sul presente.

Redazione

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